Categoria: L'angolo di Boschi

di Enzo Boschi*

La rassicurazione data a L'Aquila, prima del terremoto del 6 aprile del 2009, è consistita esclusivamente nell'affermare che tante piccole scosse in una zona impediscono il verificarsi di scosse forti e distruttive perché in quella zona si avrebbe così uno scarico "tranquillo" di energia sismica.

Affermazione, mi si dice, riportata continuamente dai locali mezzi di informazione nei giorni immediatamente precedenti al terremoto del 6 aprile 2009.

Tante piccole scosse sarebbero addirittura da considerare tranquillizzanti, pur trovandosi in una zona ad alta pericolosità sismica come l'Abruzzo.

Forse la cosa più stupida che mi sia capitato di sentire negli ultimi anni. Nettamente superiore in stupidità alla storia del tunnel scavato da Ginevra al Gran Sasso per verificare se i neutrini vanno più veloci della luce.

Ho cercato di capire inutilmente da dove nasca una simile assurdità. Penso sia analoga alla diceria che si sente spesso dire: "c'è aria da terremoto" quando si avverte umidità associata a caldo afoso. Simile a "rosso di sera, buon tempo si spera" e via dicendo con credenze popolari e proverbi di varia natura.

La cosa grave della vicenda è che, da interviste e registrazioni accessibili a tutti, si è scoperto che questa teoria, destituita di ogni fondamento scientifico, è stata pensata e decisamente sostenuta dai vertici della Protezione Civile in carica nel 2009.

Lo scopo dichiarato era rassicurare gli Aquilani, da mesi sottoposti a piccole ma continue scosse attraverso un'operazione mediatica.

E questa delle tante piccole scosse che consentono alla Natura di "avere il suo sfogo" senza provocare danni è purtroppo sembrata convincente. Sfortunatamente, all'operazione mediatica hanno partecipato anche persone ignare della volontà di rassicurare e che non erano state edotte della "teoria rivoluzionaria" che il PM e il Giudice hanno poi battezzato come "teoria dello scarico favorevole".

Queste persone non hanno alcuna intenzione di starsene buone e zitte a "porgere l'altra guancia".

Balza subito agli occhi che se fosse vera la storia che tante piccole scosse impediscono il verificarsi di scosse forti e disastrose in Italia non si sarebbero mai verificate tragedie sismiche. Basti pensare che nel territorio nazionale nel 2013 sono state registrate 21.366 piccole scosse. E tutti gli anni se ne verificano un numero anche superiore.

Ciononostante mediamente ogni due o tre anni abbiamo una scossa di magnitudo attorno a 6, con crolli e vittime dovuti alla pessima qualità delle costruzioni e alla sostanziale mancanza di controlli. In altre parole: un deciso rifiuto, di fatto generalmente accettato, di rispettare le leggi e le norme in materia.

Situazione tipica e molto diffusa nei Paesi arretrati.

Grottesco appare, poi, il tentativo di scaricare responsabilità su ricercatori ignari di giochi strani, fatti per perseguire finalità forse inconfessabili.

Il semplicissimo buonsenso avrebbe fatto scartare una convinzione tanto folle e priva di qualunque supporto logico e sperimentale.

Sarebbe stato bene e doveroso chiedere l'opinione di sismologi esperti, prima di avventurarsi in "operazioni mediatiche" che non possono trovare rispondenza nella realtà.

È inoltre evidente a tutti o tutti possono verificare che i sismologi, in concomitanza con la riunione della Grandi Rischi del 31 marzo 2009, sono stati tenuti lontani dai mezzi di informazione, probabilmente per evitare che "venissero rotte le uova nel paniere".

Se si vuole entrare in un discorso più tecnico, basta rifarsi alla definizione di magnitudo. La magnitudo è una quantità utilissima: riesce a dare con un semplice numero l'idea immediata dell'entità di un terremoto. Esistono quantità più rigorose per definire un terremoto come il tensore momento sismico ma dovremmo utilizzare cifre e grandezze difficili da gestire e da memorizzare.

Molto intelligentemente Hiroo Kanamori, un grande sismologo nippo-americano, ha dato una nuova definizione di magnitudo, partendo dal momento sismico che viene rappresentato dal simbolo Mw.
Molti hanno notato che frequentemente succede che per lo stesso terremoto vengono dati due valori di magnitudo leggermente diversi.

Per fare una valutazione rapidissima, come richiede la Protezione Civile, si preferisce la cosiddetta magnitudo locale, Ml, perché può essere valutata più rapidamente. Sia chiaro: Mw e Ml sono due valori diversi perché misurano di fatto manifestazioni diverse dello stesso fenomeno, ma non sono in contraddizione fra loro.

Qualunque magnitudo si usa, cerchiamo di capire il significato di "tante piccole scosse impediscono la scossa grossa".

Ragioniamo per assurdo: supponiamo che sia vero.

A L'Aquila abbiamo avuto una scossa di magnitudo 6. Dalla definizione di magnitudo sappiamo che una scossa di magnitudo 6 libera l'energia equivalente a circa 33 scosse di magnitudo 5, di circa 1000 scosse di magnitudo 4, di circa 33000 scosse di magnitudo 3 e via dicendo ...

La sequenza sismica a L'Aquila è durata 4 mesi. Potremmo allora dire che se in quei quattro mesi avessimo avuto in media 250 scosse al mese di magnitudo 4, cioè 8 al giorno quindi una ogni tre ore, si sarebbe liberata l'energia della scossa di magnitudo 6. Ma, se non vado errato, durante la sequenza ci sono state solo due scosse di magnitudo 4 ...

In realtà, tutto il ragionamento non sta in piedi.

L'energia della Terra è enorme.

Si possono avere centinaia di scosse di magnitudo 5 e poi una di magnitudo 7 o esattamente il contrario.

Basti pensare all'Indonesia del 2004: magnitudo 9.3, vale a dire qualche migliaio di terremoti di Messina, tutti assieme! Addirittura centinaia di aftershocks decine di volte superiori al più grande terremoto del Mediterraneo ...

L'energia della Terra sembra inesauribile: mantiene in piedi enormi catene montuose e conserva spettacolari fosse oceaniche, rifornisce centinaia di vulcani attivi e produce in continuazione migliaia e migliaia di terremoti.

Come si può immaginare e disseminare l'idea che tante piccole scosse rendono impossibile il verificarsi di sismi di grande potenza in un sistema tanto energetico?

Infatti, durante il processo, coloro che hanno decisamente sostenuto in interviste e conferenze stampa la validità dello "scarico favorevole" hanno poi dichiarato di non aver le competenze necessarie per fare simili affermazioni.

Ma se non avevano le competenze perché hanno rilasciato dichiarazioni tanto incongrue?

Non è assolutamente accettabile il loro attuale tentativo di scaricare su altri responsabilità che competono solo a loro di diritto e di fatto.

So per certo che cominciano a preoccuparsi e che, comunque, non sono particolarmente soddisfatti anche coloro, pochi per fortuna, che si sono adoperati a sostenere gli exploit dei precedenti vertici della Protezione Civile.

Gente che è andata in giro per congressi a sostenere la validità della sentenza di L'Aquila usando argomentazioni assurde, purtroppo per loro ben registrate con i mezzi che la moderna tecnologia mette a disposizione.

Addirittura c'è stato il caso di uno, "particolarmente sveglio", che in un importante centro di ricerca statunitense, ha chiesto di commentare le mille pagine della sentenza de L'Aquila solo a "microfoni spenti". È stato accontentato ma qualcuno, trovando sospetta questa richiesta, ha fatto in modo che restasse traccia di quanto sarebbe stato detto.

Purtroppo all'estero pochissimi sanno l'italiano e ci si deve affidare ad altri per tentare di comprendere una sentenza lunga quasi mille pagine. Ciò non toglie che ci siano persone che non sanno l'italiano ma conoscono i "fatti della vita".

*Geofisico

Post Scriptum
Sono ormai tre settimane che non ricevo lettere anonime. Spero che l'autore (autori?autrice? autrici?) abbia seguito il mio consiglio e sia andato da "uno veramente bravo". Che Dio lo aiuti. Ne ha tanto bisogno.

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