Categoria: L'angolo di Boschi

di Enzo Boschi*

La Commissione Ambiente della Camera, alcuni giorni fa, ha approvato una risoluzione che impegna il governo a bloccare, da subito, ogni attività legata al fracking.

Il fracking e' una tecnica che consente di estrarre idrocarburi mediante la fratturazione idraulica di rocce dotate di particolari caratteristiche chimico-fisiche. Premetto che non ho alcuna esperienza di fracking: non l'ho mai praticato ne' l'ho mai visto praticare.

Ne ho sentito parlare come una tecnica che si e' recentemente  molto diffusa negli Stati Uniti tanto che ne sta rivoluzionando la politica di approvvigionamento energetico. Ovviamente con ripercussioni importanti per i rapporti economici e politici di tutto il mondo.

Si discute anche sugli effetti ambientali che indubbiamente si avranno nel breve e nel lungo termine.

La mia impressione e’ che le idee su questo aspetto siano tutt'altro che chiare e che si proceda senza una logica di difesa ambientale ben definita, prevalendo, negli Usa, il desiderio di rendersi autosufficienti in campo energetico.

Torniamo a noi.  Alcuni miei colleghi, prestigiosi geologi, sostengono che nel nostro sottosuolo non esistono rocce che possono essere sfruttate per ottenere idrocarburi se non in minima parte e che preoccuparsi del fracking da noi  e' semplicemente una perdita di tempo.

Ma se la prestigiosa Commissione Ambiente della Camera ha impegnato il governo a impedire con forza lo sviluppo del fracking, significa che il problema esiste e che i miei amici geologi hanno conoscenze carenti e vanno chiaramente considerati inaffidabili.

Una cosa che sono riuscito ad appurare e' che le tecniche necessarie per praticare il fracking sono tutt'altro che banali, anzi sono complesse e molto impegnative. Una cosa e' certissima: non possono passare inosservate. In altre parole e' impossibile fare fracking di nascosto, clandestinamente.  Dico questo perché, dopo i due terremoti del 2012 di magnitudo circa 6 in Emilia, furono fatte circolare insistentemente voci che le due scosse fossero state generate da fracking eseguito con "il favore delle tenebre"!

Ne parlarono tutti i mezzi di informazione, provocando notevoli preoccupazioni e un inizio di caccia agli untori. E' in quell'occasione che molti sentirono parlare per la prima volta di fracking.

Per non saper ne' leggere e ne' scrivere, la Regione ritenne opportuno costituire una Commissione "Internazionale" fatta di cinque membri, tre dei quali italiani. Una Commissione "Internazionale", a maggioranza nazionale. Immagino che si tratti di cinque luminari che abbiano maturato lunghe esperienze di fracking negli Stati Uniti, al momento l'unico luogo ove questa tecnica e' sistematicamente sviluppata. Immagino che queste esperienze appaiano chiaramente nei Curriculum Vitae, controllati dalla Regione per verificare le capacita' tecniche degli esperti, altrimenti si potrebbe pensare, come fanno i maligni, che non siano stati scelti sulla base del prestigio scientifico e dell'esperienza. Immagino che i Curriculum Vitae, le motivazioni delle scelte, i compensi previsti e le altre documentazioni necessarie siano di facile accesso, come prevede la legge.

Non so quando la Commissione "Internazionale" concluderà i lavori. Personalmente sono impaziente di sapere se questo benedetto fracking e' in grado di generare terremoti di magnitudo 6 e, in caso affermativo, come si e' riusciti a tener nascoste le complesse attività connesse.

Tanti anni fa, con la Rete Sismica Nazionale riuscivamo a discriminare fra terremoti ed esperimenti nucleari sotterranei eseguiti nell'allora Unione Sovietica. Ebbene, la più forte esplosione nucleare mai registrata fu probabilmente di oltre 100 Megaton. Sui sismografi esplosioni di questo livello appaiono come sismi di magnitudo 6, più o meno come le due scosse emiliane del 2012.

Sarà quindi molto interessante "scoprire" se per eseguire il fracking sia necessaria un'energia pari a quella di 100 Megaton. Sarà anche interessante leggere i "ragionamenti" scientifici che la Commissione "Internazionale" farà per rispondere all'impegnativo quesito e giustificare così il compenso ricevuto.

Se ho ben capito, la lodevole idea di impedire per legge tecniche di fracking nasce da deputati emiliani, che hanno sperimentato e hanno ben presenti i dubbi che il fracking sia la causa delle scosse del 2012. Dobbiamo indubbiamente  complimentarci con loro per questa iniziativa, che parte dal principio di precauzione mai sufficientemente rispettato.

(Per completezza di informazione, e' doveroso ricordare che il fracking effettivamente può provocare terremoti, ma di magnitudo che raramente supera 3. Si tenga presente che sono necessari circa 33000 scosse di magnitudo 3 per mettere assieme l'energia necessaria per fare un terremoto di magnitudo 6).

Ma non tutto il male viene per nuocere. Guardiamo l'innegabile aspetto positivo della vicenda.

La legge anti-fracking ci porta a un modo nuovo di lavorare: la prevenzione diventa realmente operativa.

Si potrebbero allora prendere nuove iniziative utili per fare altre leggi o potenziare quelle già esistenti. E sopratutto farle rispettare in modo da evitare tragedie, come quelle legate al crollo dei capannoni nel 2012.

Non sarà più necessario cercare scuse ridicole per giustificare gravi omissioni e per sviare l'attenzione dai veri responsabili.

*Geofisico

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