Categoria: L'angolo di Boschi

di Enzo Boschi*

Nel 2010, l'ultimo anno in cui la gestione dell'Ingv e' ascrivibile interamente a me, l 'Istituto ottenne un finanziamento complessivo di circa 73 milioni. Sempre nel 2010 fu approvato il Firb L'Aquila, anche se il finanziamento di 6.8 milioni, arriverà nel 2011 per "ragioni interne" del Miur dell'epoca. Nel 2013 il finanziamento complessivo non arriva a 60 milioni: più di 13 milioni in meno in due anni. Nessun altro ente di ricerca ha subito una simile percentuale di riduzione in così poco tempo. L'avanzo di amministrazione al 31.12.2012 e' di 7.8 milioni. Di questi ben 5.5 milioni sono ascrivibili ancora alla mia gestione.

Si invocherà la "crisi" per giustificare questo incredibile rapido impoverimento. Assurdo: l'Ingv è nato agli inizi del secolo in situazioni di grande difficoltà economiche e si è sviluppato malgrado i continui tagli alla Ricerca e alla pianta organica. Il fatto è che, per guidare un Ente come l'Ingv, sono necessari fantasia e coraggio. E' però vero che uno il coraggio non se lo può dare e che anche la fantasia è un dono di natura che non capita a tutti.

Nel breve periodo in cui fu Presidente, il mio successore alla guida dell'Ingv dichiarò di aver "ripianato" il bilancio, dichiarazione che però appare contraddittoria rispetto ai risultati. Umanamente penoso appare, invece, l'aver messo in mezzo a una strada una dozzina di persone tra borsisti e assegnisti, cioè i più deboli nella scala del precariato.

Va ricordato che, quando egli stesso era in mezzo a una strada poiché altri ambienti "avevano deciso di poter fare a meno di lui", l'Istituto lo accolse con un contratto, il cosiddetto ex articolo 36, che gli consentì di lavorare. Forse i dodici precari di cui sopra servivano a "ripianare" il bilancio o forse servivano a mostrare i muscoli del vero manager che "sa comandare e decidere". In tantissimi, troppi, anni di presidenza ho sempre evitato di mandar via qualcuno perché ho sempre pensato che deve essere un'esperienza estremamente mortificante sentirsi considerati inutili e ingombranti e dover tornare a casa a raccontare il proprio fallimento.

Infatti, non ho mandato via mai nessuno anche se la tentazione certe volte è stata forte. Il che dimostra che non ho le doti del vero manager: non sono né duro né deciso. La cosa un po' mi avvilisce anche se i recenti giudizi, lusinghieri e al di là di ogni aspettativa, dell'Anvur e della Corte dei Conti mi consolano.

Il mio successore si è dimesso per ragioni oscure ma comunque di scarso interesse rimanendo, con un'incomprensibile decisione dell'allora Ministro Profumo, nel cda dell'Ingv. E dire che aveva iniziato l'incarico di Presidente con un discorso programmatico dai toni profetici rivolto a tutto il personale riunito: finalmente, a differenza del passato, si sarebbe cominciato a fare sul serio e che la ricreazione era finita!

Dopo pochi mesi, la lettera d'addio sempre a tutto il personale. Dichiarando tuttavia di aver apportato, anche in breve tempo, decisi miglioramenti all'Ente, come appunto quello di averne "ripianato" il bilancio.

Mortificante anche la procedura delle dimissioni: date, ritirate, poi ripresentate in un balletto poco edificante;  comunque con scarsa sensibilità verso le Istituzioni. La storia diviene ancor più grottesca ricordando che nel giugno del 2008 il nostro prode si era presentato tutto affannato in Istituto affermando che ne era stato nominato Presidente dall'allora potentissimo Guido Bertolaso. Desiderava informazioni sull'andamento dell'Ingv perché poco dopo avrebbe dovuto incontrare proprio Bertolaso "per definire gli ultimi dettagli".

L'allora Direttore Generale dell’ente, che ben conosce le procedure di nomina dei presidenti, facendo fatica a mantenersi serio, lo assecondò fornendogli qualche documento. In realtà, il "nuovo Presidente" non era interessato ai dati dell'Ingv ma evidentemente voleva sentirsi importante il più presto possibile. Insieme al suo sponsor, però, aveva sbagliato i conti e i tempi tant’è che il progetto fallì miseramente.

All'apparir del vero tu misero cadesti, gli avrebbe detto Leopardi.

Per completezza di cronaca va ricordato che Bertolaso poi negò di aver "nominato" chicchessia ma non si può non ricordare che nel 2009 apparve il testo di un Decreto Legge, proveniente dal Dipartimento della Protezione Civile, che prevedeva il sostanziale smembramento dell'Ingv: la Rete Sismica Nazionale e tutto il sistema di monitoraggio sarebbero passati con tutti i loro addetti al Dipartimento.

La nomina di un nuovo Presidente sarebbe stata fatta direttamente dalla Protezione Civile! Anche in questo caso Bertolaso negò di essere informato dell'iniziativa.

Quanto sopra esposto, per evitare che leggende metropolitane, che ciclicamente vengono diffuse magari per finalità le più disparate, possano obliterare la verità dei fatti.

*geofisico

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