21. 08. 2019 Ultimo Aggiornamento 11. 08. 2019

Abili, abilitati e altro

Categoria: L'angolo di Boschi

di Enzo Boschi*

Si chiama Dario Alfe. È professore ordinario all'University College di Londra. Che nel ranking internazionale delle Università viene prima di tutte quelle italiane.

Non l'ho mai incontrato. L'ho "conosciuto" solo attraverso i suoi lavori pubblicati nelle migliori riviste scientifiche internazionali: Nature, Science, Physical Review ... Lavori in cui, tra gli altri, affronta uno dei problemi geofisici più importanti e affascinanti: la determinazione delle caratteristiche fisiche e chimiche del Nucleo Terrestre e la sua dinamica.

La Terra, come è ben noto, si divide in due parti principali: la parte esterna, fino a una profondità di 2900 km detta Mantello, fatta per lo più di silicati e la parte interna, detta Nucleo, fatta quasi interamente di ferro. Il Nucleo, a sua volta, si divide in Nucleo Esterno, fino a una profondità di 5100 km, e Nucleo Interno. Il Nucleo Esterno è allo stato liquido, molto liquido: ferro fuso inviscido quasi come l'acqua a temperatura ambiente. Ma a temperature elevatissime e talmente liquido da farvisi verificare moti convettivi capaci di generare il Campo Magnetico Terrestre. Campo Magnetico che ha una particolarità: può invertire periodicamente le polarità. Il Nucleo Interno inoltre si sta solidificando liberando energia...

È evidente, anche da questi pochissimi cenni, come sia indispensabile capire la Fisica del Nucleo per capire i meccanismi che regolano la vita stessa del nostro Pianeta. A mio avviso costituisce il problema geofisico più importante per la comprensione globale dell'ambiente in cui viviamo in più di sette miliardi di individui.

Come, sempre a mio avviso, le geoscienze sono le discipline fondamentali in questo momento come sanno le istituzioni scientifiche straniere, che lentamente stanno saccheggiando l'Ingv dei suoi ricercatori migliori e, quindi, precari.

Pertanto, guardo ad Alfe con ammirazione, come si guarda a un grande Scienziato.

Ma perché ne parlo? Perché, casualmente, ho scoperto che è stato bocciato dalla commissione 04/A4 (Geofisica), nel concorso per l'abilitazione a professore universitario ordinario.

Non so se ha vinto in altri concorsi: i titoli che ha gli possono consentire di vincere in molti raggruppamenti diversi.

Rimane sconcertante il fatto che non abbia conseguito l'abilitazione alla cattedra nel raggruppamento di Geofisica. Quello che fa è decisamente da ricerca universitaria, se è vero che deve essere innovativa.

Quello che è interessante è il confronto dei risultati scientifici di Alfe con i risultati di coloro che sono stati dichiarati idonei e con i risultati degli stessi commissari che lo hanno bocciato. Confronto devastante per la geofisica universitaria presente e futura.

Alfe è stato definito non ancora maturo per ricoprire una cattedra universitaria: deve ancora maturare!

Dal suo CV ho visto che è già sei o sette anni più vecchio di Matteo Renzi, a cui è stato appena affidato l'incarico di formare il Governo della sesta o settima potenza economica del mondo.
Non credo che Alfe maturerà più di così, anche se ovviamente ci auguriamo che continui a produrre risultati importanti come ha fatto finora.

Penso addirittura che avrebbe dovuto essere in un'Università italiana già da una decina d'anni, al massimo livello, a formare nuove generazioni di ricercatori.

Immagino che la commissione si sia messa nelle condizioni di giustificare le sue assurde decisioni con scuse formali e burocratiche. Scuse utili sopratutto a giustificare l'idoneità di personaggi sostanzialmente inesistenti sul piano scientifico. È quindi inutile, e sarebbe degradante per chi lo facesse, cercare le ragioni di prossimità e di interessi di varia natura che hanno determinato scelte altrimenti incomprensibili. Ragioni peraltro evidentissime!

Quello che appare grottesco è l'utilizzo dei cosiddetti parametri bibliometrici. I parametri bibliometrici si calcolano contando le pubblicazioni, quante volte sono stare citate in altre pubblicazioni da altri ricercatori, in quanti tempo ... Ebbene: sembrerebbe che chi ha dei buoni esiti sia stato punito per eccesso di risultato, come nel caso di Alfe che ha valori straordinari, mentre chi ha esiti modesti se non modestissimi risulta premiato, forse sulla fiducia o per altri meriti.

È vero che uno può avere dati bibliometrici brillanti e non essere un granché come scienziato ma non è mai vero l'inverso: se uno è abbastanza bravo da essere giudicato meritevole di una cattedra universitaria non può avere dati bibliometrici trascurabili.

Qualcuno con buoni risultati è stato bocciato in quanto troppo "settoriale".

Anche Einstein, Fermi, Dirac ... sono estremamente "settoriali". Sempre fissati più o meno con le stesse cose, ricercatori chiaramente settoriali e magari immaturi ...
Per fortuna che nella loro vita non sono incappati in una commissione come quella 04/A4, altrimenti ...
Comunque, il messaggio complessivo che ne emerge è chiaro: "Giovani, se volete far ricerca ad alto livello andatevene! Sappiate però che sarà sostanzialmente impossibile tornare. In ogni caso non tornerete sulla base del merito".

Non dimentichiamo però che anche in Italia esistono ambienti ove fortunatamente il merito ancora conta. Ma non è certo il caso che stiamo considerando.

E ricordarsi che queste erano solo abilitazioni: qui si è fatto in modo che nei prossimi anni non arrivi sicuramente nessuno che possa "oscurare" o addirittura rottamare dei poveri vecchi con un misero "avvenire dietro le spalle".

Carissimi Precari, carissimi amici dell'Ingv, che siete stati ignominiosamente bocciati, potrei e vorrei analizzare i vostri casi uno per uno e dimostrare, facilmente, che siete indubbiamente migliori sul piano scientifico della maggioranza dei commissari (due non li conosco) che vi hanno giudicato: non servirebbe a niente se la forma delle cose è stata salvata anche dimenticando i contenuti. Consolatevi pensando che avete contribuito in maniera sostanziale a creare dal niente il miglior Istituto di Ricerca in Italia e uno dei migliori al mondo in Geofisica.

Chi vi ha giudicato ha soltanto percorso cammini già esistenti e si è contentato di briciole lanciate loro da altri.

Nasce comunque un problema serio: come potranno tante Università, a tante diverse latitudini del Paese, chiedervi, come hanno fatto per tanti anni nel passato, di tenere corsi se per quei corsi non siete abilitati?

Attenzione: non avendo il titolo ufficiale, se insegnaste, sareste passibili di un reato di cui non so il nome ma comunque analogo a quello che commettono, per esempio, coloro che fanno i medici senza essere abilitati alla professione.

Evidentemente solo per intendersi!

*Geofisico

Post scriptum

Da quando scrivo sul Foglietto, sono drasticamente aumentate le lettere anonime indirizzatemi.
Tanti anni fa qualcuno informava sistematicamente mia moglie della mia intensissima, purtroppo solo presunta, attività amatoria.

Poi mi si cominciò ad accusare di non aver previsto se non, addirittura, di aver provocato terremoti avvenuti quando ancora facevo il Liceo. Evoluzione penso dovuta al fatto che, purtroppo, non si possono più ritenere realistiche mie eccessive performance erotiche, malgrado i progressi della medicina specializzata.

Più recentemente mi si attribuiscono le "peggio cose" e si affonda il coltello negli avvenimenti della mia vita dando credito a quanto di più vergognoso si può reperire sul web.

Addirittura nell'ultima lettera che ho ricevuto si infierisce sul mio handicap e sostanzialmente mi si incita a suicidarmi. Per chi non lo sapesse o non se ne fosse accorto ho il braccio destro paralizzato in seguito ad un incidente stradale. Una cosa che non mi crea complessi e di cui non mi vergogno: infierire su questo lascia in me il tempo che trova.

Se ne avessi la possibilità vorrei rispondere a coloro che anonimamente mi dedicano tanta attenzione, invitandoli di rivolgersi a "uno bravo".

Lo dico senza animosità: deve essere terribile dedicarsi a un'attività così vile e così umanamente degradante. Attività che non può che discendere da un'esistenza estremamente squallida, deprivata di ogni possibile emozione positiva, di ogni soddisfazione, di ogni umana compassione.Un'esistenza trascorsa invidiando gli altri e mai da protagonisti.

Il tutto probabilmente dovuto a terribili storie di sopraffazioni e umiliazioni subite.

E io, ricordando lo splendido I Fratelli Karamazov, mi inginocchio di fronte a tanta miseria!

 

La replica della commissione

In riferimento all’articolo di E. Boschi apparso sul Foglietto del 18 Febbraio, la Commissione per le Abilitazioni Scientifiche Nazionali del Settore 04/A4 (Geofisica), rinviando alle sedi competenti la tutela del proprio lavoro e della propria immagine, fa presente quanto segue.

Lo scritto di Boschi rivela innanzitutto una evidente incomprensione delle normative di legge che regolamentano la materia delle abilitazioni.

In merito alla candidatura per l'abilitazione a professore ordinario del Prof. Alfe (attualmente professore ordinario di Fisica presso l’University College di Londra), i componenti della Commissione 04/A4 - Geofisica hanno espresso un giudizio eccellente sul curriculum del candidato, rilevandone tuttavia la limitata pertinenza con il settore concorsuale stesso. Non a caso, il Prof. Alfe è stato abilitato a professore ordinario in un settore concorsuale differente, e cioè quello di Fisica Teorica della Materia (02/B2).

Altre osservazioni inconsistenti giungono riguardo all’utilizzo (definito “grottesco”) dei parametri bibliometrici. Diciamo brevemente che i parametri bibliometrici, opportunamente introdotti dalla normativa, forniscono elementi oggettivi utili alla valutazione di un ricercatore. Tuttavia, come espressamente indicato dalla normativa e come stabilito in sede di definizione dei criteri di valutazione da parte della Commissione stessa, i predetti parametri devono essere utilizzati tenendo conto delle molteplici e importanti limitazioni che li affliggono, limitazioni largamente note sia alla Comunità scientifica più qualificata che al Legislatore.

Per come sono definiti, i parametri bibliometrici:

a) non tengono conto del numero di coautori, non considerano cioè se i lavori del candidato sono "ad autore singolo" oppure "a dieci autori" oppure ancora “a venti autori”;

b) non tengono conto in alcun modo del contributo del candidato nei lavori "a più autori";

c) non tengono conto del valore delle riviste sulle quali sono pubblicati i lavori del candidato, al di là del fatto che vengono considerati solo lavori pubblicati su riviste indicizzate (ma l'indicizzazione vale come soglia minima di qualità, dal momento che risultano indicizzate anche riviste molto poco quotate con Fattori di Impatto prossimi a zero);

d) non tengono conto dell'effettivo livello di originalità dei lavori;

e) non tengono conto del grado di pertinenza dei lavori con il settore concorsuale, come peraltro evidenziato nel caso prima discusso.

Lo stesso “numero delle citazioni ricevute” dai lavori del candidato è potenzialmente soggetto a limiti di obiettività rappresentati dal fatto che tale parametro, come usato nel caso ASN, comprende al suo interno anche le “autocitazioni”. Infine, l’H-index costituisce una sorta di sintesi del numero delle pubblicazioni e del numero di citazioni.  Peraltro, le specifiche modalità di calcolo adottate per gli stessi parametri bibliometrici (con le loro normalizzazioni) sono al momento oggetto di critiche da più parti.

Boschi sottovaluta - o peggio ancora ignora - i rischi lampanti di un improvvido utilizzo aritmetico dei parametri bibliometrici, suscettibile di penalizzare candidati validi e di promuovere candidati meno validi o poco pertinenti al settore concorsuale.

Anche per cautela contro tali rischi il legislatore richiede alle Commissioni un’ampia ed articolata gamma di valutazioni sul curriculum dei candidati, prevedendo chiaramente l'integrazione dei valori numerici dei parametri bibliometrici con i giudizi.

I membri della Commissione rinviano a sedi più opportune ulteriori considerazioni sull’articolo in argomento, osservando che i tratti demagogici dell’articolo di Boschi ed il suo peculiare status rispetto ai lavori della Commissione che ha valutato, fra gli altri, un suo stretto congiunto si commentano da soli.

La Commissione per le Abilitazioni Scientifiche Nazionali del Settore 04/A4

 

La controreplica di Boschi*

Rispondo volentieri alla lettera stizzita, incongrua e minacciosa dei Commissari del concorso 04/A4.

Mi ha sorpreso il riferimento a mio figlio Lapo, che ha partecipato al concorso come è suo pieno e insopprimibile diritto. I miei parenti, vicini e lontani, potevano partecipare senza incorrere in conflitti di alcun genere: non faccio parte della Commissione e non ho influito nella sua composizione. Esprimo sul suo operato i giudizi che ritengo di dover manifestare, con o senza congiunti fra i concorrenti.

Non rinuncio all'occasione che mi si offre per dare sfogo al mio orgoglio paterno: Lapo Boschi, PhD presso l'Harvard University, è di ruolo alla Pierre et Marie Curie Université a Parigi. Ed è risultato idoneo all'unanimità in questo concorso.

Sono i membri della Commissione che non devono avere legami di parentela con i candidati. E, sopratutto, non devono coltivare o aver coltivato con loro alcun rapporto di affari, o di qualunque attività che determini lucro. I rapporti di natura commerciale, in questo contesto, sarebbero infatti altamente disonorevoli per il buon nome dell'Università come istituzione e tali da inficiare qualunque giudizio, sul piano etico e non solo.

 

Ho citato la  bocciatura di Dario Alfe perché è il caso più rappresentativo del metodo con cui sono stati formulati i giudizi sui candidati. Direi "emblematico", se l'aggettivo non fosse ormai abusato. Anche "eclatante", benché desueto, sarebbe adatto. Caso di cui peraltro si è occupato nei giorni scorsi Il Corriere della Sera e oggi Il Fatto Quotidiano.

Non ho mai avuto alcun tipo si rapporto con Alfe. Le mie valutazioni riguardano esclusivamente la ricerca geofisica e i suoi possibili sviluppi.

I commissari giustificano la bocciatura di Alfe dicendo che ha ottenuto l'idoneità in altro raggruppamento disciplinare. Potevano però essere conseguite più idoneità. Alfe avrebbe così avuto più possibilità di scelta e senza togliere alcunché a nessuno.

Trovo errato che i suoi risultati non siano stati consideranti rilevanti per la Geofisica.

Se è successo sulla base dei criteri prestabiliti dalla Commissione, ne consegue che tali criteri sono inadeguati: mostrano una visione tendenzialmente naturalistico-descrittiva, che  rinuncia ai recenti sviluppi della conoscenza della materia alle alte pressioni e alte temperature, tipiche dell'interno della Terra.

 

Patetica, poi, la lezioncina sull'indice H di cui sottovaluterei, anzi ignorerei, i "rischi lampanti di un uso improvvido".

Nel sito del Miur, dove sono apparsi i risultati dei lavori della Commissione, i parametri bibliometrici sono in bella mostra: numero delle pubblicazioni, numero delle citazioni, H-index.

Dopo aver fatto accurati conteggi si è provveduto a normalizzarli: un lavoro da certosino, che certamente qualcuno ha dovuto svolgere con grande attenzione. Un lavoro che si è poi rivelato una perdita di tempo, visto che addirittura si arriva a definire i risultati potenzialmente fuorvianti. Fuorvianti perché in contraddizione con risultati determinati da altre considerazioni?

 

Si può tentare di rigirare la frittata come meglio si crede: resta il fatto indiscutibile e indiscusso che ricercatori di altissimo livello e sempre richiesti da molte Università per tenere corsi di Geofisica sono stati ingiustamente umiliati.

Ricercatori che hanno contribuito a creare e sviluppare il miglior ente di ricerca italiano e fra i due o tre migliori istituti al mondo che si occupano di Geofisica secondo agenzie di rating specializzate, nazionali e internazionali.

Questo è il motivo per cui ho scritto l'articolo del 18 febbraio e del quale certamente non mi pento.

Mi domando: è sensato che un numero non indifferente di Università abbia affidato corsi di insegnamento a persone che poi esponenti di altre Università, anche se estratti a sorte, definiscono non idonee a tenere gli stessi corsi?

La mia è una questione sensata o sono "demagogico", come gli ineffabili Commissari mi definiscono?

Non ho, infine, alcuna remora ad affermare che a molti dei bocciati sono estremamente affezionato, proprio come si può essere affezionati a dei figli.

Anche questo mi verrà rinfacciato?

*Geofisico


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