Categoria: L'angolo di Boschi

di Enzo Boschi*

Rivara è una frazione del Comune di S. Felice sul Panaro, in provincia di Modena. Ha assunto  importanza quando il Governo e, più precisamente, il Ministero dello Sviluppo Economico, la indicò, insieme ad una dozzina di altre località, come possibile deposito di gas.

Infatti, in prossimità di Rivara, a circa 2000 m di profondità, inizia un serbatoio naturale in grado di custodire enormi quantità di gas.

I depositi sono estremamente utili perché consentono di acquistare gas quando la domanda e  il prezzo sono bassi, per poi poterlo utilizzare nei mesi invernali, quando la domanda è alta insieme al prezzo. E' inutile sottolineare l'importanza strategica di grandi depositi  per  un Paese come il nostro, con pochissime risorse proprie.

Esiste, però, una grande difficoltà alla realizzazione dell'opera. La popolazione è ovviamente decisamente contraria e, quindi, non se ne farà niente. Anche perché la "contrarietà" è molto ben organizzata.

La ditta realizzatrice e lo stesso Governo incoraggiarono Ingv, all'epoca l'Ente di Stato principe per tutte le questioni geodinamiche, a svolgere  una funzione di garanzia e di controllo.

Accettai con entusiasmo, perché vidi la possibilità di avere finanziamenti cospicui per monitorare un'area non ad elevato rischio sismico ma di grande interesse geofisico.

Il monitoraggio sarebbe stato molto utile per capire la complessa dinamica dell'intera area mediterranea. In quella zona si hanno terremoti con profondità focali che possono variare da  pochi a un centinaio di km. Nel giro di distanze limitate le scosse sismiche possono cambiare decisamente meccanismo fisico. Si va da fratture (un terremoto è una frattura che si propaga nelle rocce crostali) che consistono in un "allontanamento" delle due facce della frattura, a fratture che hanno conseguenze  opposte: le due superfici tendono a sovrapporsi.

Ovviamente le forze necessarie a creare le due diverse situazioni hanno differenti direzioni, addirittura perpendicolari. Ma queste forze nascono dall'interno della Terra e, se cambiano così drasticamente entro una breve distanza, deve esserci una spiegazione quantificabile.

Per trovare questa spiegazione è necessario effettuare misure ben definite e molto precise. E ciò richiede investimenti notevoli.

Per esempio, per avere segnali puliti in Val Padana, i sismografi vanno messi a tre/quattrocento metri di profondità: questo aumenta notevolmente i costi, tanto da essere proibitivi  per un Ente di Ricerca.  Adeguati  finanziamenti per tale scopo sarebbero arrivati dal Governo.

Era nostra intenzione fare un vero e proprio "laboratorio naturale", per capire questioni di Tettonifisica e Geochimica moderne.

L'allora sottosegretario alla Presidenza del consiglio si impegnò a far sì che gli opportuni finanziamenti fossero reperiti. Si sarebbe così potenziata la sezione Ingv di Bologna e quella di Milano.

Il tema dell'identificazione del deposito, la sua caratterizzazione e, in prospettiva, il controllo di tutte le operazioni per la realizzazione e, poi, per la gestione del deposito avrebbero determinato un nuovo campo di attività, di interesse internazionale.

Sono infatti 600 i depositi di questo tipo nel mondo e non esiste ancora una metodologia codificata e rigorosa per la loro valutazione scientifica.

Nel giugno del 2008,  fui invitato ad un incontro con la popolazione locale per descrivere gli impatti che avrebbe potuto avere il deposito e il suo utilizzo.

L'incontro durò circa quattro ore e se ne può trovare  la registrazione. Fra l' altro affermai che il deposito non avrebbe minimamente  influito sulla pericolosità sismica della zona e che non avrebbe risentito in maniera apprezzabile di eventuali scosse. Affermazione giustificata sul piano teorico e verificata sperimentalmente proprio dalle scosse del 2012, che non hanno prodotto alcun effetto sugli enormi depositi già  presenti e già operanti da tempo in quelle stesse zone,

Il grandissimo deposito di Minerbio, molto vicino alla zona epicentrale, non risentì minimamente delle due scosse del 2012, come si può mostrare sulla base di dati misurati e verificabili.

Durante l'incontro si discusse anche di terremoti (di magnitudo attorno a 5), che si erano verificati  poco tempo prima nell'Appennino emiliano e degli eventuali effetti sismici della iniezione di gas. Mi erano state fatte  domande da due partecipanti all'incontro che riguardavano appunto gli eventuali effetti dell'iniezione di gas nel  deposito e le conseguenze di terremoti vicini su di esso. Risposi che l'iniezione di gas può provocare piccole scosse che possono far vibrare gli edifici senza conseguenze gravi, come succede a Larderello, dove si iniettano fluidi per sfruttare l'energia geotermica. Inoltre, risposi che scosse anche forti non avrebbero avuto alcuna conseguenza sul deposito.  La correttezza di queste affermazioni  può  essere verificata su basi teoriche e sperimentali.

La reazione della popolazione locale alle mie spiegazioni fu del tutto negativa: ritenevano che, una volta fatto il centro di monitoraggio, si sarebbe fatto anche il deposito. Impedire il monitoraggio per loro significava impedire lo studio di fattibilità e, quindi, precludere la creazione del deposito. Ci fu molta aggressività nei miei confronti; un giornale locale pubblicò vari articoli contro di me e contro l'Istituto. Cosa che non mi era mai successa.  Decisi di lasciar perdere, anche perché mi trovai solo di fronte alle contestazioni. Fui sorpreso da tanta ostilità, sopratutto perché nella zona vi sono altri depositi che hanno operato per anni, riempiti e svuotati continuamente, senza creare nessun tipo di problema.

Quando nel 2012 si verificarono le due scosse che, inaspettatamente, per una Regione sempre consideratasi  all'avanguardia, provocarono estesi danneggiamenti e numerose vittime, qualcuno addirittura  pensò di utilizzare le mie dichiarazioni di 4 anni prima sul deposito di Rivara per accusarmi di aver dato informazioni rassicuranti sulla pericolosità sismica della Bassa Padana. Naturalmente l'idea è venuta dal terremoto aquilano del 2009 e dal processo conseguente, in cui sono accusato di aver tranquillizzato, anche se di queste mie rassicurazioni non si è ancora trovato traccia, come ho dimostrato nella mia recente risposta a un articolo di Marco Paolini, apparso su Repubblica.

L'ipotesi di fare un deposito di gas a Rivara è ormai tramontata e a tale risultato hanno contribuito personaggi che si atteggiano a scienziati e che sperano di ricavarne qualche vantaggio. Ovviamente nessun altra località accetterà di prendere il posto di Rivara. E continueremo ad andare avanti così, fino a una completa deresponsabilizzazione e deindustrializzazione ... guardando gli altri Paesi che progrediscono: Paesi colti, nel senso che studiano il modo migliore di soddisfare i loro bisogni fondamentali e dove chi non ha competenze non riesce ad influenzare decisioni delicate di importanza strategica.

Perché ho raccontato questa storia non particolarmente edificante e un po’ noiosa?

Perché ne ho ricavato insegnamenti che vorrei condividere. Precisamente:

- Mai  esprimere giudizi  su questioni geologiche o geofisiche: qualunque cosa detta può essere interpretata in più modi, anche diametralmente opposti. Insomma, fare come fa la  "nuova" Commissione Grandi Rischi: mai un'opinione.

- Mai fidarsi dei politici: i loro interessi e le loro opinioni, per "ragioni  politiche", possono cambiare drasticamente nel giro di qualche ora. Se tutto va bene è merito loro, altrimenti la colpa è degli altri e si impegnano anche a dimostrarlo. I continui cambiamenti di posizione del precedente  Ministro dell'Ambiente sulla questione di Rivara sono esemplari.

- Attenzione ai "colleghi", quelli  frustrati per non aver mai brillato sul piano scientifico e mai considerati, che sono costantemente alla ricerca di qualche guadagno e di un po’ di visibilità: sono pronti alle azioni più inconfessabili per i loro propositi.

- Sopratutto: se si deve decidere fra un catastrofista, magari ignorante ma  deciso, e qualcuno che cerca di spiegare razionalmente i problemi, evidenziando i limiti delle conoscenze, ricordare che la  gente darà ragione sempre al primo.

- Avere chiarissimo, sempre, che il procurato allarme è un reato molto meno grave dell'omicidio colposo. Quindi: prevedere terremoti a dritta e a manca!

Svilupperò questi ultimi temi, con molti dettagli, nel prossimo futuro.

*Geofisico

I cookie ci aiutano a fornirti i nostri servizi. Utilizzando i nostri servizi, accetti le nostre modalità d'uso dei cookie. Per saperne di più