Categoria: Il Foglietto

Elena Freda (1890-1978) si era laureata in Matematica a Roma nel 1912 con Guido Castelnuovo e aveva continuato gli studi per laurearsi in Fisica nel 1915 con Orso Mario Corbino. Nello stesso anno fu borsista presso l’appena fondato “Seminario Matematico”.

Nel 1918 ottenne la libera docenza in Fisica matematica che le fu confermata definitivamente nel 1929. Dopo aver tenuto a Roma un corso integrativo di Meccanica superiore, nell’anno accademico 1923-24 fu incaricata di Fisica matematica e di Meccanica razionale presso l’Università di Messina.

L’anno successivo fu di nuovo a Roma, dove insegnerà per il resto della sua carriera fino al ritiro nel 1959, alternando nei vari anni corsi su “Equazioni inegrali e loro applicazioni”, “Equilibrio e movimento dei corpi elastici”, “Onde elettromagnetiche” (inserendovi anche Relatività e Meccanica quantistica).

Pur avendo esordito con una ricerca in Geometria proiettiva suggeritale da Guido Castelnuovo, i suoi interessi di ricerca furono presto indirizzati nella tradizione di Volterra e Corbino (Analisi funzionale, Fisica matematica e Fisica sperimentale).

Sul finire degli anni '20 si era ulteriormente orientata verso il paradigma volterriano di matematizzazione della Biologia, ma il suo maggior contributo scientifico è forse rappresentato da un libro in francese (sempre con prefazione di Volterra) sui "Metodi d’integrazione delle equazioni alle derivate parziali del secondo ordine di tipo iperbolico" (Paris 1937), che è sostanzialmente la trascrizione di un suo corso di lezioni del 1931.

Sul rapporto tra Elena Freda e Vito Volterra: Sandra Linguerri, "Un matematico un po' speciale: Vito Volterra e le sue allieve", Pendragon, Bologna, 2010.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice su " Donne e scienza"
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/sara.sesti13

 

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