Categoria: L'angolo di Boschi

di Enzo Boschi*

I quotidiani Il Sole24Ore e Libero, a distanza di qualche giorno da un articolo del Foglietto, hanno raccontato che il Prefetto Franco Gabrielli ha bloccato i finanziamenti che la Protezione Civile (PC) ogni anno destina a studi di particolare interesse della PC stessa.

La gestione di questi finanziamenti è affidata all'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).

Non so bene che cosa sia successo. Il Sole24Ore ha parlato di "opacità", Libero è stato più pesante. Ma quello che colpisce è il fatto che Gabrielli, uomo tutt'altro che incline a colpi di testa, ha bloccato tutto. E' lecito quindi pensare che quanto scritto sui giornali corrisponda in qualche modo a verità.

Tutto questo non mi riguarda e non gli darei importanza. Sennonché qualche bello spirito che lavora (si fa per dire) all'Ingv ha ritenuto di affermare che durante la passata gestione le cose andavano peggio di così. Continuando la tecnica, un po' vigliacca, di scaricare tutto sulla "gestione precedente" o sempre e comunque su qualcun altro.

Quando venne costituito l'Ingv, il Gruppo Nazionale Difesa dai Terremoti (Gndt) e il Gruppo Nazionale Vulcanologia (Gnv) passarono dal Cnr sotto l'egida dell'Ingv stesso. Gndt e Gnv, a loro volta, erano figli del Progetto Finalizzato Geodinamica (Pfg), sempre del Cnr. Il Pfg era il braccio italiano dell'International Geodynamics Project (Ipg), organizzato a livello mondiale sull'onda del successo della Teoria della Tettonica a Placche, che negli anni '60 e '70 ebbe il suo momento di massimo sviluppo.
Il nostro Pfg ebbe grande importanza per contribuire a creare una comunità di Scienze della Terra in Italia e per affrontare problemi fondamentali e interdisciplinari, come ad esempio la creazione del Catalogo dei Terremoti, da cui discenderà la Mappa di Pericolosità Sismica.

Adesso sembra tutto semplice ma, partendo praticamente da zero, sembrò allora che straordinari progressi, poi conseguiti, fossero impossibili.

Gndt e Gnv erano, comunque, strutture provvisorie e, quando furono assemblati tutti gli Istituti che si occupavano di questioni geofisiche nell'Ingv, ci si pose il problema se dovessero sopravvivere o meno.

Per capire meglio il problema, si tenga presente che all'atto di formazione dell'Ingv si "scontrarono" due modi molto diversi di vedere le cose. Uno, che piaceva particolarmente a me, consisteva nel creare un Ingv con la stessa identica fisionomia dell'Infn-Istituto nazionale di fisica nucleare (dove, per inciso, ero stato due anni, facendo la tesi in Fisica): struttura di ricerca e allo stesso tempo agenzia attraverso la quale lo Stato avrebbe finanziato la ricerca di Scienze della Terra. L'altro modo, invece, suggeriva la creazione di un singolo Istituto, che si occupasse di tutta una serie di problemi considerati "complicati" ma di "scarso" interesse scientifico, come la creazione e la gestione di sistemi di monitoraggio, e che lasciasse lo "sviluppo della conoscenza" ai numerosi e insigni geoluminari, che a mio avviso, invece, benché inconsapevolmente, si agitavano alla ricerca di un'identità.

E' in queste circostanze che uno di essi mi spiegò che è del tutto secondario, quasi inutile, studiare la meccanica della sorgente sismica, che si attiva al massimo per poche decine di secondi mentre i grandi processi geodinamici durano milioni di anni.

Una delle poche volte che sono rimasto senza parole in vita mia!

Sia chiaro che costui occupa posizioni di tutto prestigio e si può tuttora verificare che le sue opinioni, scritte anche in un suo testo, erano e sono condivise da molti suoi colleghi.

In un simile contesto culturale l'Ingv stile Infn non poteva passare e non passò.

La cosa in un certo senso divertente è che negli anni successivi gli stessi che avevano affossato la mia idea pretendevano che l'Ingv li finanziasse e non riuscivano a capire che sarebbe stata da parte mia una violazione da Corte dei conti: credo si chiami finanza derivata o qualcosa del genere.
Il capitolo di spesa da cui l'Ingv ottiene i finanziamenti è diverso da quello da cui li ottengono le Università: l'Infn è stato concepito in maniera geniale appunto perché supera questo limite. E' uno dei principali motivi che hanno fatto dell'Infn una potenza, non solo scientifica, mentre le Scienze della Terra italiane, malgrado i tanti corsi di laurea, i tanti professori, i tanti terremoti e i tanti vulcani, ancora brancolano.

La cosa grottesca è che si cominciò ad accusare l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, e sopratutto me, di portar via i finanziamenti alla ricerca geologica: l'Ingv, dunque, "affamava" la Geologia e, cosa poco divertente, sentivo svilupparsi odio autentico nei miei confronti.

Tutto questo per spiegare che la possibilità di avere dei soldi da distribuire a gruppi universitari, senza incappare nella severità della Corte dei conti, era benvenuta.

Quindi cospicui finanziamenti provenienti dalla Protezione Civile, per studiare questioni di suo particolare interesse, erano apprezzatissimi, proprio perché non incappavamo nella finanza derivata.
Ovviamente si trattava poi di gestirli in maniera adeguata.

Bisognava scegliere argomenti che fossero realmente interessanti per la PC e che avessero una dignità scientifica. Ci furono lunghe discussioni in seno al Collegio d'Istituto, che mi dicono ora non esistere più, e poi contatti approfonditi con brillanti e ben preparati funzionari della PC.
Questo consentì la stesura dei testi dei bandi, che poi vennero gestiti, in maniera adeguata, dagli stessi personaggi che li avevano elaborati. Non ricordo più i dettagli successivi, perché affidai tutto a ricercatori di mia assoluta fiducia: Paolo Papale per la Vulcanologia, Massimiliano Stucchi per la Sismologia.

Creammo anche due Commissioni Internazionali, con il compito di verificare l'andamento scientifico e amministrativo dell'operazione. Stucchi e Papale potrebbero spiegare tutto questo molto meglio di me, insieme a Tullio Pepe, che mi garantiva sempre la correttezza amministrativa, anche nella materia, per me misteriosa, della finanza derivata.

Ma c'è di più: nella Commissione Internazionale c'era anche Domenico Giardini (che dicevano avesse passaporto svizzero), che potrà informare sull'andamento dei lavori. Anche se mi sembra di ricordare che egli rimase nella Commissione solo nel primo segmento della sua esistenza.

Il metodo seguito da Papale e Stucchi per l'assegnazione dei fondi non piacque a "prestigiosi" luminari, che si videro scavalcati da trentenni, magari Precari.

Papale fu particolarmente “violento” in questa operazione: un vero rottamatore ante-litteram di baroni universitari, i quali, usi a ricever fondi a prescindere e a priori, credettero di farmela pagare scrivendo un'accorata lettera a EOS, Transactions of the American Geophysical Union (Agu), la rivista della più importante organizzazione geofisica mondiale, lamentando che un losco figuro (io) in pratica impediva lo sviluppo della ricerca geologica italiana e chiedendo addirittura supporto umano e culturale.
L'allora Presidente dell'Agu, dopo aver accettato giustamente di pubblicare la lettera che mi accusava, mi invitò in stile tipicamente Usa a scrivere un "replay". Cosa che feci con grande divertimento e un po' di cattiveria.

La mia risposta mi fece avere molti complimenti ma non fece certo crescere la simpatia nei miei confronti da parte dei miei "accusatori".

Se qualcuno fosse interessato, la mia lettera dal titolo "Italy's investment in research" è a pagina 386 del volume 87 del 2006 di EOS.

Se si vogliono conoscere i nomi dei membri delle due Commissioni basta rivolgersi a Tullio Pepe.
Ho voluto raccontare, forse con un eccesso di dettagli, tutto questo non solo per difendermi da accuse ridicole ma anche per ricordare l'importanza del Collegio d'Istituto, dove tutto veniva riportato, criticato, sezionato, spesso in maniera sgradevole, ma alla fine si impedivano errori pacchiani, anche se fatti in buona fede.

Il Collegio di Istituto, da me fortemente voluto, nella stesura del regolamento venne mutuato dall'Infn.

Coloro che invocano la passata gestione come discarica di incongruenze attuali ricordino che di quella passata gestione hanno fatto parte, ricavandone benefici personali e senza rimostranze di sorta ... anzi!

Dalla lettura dei giornali, che hanno parlato di questa vicenda, mi sembra di aver capito che anche gli argomenti scelti sembravano veramente interessanti più per coloro che li proponevano che non per la Protezione Civile.

Ma forse è un'impressione sbagliata mia e di chi ha scritto gli articoli.

*Geofisico

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