22. 08. 2019 Ultimo Aggiornamento 11. 08. 2019

"Insufficienze e sfruttamento all’Ingv"

Categoria: L'angolo di Boschi

"Il CNT è sicuramente una grande sezione con persone straordinarie che riescono a sopperire a molte delle insufficienze dell'INGV, ma purtroppo queste caratteristiche di resilienza mi pare che siano state sfruttate un po' troppo in questi ultimi anni e in questa crisi in particolare".

Con questa frase si conclude la lettera di dimissioni del 11 febbraio 2017 di Salvatore Mazza, ottimo sismologo finora a capo del CNT.

Il CNT, Centro Nazionale Terremoti, è la sezione più strategica e che ha dato grande visibilità all'Istituto quando ancora si chiamava ING. È quella che funziona 24 ore al giorno sempre, senza saltare un giorno festivo o feriale, dal 1982. Mi sembra che il prossimo settembre saranno 35 anni di funzionamento ininterrotto.

Nel 1982 un piccolo gruppo di ricercatori, tecnici, e addirittura amministrativi (complessivamente una trentina di persone) decisero di accettare la pesantissima responsabilità di fornire in tempi rapidi precise informazioni alla Protezione Civile sull'entità e la localizzazione di ogni scossa sismica potenzialmente avvertibile dalla gente. Si era ancora sotto l'emozione del terremoto irpino del 1980 quando passarono molte ore, quasi due giorni, prima di identificare le zone maggiormente colpite. In pochi anni, l'ING divenne un'autorità internazionale in Sismologia, la disciplina fondamentale per capire come funziona la Terra e che tanti progressi ha fatto negli ultimi decenni.

Se un Ricercatore serio e impegnato come Salvatore è arrivato a una determinazione tanto grave significa che qualcosa all'interno dell'INGV si è rotto. La gravità della situazione è ulteriormente accentuata dalle dimissioni di altri due personaggi chiave per il funzionamento completo e costante della rete Rete Sismica Nazionale. Dimissioni necessarie perché messi nelle condizioni di non poter operare al meglio delle tecnologie esistenti.

Non si avanzi la scusa della mancanza di fondi: i fondi e gli addetti ci sono! Eccome!

Si usino secondo le priorità che vengono dal Paese e non secondo gusti personali altamente discutibili proprio sul piano culturale.

Non voglio entrare sui dettagli dei motivi che hanno portato a questa situazione critica. Probabilmente si è già individuato il modo di trovare un compromesso per continuare in qualche modo la sorveglianza sismica. Il modo "di tappare il buco". Ma non siamo di fronte a una banale questione interna all'Istituto.

È in gioco la sicurezza nazionale!

È in gioco la sicurezza di tanti cittadini che con le loro tasse finanziano le ricerche e il monitoraggio dei fenomeni sismici.

Concludendo, è lecito chiedersi se nell'ultimo anno le cose hanno potuto funzionare al meglio e se addirittura comportamenti e funzionamenti ottimali non avrebbero potuto limitare il numero delle vittime. E allora chi di dovere dovrà indagare seriamente sull'insufficienze e sull'eccessivo sfruttamento delle capacità degli addetti denunciato molto onestamente e chiaramente da Salvatore Mazza.

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RICHIESTA DI RETTIFICA

Riceviamo dal Rappresentante del personale del Centro Nazionali Terremoti dell’Ingv, Antonio Avallone, e di seguito pubblichiamo:

“L’assemblea della sezione Centro Nazionali Terremoti (CNT), dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, esprime il proprio dissenso nei confronti della strumentalizzazione che il professor Enzo Boschi, attraverso le pagine del Foglietto, ha voluto fare della vicenda delle dimissioni del direttore del CNT Salvatore Mazza.

Alcune frasi del suo articolo "Insufficienze e sfruttamento all’Ingv ", come “È in gioco la sicurezza nazionale!”, o “lecito chiedersi .... se addirittura comportamenti e funzionamenti ottimali non avrebbero potuto limitare il numero delle vittime”, sono ingiustificabili, come lui ben sa, avendo diretto l’Ente per molti anni, se non addirittura grottesche.

Noi, lavoratori del CNT chiediamo pertanto al professor Boschi di abbandonare la logica del “après moi le déluge”, che sembra governare le sue frequenti uscite sulle vicende dell’INGV, rispettando il nostro lavoro e insieme il nostro ricordo degli anni trascorsi insieme, sotto la sua guida.

Roma, 23/02/2017

LA REPLICA DI ENZO BOSCHI

Cari firmatari della “richiesta di rettifica” sopra riportata,

anche se non mi è dato sapere con precisione chi siete, vi rispondo immediatamente e apertamente.

Confermo ogni singola parola del mio articolo sulla avvilente questione delle dimissioni di Salvatore Mazza e di Alberto Delladdio.

Ho sempre molto apprezzato e continuo ad apprezzare la competenza, l'impegno e la serietà con cui Alberto e Salvatore, per tanti anni, hanno affrontato e risolto problemi nuovi che hanno consentito di creare, insieme ad altri altrettanto impegnati, una complessa originale struttura fondamentale per la sicurezza del Paese europeo maggiormente sismico.

Senza averne direttamente alcunché in cambio ma per puro spirito di servizio al Paese.

Sono, pertanto, sereno nel mantenere l'interpretazione che ho dato di questa vicenda nel mio articolo, indipendentemente dai "chiarimenti" successivi, fatti forse per attenuare l'impatto imprevisto che le dimissioni hanno avuto.

Accusarmi di non rispettare il vostro lavoro è semplicemente ridicolo, visto che tutto nasce, al di là di ogni ragionevole dubbio, dalla scarsa importanza che, dall'agosto del 2011, ben altri hanno dato e stanno dando al vostro impegno.  

Avete mal interpretato, spontaneamente o meno, il senso di alcune mie dichiarazioni. Senso che mi sembrava chiaro ma, per il rispetto che vi ho sempre portato, cercherò di chiarire ulteriormente.

Come ho scritto in molte occasioni, ho una ferma convinzione che la doverosa analisi della sismicità italiana fatta negli ultimi anni per la Protezione Civile, cioè per la sicurezza nazionale, da parte dei vertici dell'Istituto sia stata insoddisfacente.

E continuo ad essere convinto, come ho scritto varie volte sul Foglietto che, con un'attenzione maggiore, le scosse che si sono susseguite in Appennino a partire dal 24 agosto scorso potevano avere conseguenze molto meno tragiche sulla gente.

Sono disponibile a discutere pubblicamente di questo con chiunque. Verificheremo così se le mie affermazioni sono "grottesche".

È ovvio che nessuna responsabilità può essere addossata a coloro che lavorano nel CNT ed è evidentissimo che le mie critiche non erano rivolte a voi.

Ho dedicato quasi tutta la mia vita professionale, 29 anni, e un po' di salute all'ING-INGV.

Lo lasciai in ottime condizioni: organizzative, scientifiche, tecniche ed economiche, con l'auspicio che continuasse a crescere, ma così, secondo me, non è stato. Anzi.

Mi accusate addirittura di 'strumentalizzazione" delle vostre difficoltà!

A che scopo? Perché lo farei?

A me sembra, da ciò che scrivete, che siete voi ad essere strumentalizzati.

Indirizzare le colpe verso qualcuno esterno, evita forse di far apparire le mancanze interne.

Interpretate le mie " frequenti uscite" con la locuzione "après moi le déluge"!

Secondo voi, starei cercando di distruggervi scrivendo sul Foglietto! Ma vi rendete conto?

Trovate allora un solo articolo, uno solo, in cui critico coloro che si impegnano nella faticosa attività del monitoraggio.

È sul monitoraggio che riuscimmo a costruire un grande centro di ricerca internazionale partendo da poco o niente!

Purtroppo il déluge, a mio avviso, stanno cercando di determinarlo altri, che in tutta evidenza puntano a indebolire l'INGV, per poi farlo diventare parte di qualche carrozzone burocratico.

Guardate attentamente una "grottesca" decisione presa a maggioranza risicata in un recente CDA e ... auguri di cuore!

Con stima e affetto immutati ... pur non sapendo con precisione chi siete.

Bologna, 23 febbraio 2017

Enzo Boschi, Geofisico

 


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