Categoria: Il Foglietto

Ieri sono uscite due notizie che ci dicono come la maggior parte dei nostri politici sia arretrata e irretita da luoghi comuni.

L’agenzia di ricerca internazionale Glocalities ha rilevato che il 66% degli italiani è favorevole a un’imposta annuale aggiuntiva dell’1% per chi detiene un patrimonio superiore agli 8 milioni di euro. La “infame gabella” generebbe tra i 5,1 e i 7,6 mld di euro da impiegare per aiutare i più bisognosi e la ripresa economica dalla pandemia. Solo l’8% è contrario.

La cosa, abbastanza sorprendente per chi non ha il polso del popolo, è che a essere favorevoli a questo “esproprio proletario” sono, oltre al 77% degli elettori Pd e M5s, anche il 65% della Lega, il 59% di FdI e, udite udite, il 66% di FI. Il che lascia il trio Salvini-Meloni-Berlusconi – l’hanno sempre aborrita come “crimine” e “furto” a danno di lorsignori - in compagnia dei contrarissimi fascisti di Casa Pound. Anche Di Maio all’inizio definì questa imposta “irricevibile”, poi gliela fece “ricevere” Beppe Grillo.

Dulcis in fundo. Indovinate chi ha commissionato il sondaggio a Glocalities? Proprio un centinaio di multimilionari mondiali del gruppo Millionaires for Humanity. Una sorta di ricconi lungimiranti e filantropi che hanno capito che qualcosa devono dare se non vogliono rischiare la “jacquerie” dei poveri. Per la bisogna si sono rivolti a Tax Justice Italia, un’associazione che intende promuovere sistemi fiscali più equi, responsabilità fiscale, cooperazione intergovernativa e contrastare ogni fattispecie di abuso fiscale. Forse il segretario del Pd e il Presidente Draghi dovrebbero telefonare ai ricconi per sapere come si fa.

L’altra notizia è che Joe Biden ha completato il varo di un gigantesco piano keynesiano per il lavoro e la sicurezza sociale. Vorrebbe essere una sorta di nuovo New Deal. Seimila mld di investimenti: 1.900 per il “sussidistan” anti Covid già approvato, 2000 per il lavoro (The American jobs plan: infrastrutture di tutti i tipi) e 2000 per le famiglie (The American families plan): sanità, assistenza e istruzione. Il tutto finanziato con una tassazione maggiorata sulle imprese che avevano beneficiato dei super tagli del “loro” Trump e sulle persone fisiche con redditi sopra i 400.000 euro l’anno. Avrà il suo daffare a farlo ingoiare ai repubblicani.

L’Europa, invece, per il Recovery plan – importante ma più striminzito - deve aspettare i comodi dell’Alta corte tedesca e il sì di ancora 10 parlamenti nazionali su 27.

E’ il confederalismo intergovernativo bellezza! Quello tanto caro a Meloni e Salvini.

Aldo Pirone
facebook.com/aldo.pirone.7

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