Categoria: L'angolo di Boschi

Su Facebook ho trovato questa frase: "Mi ricorderò sempre di chi c'è stato quando avevo bisogno e ricorderò uno a uno chi mi ha voltato le spalle".

Un programma che intendo sviluppare in maniera riservata, per la prima parte, e pubblicamente, per la seconda.

Qualcuno, di recente, mi ha fatto avere un video dove Carlo Doglioni, docente di Geologia presso un'università nota come "La Sapienza", spiega a dei giovani ignari qualche concetto di Sismologia.

Di seguito riporto la trascrizione di una parte della performance del Doglioni mentre  risponde a uno studente.

Ho trascurato, per carità cristiana, una parte iniziale, che si può trovare nel video,  dove si parla di terremoti in altri pianeti con approccio "bendandiano".

Questo video è il terzo di una serie. Ho, però, preferito non guardare gli altri due.

STUDENTE: “Nel caso dell’Aquila si è visto che ci son stati come dei terremoti di preavviso riguardo a quello più importante del 6 aprile. Son state poi considerati dalla Protezione Civile,come prevenzione, per sapere che ci deve essere un terremoto distruttivo, oppure no?  Perché son state dette molte cose al riguardo però non è ben chiaro.”

DOGLIONI:"Il modello che io vi ho presentato oggi è stato fatto grazie all’esperienza dell’Aquila: prima io personalmente non lo conoscevo. Adesso mi sentirei di dire che si poteva dire che c’era, però io stesso – a parte che io non conoscevo terremoti precursori – ma non avrei potuto dire che stava per arrivare un terremoto.  

Certamente sono stati un po’ superficiali perché non potevano dire che non c’era rischio quando c’era una sequenza in corso, perché erano dei terremoti che aumentavano di numero e aumentavano di magnitudo, quindi non era stato raggiunto il picco, perché in genere se ci sono dei terremoti che aumentano, poi c’è il picco, e poi dei terremoti uno sciame successivo, quindi c’è un picco dell’energia … E’ un discorso molto complicato.

Certamente ho trovato leggero l’atteggiamento di non dire: non possiamo dire che non c’è rischio. Già il fatto di dire che non c’è rischio è di fatto già una previsione. Ora noi adesso sulla base di quella esperienza abbiamo imparato moltissimo e possiamo cercare di applicarlo e metterlo in opera per il futuro e cioè che ci sono molte evidenze che ci possono aiutare a dire ’sta per arrivare un terremoto’ in un ambiente estensionale tipo il nostro”.

Il linguaggio del Doglioni non è elegantissimo ma uno che insegna in un ateneo che si chiama “La Sapienza” non ha bisogno di preoccuparsi di simili dettagli.

Si evince, comunque, che esisterebbe un "modello", elaborato non si sa da chi, che "ci può dire che sta per arrivare un terremoto". Non viene però svelato, almeno non in questa circostanza.

È un peccato perché potrebbe essere di grande consolazione per le genti che vivono in zone pericolose.

Oppure è stato svelato ma io non ne sono edotto perché, "invecchiando male", non controllo più le prestigiose riviste scientifiche ove un siffatto risultato epocale forse potrebbe essere apparso.

Chissà se con tale miracoloso "modello" si è stabilito un clima di competizione con il mitico OEF (utilizzato all'Ingv ma sembra abbandonato dall'USGS), il sistema di previsione operativa che funziona sia per i terremoti che per le eruzioni vulcaniche e per qualunque altra disgrazia che possa essere definita in inglese con un vocabolo che cominci per E.

In tutta sincerità non mi meraviglierei affatto se lo scontro fosse già durissimo, senza esclusione di colpi! 
Quello che mi interessa in questa sede è rimarcare che il Doglioni definisce "superficiali" prima e "leggeri" dopo i partecipanti alla riunione della Grandi Rischi.

A quella riunione io c'ero e vorrei sapere chi e quando disse che "non vi è rischio".

Doglioni, un docente de “La Sapienza”, non potrà esimersi dal rispondere a questa domanda. Se ha fatto una simile affermazione avrà appropriati documenti per poterlo dimostrare in qualunque sede. E che sarà, immagino, impaziente di mostrare. Anzi se volesse potrebbe farlo subito.

I video sono tuttora sul web e credo ci resteranno per sempre ... o per un tempo ... bastante.

Non ironizzerò sull'idea di Sismologia del Doglioni che traspare anche da queste poche frasi, sopratutto perché, anche se la Sismologia che ho frequentato e frequento io è una disciplina molto diversa, ognuno è libero di farsi le discipline come meglio crede.

Mi dispiace per gli studenti. Ma, se sono svegli, sapranno capire con chi hanno a che fare ... se non lo sono, tant'è:  un qualunque tipo di Sismologia andrà bene per loro.

Un discorso un po' darwiniano se si vuole: ho avuto un'esperienza analoga, forse anche peggiore se possibile, eppure son contento di come me la sono cavata, benché ormai stia "invecchiando male", come mi ha ricordato in una recente performance davvero dimenticabile qualcuno di "media" capacità "ufficiale" (di cui mi occupo in un altro articolo del Foglietto).

Chi sta invecchiando bene avrebbe forse il dovere morale di chiedere la rimozione di un simile docente, dopo avergli spiegato con parole semplici che Galileo non è esistito invano.

"Interessante" il concetto di "terremoto di preavviso" qui  introdotto sicuramente senza colpa dallo studente del Doglioni.

Fa tornare alla memoria il "terremoto di innesco", introdotto da un "esperto" che testimoniò al processo di L'Aquila e che quasi scoppiò in lacrime perché, forse per l'indifferenza del PM, non riuscì a mostrare di essere il più bravo della classe.

Per fortuna sua ... si è poi "rifatto"con l'OEF.

Non vorrei si pensasse che ricordo solo Doglioni fra i tanti che avrebbero saputo cosa fare e cosa dire prima del terremoto aquilano ma con comodo: settimane, mesi addirittura anni dopo che si era verificato.

Li ricorderò tutti: ho cominciato solo dal più "titolato".

Li ricorderò anche senza usare fotografie.

Nel frattempo questi speciali "esperti" potrebbero spiegarci perché i numerosi "sciami sismici", sviluppatisi in Italia negli ultimi cinque o sei anni, non hanno ancora prodotto terremoti disastrosi o se, invece, catastrofi stanno per colpirci, come qualcuno continua a suggerire in modo allusivo, forse per particolari interessi suoi.

Denaro pubblico viene speso per questo scopo e funzionari pubblici vi si dedicano: è allora nostro diritto sapere.

Non a caso della comunicazione gli stessi "esperti" hanno fatto quasi un credo religioso!

Doglioni, per esempio, potrebbe dirci se gli sciami in corso "hanno raggiunto il picco" o lo stanno per raggiungere. Dispone del modello e quindi dovrebbe esserne capace ... e allora ci dica e ci spieghi.

Si potrebbe approfittare dell'occasione per sapere quali errori avremmo commesso a L'Aquila, evocati anche dal mio successore alla guida dell’Ingv nel suo discorso di insediamento, con moglie e figli al seguito. Non è forse un caso che egli cercò disperatamente, ma inutilmente, di divenire un membro de "La Sapienza", insomma di essere ufficialmente "sapiente".

Noi che non siamo de "La Sapienza", siamo qui per imparare dal Doglioni, che è "sapiente" a tutti gli effetti di legge.

Ci contiamo molto ... adesso che lui stesso si è definito in grado di dire e di fare ... "in un ambiente estensionale come il nostro".

Fosse un ambiente compressivo capiremmo eventuali difficoltà del "sapiente"... perché "il discorso sarebbe molto complicato". Ma è estensionale ...

 

*Geofisico

 

Post Scriptum

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