15. 09. 2019 Ultimo Aggiornamento 10. 09. 2019

Si parla a vanvera … ma poi se ne risponde

Categoria: L'angolo di Boschi

(ANSA) - L'AQUILA, 15 GEN - "In quella riunione c'è stata una certa confusione di ruoli, mi dispiace che poi paghi una persona, però effettivamente una qualche carenza dal punto di vista comunicativo c'è stata".

 

Così il presidente dell'Ingv, Stefano Gresta, parlando del processo d'Appello alla Commissione Grandi Rischi, che ha assolto sei dei sette esperti condannati a sei anni di carcere in primo grado per omicidio colposo e lesioni colpose, per aver rassicurato falsamente gli aquilani nella riunione del 31 marzo 2009.

Prendiamo atto che questo è il modo di ragionare del Presidente di un Ente di Stato!

Durante il suo confuso ed inutilmente lungo sproloquio prenatalizio si è abbandonato a insulti e a minacce di varia natura, rivolte a persone non facilmente identificabili.

Solo i destinatari probabilmente avranno capito.

Adesso critica una sentenza di assoluzione con formula piena che discende da un processo d'appello. Sostiene che "in quella riunione una certa confusione di ruoli ... una qualche carenza c'è stata". Si riferisce ovviamente alla riunione della Commissione Grandi Rischi a L'Aquila il 31 marzo 2009.

Adesso però dovrà spiegare chi ha confuso i ruoli, chi si è confuso nel suo ruolo e chi è stato carente. Si capisce solo che si "dispiace" per un suo sodale.

Non c'è alcun dubbio che avrebbe preferito che fosse condannato qualcun altro! Purtroppo per lui non gli è andata bene: "qualcun altro" è stato assolto e risponde colpo su colpo.

Non è difficile immaginare che dichiarerà che non voleva dire così, che intendeva un'altra cosa, che i giornalisti si inventano tutto, fraintendono ... Come ha fatto in occasione della tragedia alle Macalube, in Sicilia.

Infatti, prima dichiarò al Corriere della Sera che la terribile disgrazia era dovuta a scarsi finanziamenti. Poi qualcuno gli fece notare che una simile dichiarazione oltre ad essere disgustosa era priva di fondamento. Allora incolpò il giornalista che lo aveva intervistato (uno dei giornalisti scientifici più stimati e corretti in Italia) di aver frainteso se non addirittura manipolato le sue parole.

Questo metodo di lanciare accuse e poi negare non gli sarà consentito in questo caso.

Uno che è stato fatto Presidente di un importante ente di Stato non si sa come e perché tanto che perfino lo stesso Ministro che l'ha nominato l'ha definito, nel decreto di nomina, "di medio livello", come a volersi giustificare a priori di una nomina che forse non condivideva, dovrebbe evitare di esprimere giudizi su questioni che non è evidentemente in grado di capire.

Comunque da una parte c'è un'assoluzione piena, dall'altra c'è una dichiarazione che implica un chiaro giudizio infamante su persone che quell'assoluzione ha definito del tutto corrette.

Non sarà quindi difficile stabilire chi è nel giusto e chi ne dovrà subire gravi conseguenze.

Nel frattempo chiedo se un personaggio siffatto può continuare a occupare una posizione di responsabilità nell'organizzazione statale italiana. Posizione che, forse inconsapevolmente, usa per insultare, minacciare e infangare coloro che lecitamente non nascondono di non avere alcuna stima scientifica e umana nei suoi confronti.

*Geofisico


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