04. 12. 2020 Ultimo Aggiornamento 04. 12. 2020

Emergenza Covid: il governo agisca d'anticipo senza attendere l'impennata

Categoria: Il Foglietto

La popolazione è preoccupata e anche arrabbiata. La curva dell’epidemia si è impennata. Il fatto che nel resto d’Europa vada molto peggio, non è di grande consolazione.

Non tutte le regioni, cui spetta per gran parte il governo della sanità, si sono preparate a questa seconda ondata di Covid 19. In questo, però, c’è stata anche culpa in vigilando del governo che oltre a dare soldi, attrezzature (respiratori) e assumere personale (33 mila persone) avrebbe dovuto svegliare i governatori delle Regioni più deficienti.

Oggi Conte è preoccupato di evitare un secondo e più pesante lockdown, soprattutto per le sue ricadute su un’economia già sfibrata dalla prima chiusura totale di marzo e aprile e primi di maggio.

Tuttavia, le misure restrittive fin qui prese dal suo governo sembrano seguire l’impennata, mentre il problema è ANTICIPARLA, per bloccarla se non ridurla. Il punto è tutto qui. E riguarda, come ci dicono i dati, soprattutto le grandi aree urbane metropolitane da nord a sud.

Gli appelli alla popolazione a stare in casa e a ridurre allo stretto indispensabile le uscite sui mezzi pubblici e per lo shopping sono giusti, fanno parte della moral suasion necessaria ma non sufficiente. Bastano pochi menefreghisti deficienti, magari superconduttori d'infezione, che non mancano, per rendere l’autodisciplina dei più un sacrificio inutile.

Il cosiddetto “coprifuoco” indetto dalle 23 o dalle 24 in alcune Regioni è un provvedimento del tutto insufficiente, di quelli, appunto, da annoverare fra chi segue l’aumento dell’indice pandemico.

Il governo deve anticipare il “coprifuoco” almeno alle 21 per impedire i movimenti serali superflui tipo movida, inviti a cena, al ristorante in pizzeria, al pub ecc. La scuola va salvaguardata il più possibile ma l’insegnamento in presenza va assicurato dall’asilo alle medie e ai primi due anni delle superiori. Oltre, vanno attuati tutti gli accorgimenti organizzativi, sfalsamenti di orario al mattino, turni pomeridiani, fino all’insegnamento a distanza che consentano agli studenti, di non affollare i mezzi pubblici nelle ore di punta dove le altre persone vanno al lavoro.

Andando in giro per il mio quartiere, solo per mie impellenti necessità di approvvigionamento, vedo la maggioranza delle persone con la mascherina portata correttamente ma vedo anche alcuni, troppi, o che se la portano al braccio per esibirla o che la indossano in modo sbagliato lasciando il naso scoperto.

In questa situazione, il governo deve reistituire al più presto l'informazione serale istituzionale attuata nei mesi di marzo e aprile. Non solo sull’andamento della pandemia ma anche per ciò che riguarda i provvedimenti economici.

La popolazione, quella più avveduta che è la stragrande maggioranza, chiede di essere informata correttamente e non scombussolata da comunicazioni smozzicate, isteriche, fuorvianti che impazzano sui giornali e le TV, quasi tutti dediti a misurare giornalmente la temperatura a Conte invece che al virus.

Il governo su questo tema di primaria importanza è in ritardo e Conte prima se ne accorge e meglio è.

Poi, ci sarebbe da commentare le giravolte propagandistiche della destra che oggi attacca il governo per dimostrata incapacità, dice. Loro avrebbero fatto ben di peggio. Ieri, Marco Travaglio, come fa ogni tanto, si è divertito a ricordare ciò che scriveva la destra giornalara, televisiva e virologica d’accatto, al seguito di Salvini e Meloni.

Un esercizio sarcastico di memoria che è sempre bene fare.

Aldo Pirone
Coautore del libro "Roma '43-44. L'alba della Resistenza"
www.facebook.com/aldo.pirone.7


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