21. 09. 2020 Ultimo Aggiornamento 20. 09. 2020

"Casa Italia", interrogazione al Presidente del consiglio e al Ministro della ricerca

Categoria: Temi di discussione

Il 24 giugno scorso, durante la seduta n. 234 del Senato della Repubblica, nove senatori del M5S hanno presentato al Presidente del consiglio dei ministri e al Ministro dell'università e della ricerca l’interrogazione a risposta orale n. 3-01727 (prima firmataria, la sen. Margherita Corrado), avente ad oggetto la struttura di missione denominata “Casa Italia”, istituita dalla Presidenza del consiglio di ministri con Dpcm 23 settembre 2016, struttura alla quale – ricordiamo con commozione – il compianto professor Enzo Boschi ha dedicato diversi articoli durante la sua lunga collaborazione col Foglietto.

Di seguito, il testo integrale della suddetta interrogazione:

"CORRADO, TRENTACOSTE, ROMANO, VANIN, ANGRISANI, PRESUTTO, PAVANELLI, CASTELLONE, CAMPAGNA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'università e della ricerca. - Premesso che:

risulta agli interroganti che il progetto "Casa Italia" sia stato varato nei primi mesi del 2017, con l'istituzione dell'omonimo Dipartimento presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, dopo che, sull'onda della crisi sismica dell'Italia centrale del 2016, era stata istituita, nel settembre 2016, un'apposita struttura di missione; nei piani d'azione del progetto sono coinvolti ben 6 Ministeri e 6 enti pubblici: Agenzia delle entrate, ISTAT, ENEA, ISPRA, INGV e CNR;

nati per elaborare una strategia di lungo periodo per la prevenzione degli effetti dei futuri terremoti e altre calamità naturali, la struttura e poi il Dipartimento hanno finito per dedicarsi invece quasi esclusivamente alla ricostruzione, indicata oggi espressamente come nuova mission del Dipartimento, riorganizzato ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 marzo 2020 quale "struttura di coordinamento di altre amministrazioni", non senza problemi di sovrapposizioni, e potenziali tensioni, con il Dipartimento della protezione civile;

a seguito dell'incontro dedicato alla presentazione della "mappa dei rischi dei Comuni italiani", svoltosi a Roma il 18 febbraio 2019, molti addetti ai lavori hanno stigmatizzato il mancato confronto, nell'apposito tavolo di discussione, con il "documento nazionale dei rischi" pubblicato una settimana prima dal Dipartimento della protezione civile, rilevando peraltro lacune o scarsa chiarezza in entrambi i testi, in materia di sismologia, nonostante, con il proprio centro di pericolosità sismica (CPS), l'INGV collabori con il Dipartimento e sia tra gli enti di riferimento di "Casa Italia";

ad oltre 3 anni dall'attivazione del progetto, dunque, all'interno dei dicasteri e degli enti coinvolti sembrerebbe essersi fatta strada l'idea che esso rappresenti un'occasione persa, oltre ad un investimento discutibile, poiché, quanto a programma, risorse e competenze del Dipartimento, la comprensibile nebulosità iniziale, invece di diradarsi, sarebbe diventata una stabile opacità. I mesi a venire diranno se, a fronte del "congelamento" della struttura nel 2018, oggi evocato a giustificarne lo stallo (che però non ha impedito di gratificarla con il premio "per la PA sostenibile" nel 2019) a sua volta interrotto dalla nomina di un nuovo capo dipartimento ad ottobre 2019, l'odierna mission sarà o meno in grado di dare al progetto un'identità definita e un'oggettiva utilità pubblica;

considerato che, per quanto risulta agli interroganti:

alcuni aspetti critici dell'iniziativa erano emersi da subito, a cominciare dalla scelta dei consulenti, remunerati anche quando già rivestono importanti incarichi pubblici, e altre ombre sono sorte con l'individuazione dei "10 cantieri", operazione condotta in sinergia con il "gruppo G124" dell'architetto Renzo Piano, in merito ai quali il portale di "Casa Italia" offre, oggi, pochissime informazioni, mancando persino l'elenco delle città oltre a quello dei singoli cantieri;

il progetto si propone di intervenire su immobili residenziali esistenti, di proprietà pubblica, senza costringere gli abitanti ad allontanarsene, mirando a ridurre la vulnerabilità degli edifici con soluzioni costruttive innovative e dai costi contenuti, così da aumentarne la sicurezza e assicurare vivibilità incrementando la resilienza dei residenti;

i 10 cantieri pilota sono stati localizzati a Catania, Reggio Calabria, Potenza, Piedimonte Matese (Caserta), Sora (Frosinone), Isernia, Sulmona (L'Aquila), Foligno (Perugia), Feltre (Belluno) e Gorizia; un dato che si evince dalle rassegne stampa, insieme all'entità del finanziamento (25 milioni di euro), ma non più dalla sezione "approfondimenti" né dalla sezione "notizie" del portale di "Casa Italia", che non risale più indietro del 7 marzo 2018;

sulla carta geografica di presentazione del progetto, i 10 luoghi sono caratterizzati da una campitura rossa che la legenda scioglie con "comuni a priorità 1", mentre le aree in arancio sono "comuni a priorità 2" e quelle in giallo "comuni a priorità 3". Dalla scarna rappresentazione si evince, dunque, che i 10 cantieri corrispondono ad altrettante "priorità 1", mentre nulla è detto dei comuni a "priorità 2" e "priorità 3", curiosamente meno numerosi dei primi. Inoltre tutte le regioni in cui ricade uno dei 10 cantieri hanno almeno un'area in arancio o in giallo (come anche in Puglia, Toscana ed Emilia-Romagna, benché escluse); solo Veneto e Friuli-Venezia Giulia contengono esclusivamente il "comune a priorità 1" selezionato tra i 10;

tra i 4 criteri espressamente definiti per la scelta delle 10 città, oltre alla pericolosità sismica, a risultare determinante è la compresenza di rischio idrogeologico e in almeno un caso vulcanico e marino, insieme alla distribuzione sul territorio nazionale e all'esclusione delle "aree di cratere" dei sismi verificatisi dal 2009 in poi;

qualche perplessità nasce dal fatto che le 8 città del Centro-Sud sono note per la pericolosità sismica (zona sismica 1) e per il livello di rischio stimato, mentre le 2 del Nord-Est (Gorizia e Feltre) hanno livelli di pericolosità e rischio più bassi (zona sismica 2); non si riscontra in entrambe la molteplicità delle fonti di pericolo; rispetto a quanto pubblicato sul portale e dichiarato ai media alla presentazione ufficiale del progetto (Milano, 10 aprile 2017), inoltre, non risulta un ulteriore criterio di selezione: quello delle "caratteristiche socio-demografiche", per cui la sperimentazione doveva privilegiare "aree che uniscano alle problematiche ambientali anche alcuni aspetti significativi di vulnerabilità sociale e di esposizione demografica"; Feltre e Gorizia ce l'hanno molto debole;

solo i mass media, fin da luglio 2017, fanno i nomi dei cantieri più "precoci": Reggio Calabria, Foligno e Feltre (come si legge su "gdc.ancitel" il 7 agosto 2017); la presenza (per non dire la "centralità") di Feltre avrebbe peraltro suscitato qualche imbarazzo nei più avvertiti, alla luce dell'origine feltrina del presidente dell'INGV, professor Carlo Doglioni, anche lui coinvolto nel progetto in qualità di esperto, e dell'attività professionale del fratello Francesco, titolare di uno studio di architettura che, secondo la stampa locale, dovrebbe fornire "supporto e consulenze" all'intervento previsto in città,

si chiede di sapere:

se non si ritenga che la nuova veste data a "Casa Italia" rappresenti un arretramento rispetto all'impegno iniziale di soddisfare le esigenze oggettive e urgenti in materia di prevenzione e sicurezza del Paese rispetto ai rischi naturali;

quali siano i motivi per cui la sismologia sia di fatto assente dal progetto, a giudicare dal mancato o quanto meno assai scarso coinvolgimento di esperti in materia di pericolosità e rischio sismico, e se non si condivida l'urgenza di creare un "contenitore" di informazioni e di dati sul rischio o una mappa del rischio realmente esaustivi, utilizzando tutte le numerose conoscenze disponibili presso gli enti di ricerca che avrebbero dovuto essere coinvolti e coordinando le proprie attività con quelle già in corso presso il Dipartimento della protezione civile;

se non possa sussistere un conflitto d'interessi in capo al presidente dell'INGV, importante istituzione deputata alla ricerca su tutto il territorio nazionale e alla protezione di tutti i cittadini italiani, relativamente alla scelta di inserire Feltre tra le città in cui verrà aperto un cantiere pilota, pur in assenza di alcuni dei requisiti inizialmente fissati da "Casa Italia.

(3-01727)."

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