24. 02. 2020 Ultimo Aggiornamento 13. 02. 2020

La deriva degli incontinenti

Categoria: L'angolo di Boschi

L'incontinente è completamente privo di inibizioni e di autocontrollo. Mi riferisco qui alla incontinenza verbale, che sembra colpire sistematicamente gli attuali addetti alla difesa dai terremoti, dopo che i terremoti sono avvenuti.

Il terremoto del 2009 fu quello che scatenò in modo particolare la facondia di alcuni personaggi alla spasmodica ricerca di salire agli onori della ribalta, per conseguire un minimo di visibilità. Affermarono che sostanzialmente il terremoto aquilano poteva esser previsto se ci si fosse affidati alle loro ingiustamente misconosciute capacità.

In effetti, successivamente, e malauguratamente, ci si affidò alla loro valentìa. Già nel 2012, purtroppo, delusero profondamente non solo perché, malgrado le loro dotte e altisonanti dichiarazioni, non predissero il terremoto emiliano del 20 maggio ma perché non imposero la massima prudenza nella zona colpita per una altamente probabile seconda scossa.

Seconda scossa che immancabilmente si verificò il 24 maggio. provocando il maggior numero di vittime.

Questa deprecabile dimenticanza non attenuò la loro incontinenza predittiva: dopo la seconda scossa, il 5 giugno, quando ormai la sequenza sismica si era in tutta evidenza esaurita, ebbero la faccia tosta di predire nel breve termine un terremoto devastante nel Ferrarese che non si è mai verificato.

Ottenendone disprezzo e rabbia da parte degli abitanti dei luoghi indicati e dei loro rappresentanti politici.

Ma questo grottesco errore non arrestò la deriva: gli stessi personaggi individuarono nelle attività connesse alle estrazioni petrolifere in prossimità della zona epicentrale la causa delle scosse, in barba alla teoria della tettonica a placche e al semplice buonsenso.

Da qui nacque una vicenda assurda: documenti tenuti nascosti presso la Regione, poi rivelati da un giornalista inglese, la creazione di una serie di commissioni tecniche, nazionali e internazionali, con lo scopo ultimo di allontanare da ogni responsabilità gli esperti e i responsabili politici, locali e nazionali. Quest'ultimi, terrorizzati poi dallo scoprire che le loro iniziative facevano sì che tutta l'industria estrattiva italiana dovesse essere interrotta per sempre.

E questo, in un inarrestabile crescendo di incontinenza verbale pseudoscientifica.

Una vera e propria deriva! Inarrestabile!

Da riderci sopra, se non avessimo assistito ad una tragedia causata da incompetenza tecnica e da una totale assenza del senso di responsabilità.

La pessima figura in Emilia forse lenì per qualche tempo ai nostri incontinenti "esperti" il desiderio di esternare o forse non vi furono le occasioni adatte.

L'incontinenza, tuttavia, assunse di nuovo dimensioni impensabili dopo il terremoto di Amatrice del 24 agosto 2016 e durante tutta la sequenza successiva.

Assistemmo e udimmo prese di posizione roboanti e promesse mirabolanti fatte durante inutili passerelle televisive dei vari potenti.

Tutto sarà ricostruito esattamente come prima ed esattamente negli stessi luoghi! Entro Natale (2016), casette di legno ospiteranno decorosamente tutti coloro rimasti senza un tetto!

Stalle provvisorie salveranno il bestiame e le attività connesse ....

Inarrestabile anche il flusso di chiacchiere da parte degli inamovibili "esperti ufficiali": "effetto domino" fra faglie magari "silenti o dormienti" oppure "contagio sismico", come se lo sviluppo nella comprensione scientifica dei fenomeni sismici non ci fosse mai stato e tutto potesse essere ancora banalizzato come capricci di un destino avverso.

La vetta della deriva dell'incontinenza verrà raggiunta con l'allarme degli allarmi: dopo alcune scosse in prossimità della diga di Campotosto, la massima autorità scientifica della Protezione Civile, il Presidente della Commissione Grandi Rischi, in televisione pronosticò la possibilità, tutt'altro che remota a suo dire, addirittura di un "effetto Vajont"!

Allarme che riguardava decine di migliaia di persone ma senza che alcuna indicazione operativa venisse data.

La cosa provocò la decisa protesta con tanto di dimissioni del Vicepresidente della Commissione stessa e un commento sarcastico del Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, dopo che quest'ultimo aveva responsabilmente consultato chi di dighe se ne intende veramente.

Tuttavia l'incontinenza dell'ineffabile Presidente della Grandi Rischi non si arrestò: ci tenne a informarci che non era pentito della sua incongrua uscita, che anzi le sue parole erano utili per renderci edotti dei rischi che corriamo.

Questa sua vena didascalica si è però stranamente arrestata: onestamente mi aspettavo in cascata avvertimenti anche più drammatici per i luoghi ove si possono verificare terremoti oltre magnitudo 7 e per le zone vulcaniche estremamente pericolose, di cui purtroppo disponiamo in misura non trascurabile.

Peccato perché, senz'altro, i media gli avrebbero dedicato l'attenzione che indubbiamente merita.

Si osservi che questa incontinenza verbale di natura prettamente sismologica colpisce solo uomini di mezz'età e oltre, che la esercitano con atteggiamenti non particolarmente gradevoli.

Questo mi porterebbe ad altre considerazioni di facile psicologia maccheronica. Me lo impedisce il rispetto per le 300 vittime, 299 sotto le macerie e una di freddo in una roulotte.

Vittime che potevano essere evitate con meno chiacchiere e con una maggiore competenza scientifica.

Varie volte ho scritto di questi argomenti sul Foglietto. Continuerò a farlo finché continuerò a ricevere minacce di varia natura, per interposta persona.

Continuerò a farlo finché non verrà drasticamente arrestata la dannosa e apparentemente incessante deriva degli incontinenti, che occupano posizioni che attengono alla sicurezza di noi comuni cittadini.

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