15. 12. 2019 Ultimo Aggiornamento 12. 12. 2019

Domandare è lecito, rispondere è cortesia

Categoria: L'angolo di Boschi

Fra poche settimane si celebrerà il quinto anniversario dei terremoti che nel 2012 sconvolsero l'Emilia, provocando numerose vittime.

Come molti ricorderanno, ICHESE è l'acronimo di una Commissione della Regione Emilia Romagna che doveva stabilire le cause delle scosse, sperando forse di distogliere l'attenzione da evidenti e gravissime omissioni politiche e scientifiche.

Il Foglietto ha dedicato molta attenzione a questa grottesca vicenda e continuerà a interessarsene finché i principali responsabili occuperanno posizioni che attengono alla sicurezza nazionale.

Ancora nessuno si è premurato di dare risposta alle tante domande che Il Foglietto fino a oggi ha posto sull'argomento. Per esempio:

- Perché ancora non c'è una definitiva valida dichiarazione ufficiale che le scosse del 2012 sono state puramente naturali? Forse perché ci si era dimenticati di tener conto di valutazioni ufficiali della pericolosità sismica della zona?

- Perché è stata necessaria una commissione di sei sismologi americani per chiudere "politicamente" la vicenda?

- Il responso dei sismologi americani può essere considerato super partes, visto che è stato pagato dall'ENI?

- La validazione fatta dall'INGV del rapporto americano può essere considerata accettabile? L'INGV, infatti, ha validato il modello ma non i risultati che dal modello stesso discendono.

- È lecito il sospetto che ci sia stata una forte pressione politica per uscire dall'impasse generato dalle incredibili conclusioni del rapporto ICHESE, visto che addirittura si è ritornati a un modo di vedere pregalileiano? Un modello, ovviamente, ha senso solo confrontandone le conseguenze con i dati sperimentali.

- Ma un problema drammatico è: se l'ipotesi Cavone come generatore di sismi non è completamente abbandonata, come è possibile che in Val d'Agri si continui a estrarre petrolio e a iniettare fluidi in zone che indubbiamente sono, come dicono i geologi, "in prossimità di faglie attive"?

Siamo in Lucania, una delle zone più pericolose d'Europa dal punto di vista sismico!

Il coordinatore della sezione sismica della Grandi Rischi, che indicò il Cavone come causa dello sconvolgimento tellurico emiliano del maggio del 2012, potrebbe fare un analogo sopralluogo in Val d'Agri?

- Ragioni "superiori" glielo impediscono? Le cause petrolifere sono da prendere in considerazione solo in Emilia?

- E che dice chi ha "evidenziato" in Val D'Agri, proprio nella zona di sfruttamento petrolifero, una faglia pericolosissima che addirittura arriva in superficie?

- E che dice chi in passato avrebbe rilasciato una intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno, facendo intendere che attività petrolifere non possono avere impatto sulla sismicità della zona. Perché non vengono mostrati gli studi che dimostrano l'assunto?

- Questa vicenda non sarà ignorata proprio per impedire la chiusura dei pozzi della Val d'Agri, ben più remunerativi di quelli emiliani?

- I cittadini lucani sono da considerare cittadini di serie B? Possono correre rischi risparmiati agli emiliani, per la sicurezza dei quali sono state nominate cinque o sei commissioni di "esperti"?

Per coerenza e giustizia, facciamo una commissione di esperti anche per i rischi che corre la Basilicata a causa delle estrazioni petrolifere. Scegliamone i membri in maniera trasparente, evitando lampanti conflitti di interesse, escludendo gli incompetenti, che sempre più numerosi occupano posizioni che attengono alla nostra sicurezza.

Se verrà dimostrato che tutto è in regola, cioè che i cittadini lucani non corrono alcun rischio, non ci saranno conseguenze e tutti saremo più tranquilli.

L'importante è che si coinvolgano esperti di chiara fama, non pagati dai petrolieri.

Non dubito minimamente che i Ministri dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente saranno ben felici di seguire queste indicazioni. E non incoraggeranno anche il disprezzo di secoli di sviluppo scientifico come si è fatto, spero involontariamente, in Emilia dove si sono ignorati i dati sperimentali e si è ricorsi all'ipse dixit aristotelico!

Ripeto una domanda che ho fatto varie volte: le operazioni connesse alle estrazioni petrolifere nell'area epicentrale del terremoto di Montemurro del 1857 (magnitudo stimata 7, circa 20.000 vittime) sono pericolose o no? La faglia pericolosissima evidenziata da un gruppo CNR, c'è o no?

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