Categoria: L'angolo di Boschi

La sera del 21 agosto guardavo SkyTg24 quando cominciarono ad apparire immagini di crolli provenienti da Ischia. In sovrimpressione, i dati dell'Istituto Nazionale di Geofisica (INGV): magnitudo 3.6, profondità focale 10 km ed epicentro in mare ad alcuni km dall'Isola. Considero corretta la localizzazione, visto che è stata già comunicata ai media; è stata determinata grazie alla rete sismica nazionale centralizzata, che consiste in più di 400 stazioni, a cui si aggiunge la rete sismica ischitana gestita dall'Osservatorio Vesuviano (OV), con sede a Napoli, dello stesso INGV. Dalle immagini ho l'impressione che sia sottostimata la magnitudo e lo scrivo in un tweet.

Il mio tweet, pur non avendo alcun intento polemico, scatena un pandemonio.

Ecco che cosa avevo scritto nel mio tweet alle 23:28 del 21 agosto: "Pur senza accesso ai dati, penso che 3.6 magnitudo del terremoto di Ischia sia una sottovalutazione. Anche la profondità è da verificare".

In tutta onestà, non mi sembra polemico verso nessuno. Tuttavia, un'ora dopo Alessandro Amato, geologo dell'INGV, alle 00:33 del 22 agosto mi risponde: "Enzo mi meraviglio di te. Dovresti sapere come funziona. Nessuna discrepanza. Stime diverse in tempi diversi. Che delusione ...".

Questo è il via ad un gruppetto di persone che sembra stesse aspettando l'occasione per scatenarsi contro di me, probabilmente per dare sfogo a vecchi rancori mai sopiti, le cause dei quali mi sono ignote.

Ricevo anche rimbrotti pesanti. Alcuni ricercatori INGV si affannano, il giorno dopo, a spiegare le varie definizioni di magnitudo e ne alzano il valore, portandolo a 4.0. Per questo si servono della magnitudo durata, che credevo ormai fosse nel limbo archeologico delle metodologie sismologiche dismesse. Dire poi, come molti fanno, che così la magnitudo è stata aumentata è un nonsense. Sarebbe come se, dopo essermi misurato la temperatura con un termometro Celsius, dicessi che la mia temperatura aumenta perché me la misuro con un termometro Fahrenheit. In realtà, non è aumentato niente: la magnitudo durata è un modo diverso di misurare la quantità di energia meccanica liberata da un terremoto, ma l'energia liberata è sempre la stessa. Io invece nel mio tweet esprimevo il dubbio che l'energia liberata dal sisma fosse molto maggiore.

Da quanto raccontato in TV dagli ischitani (boato fortissimo, automobili che saltano in aria, sussulti violenti ...), tendo poi a pensare che il valore 3.6 della magnitudo può essere giusto se è errata la localizzazione. Ci sono insomma elementi per concludere che si tratti di un tipico terremoto di Casamicciola: magnitudo modesta, profondità focale minima e danneggiamento notevole ma circoscritto.

La sera del terremoto, Gianluca Valensise, sismologo dell'INGV non operativo in questa vicenda, afferma: "Ischia è un vulcano. Nelle zone vulcaniche già a basse profondità la Terra si scalda e fonde. Non può quindi generare terremoti. Tutte le scosse che si verificano nei sistemi vulcanici si generano a profondità molto basse. I primi dati dell'INGV citano una profondità di 10 km ma si tratta di un valore prefissato che viene diffuso in automatico prima che si riesca a fissare la profondità vera".

Un terremoto, infatti, è una frattura che si propaga sulle rocce crostali. È ovvio che una frattura può propagarsi solo su un corpo solido. In rocce duttili, cioè ad una temperatura vicina o oltre quella di fusione, ovviamente non si possono verificare fratture e, quindi, non si possono avere terremoti. La crosta in una zona vulcanica è sottile e per questo le profondità focali superano raramente i 2 km.

Valensise esprime la sua corretta valutazione immediatamente dopo il sisma, come testimonia il fatto che la si può leggere in un'intervista, a firma di Elena Dusi, su Repubblica cartacea del giorno dopo. Se fosse stata l'immediata e sola posizione ufficiale dell'INGV tutto sarebbe rimasto nei binari del buonsenso e nell'alveo della serietà scientifica. Si è voluto invece ostinatamente insistere, addirittura per giorni, sui dati iniziali.

Alcuni commenti apparsi sui social in risposta al mio tweet da parte di ricercatori INGV mi hanno ferito e irritato tanto che ho scritto loro una lettera tramite Facebook. Alcuni si sono poi scusati, manifestandomi stima e affetto. Amato, sempre su Facebook, ha replicato con un testo poco gradevole, condiviso, a quanto lui dice, da suoi colleghi, rigorosamente anonimi. (La mia lettera, la risposta di Amato e la mia replica sono sulla mia pagina Facebook).

Tanta attenzione per un banale tweet mi ha insospettito e indotto a informarmi su che cosa fosse realmente successo la notte del 21 agosto nelle sale operative dell'INGV e dell'Osservatorio Vesuviano. Ho avuto perfino la sensazione che mi si stesse attaccando per distogliere l'attenzione da fatti poco lusinghieri, ben peggiori di un ipocentro sbagliato.

Per evitare ogni malinteso, una premessa: anche una perfetta valutazione della magnitudo e della localizzazione non avrebbe salvato vite umane e impedito ferite, le cause delle quali sono da cercare altrove. Intendo, però, approfittare dell'occasione per verificare se l'Italia, il Paese a maggior pericolosità sismica e vulcanica d'Europa e del Mediterraneo, disponga ancora di un sistema di sorveglianza geofisica tempestivo ed efficace.

Leggiamo la dichiarazione ufficiale del presidente INGV del 26 agosto sul terremoto del 21 agosto (la cui versione completa può essere trovata su @ingvterremoti).

Il presidente INGV, tra l’altro, scrive: "... la sera del 21 agosto scorso la sala sismica di Roma, che riceve i dati registrati dalle oltre 400 stazioni sismiche distribuite sul territorio nazionale, ha rilevato un evento a Ischia di Ml 3.6 ... La sala operativa dell’INGV a Napoli ha contemporaneamente elaborato le registrazioni sismiche dell’evento e calcolato con una tecnica diversa (magnitudo durata, Md) stimando il terremoto a Md 4. L’INGV ha comunicato in tempo reale alla Protezione Civile anche questo nuovo dato secondo le procedure concordate con la stessa per le aree vulcaniche ... localizzazione dell’evento: anche qui vi sono dei protocolli chiari che prevedono una valutazione in automatico e delle successive verifiche e raffinamenti progressivi. I tempi dell’emergenza non sono quelli della ricerca scientifica accurata .... Nell’emergenza, la prima stima della profondità, fatta entro i 2 minuti in cui la sala sismica registra la scossa, è sempre approssimativa. La seconda valutazione ha portato l’evento a circa 5 km di profondità, 3 km a nord di Casamicciola. Queste le stime nella fase critica: tuttavia, consapevoli dell’importanza di queste informazioni in una vicenda tragica come quella di Ischia, l’Ente si è immediatamente attivato per una migliore localizzazione dell’evento, raggiunta nei giorni scorsi e comunicata la mattina del 25 agosto alla Commissione Grandi Rischi, che è stato innalzato a circa 2 km di profondità e all’interno dell’isola ...".

La dichiarazione, però, andrebbe confrontata con le informazioni disponibili per capirne appieno il senso e i limiti. Leggendo giornali, blog e guardando trasmissioni televisive, infatti, sembrerebbe che le cose siano andate diversamente.

In queste mie analisi, sono guidato solo dalla consapevolezza che siamo in una zona (Vesuvio, Campi Flegrei, Ischia ...) fra le più pericolose al mondo, che coinvolge due o tre milioni di persone che vedono la loro unica speranza di salvezza in una scienza in grado di suggerire tempestivi interventi utili: la storia millenaria dei fenomeni che vi si sono verificati insegna che anche pochi minuti possono contribuire alla salvezza di migliaia di vite umane.

Se queste considerazioni sono errate, non sarà difficile smentirmi e sarò felice di correggermi. Se sono incomplete, saranno graditi miglioramenti da coloro che, interessati alla realtà dei fatti, hanno un accesso alle informazioni molto migliore del mio. Non ho interesse alcuno ad imporre mie verità.

Ignoro se negli ultimi sei anni i protocolli con la Protezione Civile siano stati modificati. Mi è stato detto, da fonte molto autorevole, che "più o meno dovrebbero essere sempre gli stessi". Quindi ragiono nella logica della convenzione INGV-ProCiv, resa obbligatoria dalla legge istitutiva dell'ING, un grandissimo successo dell'Istituto di tanti anni fa. Punto di partenza dell’incredibile sviluppo dell’Istituto stesso, che lo ha portato ad essere valutato miglior Ente di Ricerca, per il periodo 2004-2010.

Anche se qualche termine della convenzione fosse stato recentemente modificato, son più che convinto che il buonsenso originario è rimasto.

La prima valutazione del sisma del 21 agosto è stata comunicata all'esterno dalla Sala operativa di Roma dell’INGV mezz'ora dopo l'evento, per la precisione 28 minuti dopo: magnitudo locale 3.6, 10 km di profondità, in mare ad alcuni km da Ischia, cioè i valori prodotti in automatico dal sistema.

Nel primo comunicato dell’Osservatorio Vesuviano, si ritrovano esattamente gli stessi valori, ma quel comunicato risulta emesso alle 20:57 cioè esattamente quando si è verificato il terremoto! Il fatto è "curioso": è poco credibile che il momento dell'emissione del comunicato coincida proprio col momento del terremoto, mostrando dati del comunicato romano emesso mezz'ora dopo il terremoto.

Alle 22:33, l'OV emette un altro comunicato, innalzando la magnitudo a 4.0 e riducendo la profondità focale a 5 km; epicentro sempre in mare ma un po' spostato.

Nel metodo scientifico, gli errori e le correzioni si devono spiegare, altrimenti si rischia di tornare a prima di Galileo.

A distanza di un paio di settimane, non è ancora dato sapere su quali basi questa correzione e quelle successive siano stata effettuate. Si sa che è stata fatta dopo mezzanotte e non si capisce come sia stato possibile emettere il comunicato due ore prima, alle 22:33 del 21 agosto!

Si è indotti a sospettare che la valutazione del comunicato delle 22:33 sia stata fatta a occhio. Appare anche improbabile che la magnitudo durata sia stata calcolata a Napoli.

Ma non è finita. Il 22 agosto, una ventina di ore dopo il terremoto, apparirà il presidente dell’INGV che confermerà, al Tg2 delle 13, proprio quei dati, addirittura indicando, con una freccetta rossa su un grafico, la faglia sottomarina che, secondo lui, avrebbe generato il terremoto.

La direttrice dell'OV, da parte sua, nei giorni successivi al sisma, rilascerà una intervista al quotidiano Il Mattino di Napoli per cercare di spiegare, tra l'altro, alcune incredibili circostanze verificatesi nello stesso OV la notte della scossa.

Nel frattempo che cosa era avvenuto e stava avvenendo a Roma? A Roma, il sistema automatico aveva dato una profondità focale di 10 km. Come narra Valensise, per fare una valutazione rapida utile alla Protezione Civile la profondità focale è prefissata a 10 km: si velocizzano i calcoli e si è più tempestivi. Si ottiene una stima ragionevole del luogo e della magnitudo in due o tre minuti. Le valutazioni verranno poi migliorate con ulteriori dati che in breve afferiscono al centro di analisi. Questo modus operandi funziona bene per terremoti appenninici ma non per una zona geologicamente molto diversa come Ischia e i suoi dintorni. È per questo che il servizio di sorveglianza non è fatto solo da un computer ma è, o dovrebbe essere, costantemente vigilato da persone esperte.

Sia chiaro: sia per la sala sismica romana che per quella dell'OV i turnisti non hanno responsabilità alcuna sulla comunicazione di eventuali valutazioni errate. Le responsabilità vanno attribuite interamente al Funzionario. Per Funzionario si intende un sismologo operativo dotato di grande esperienza e di una conoscenza dettagliata della sismicità italiana. Il suo compito principale è di comunicare i dati ufficiali alla Protezione Civile e all'esterno.

La sera del 21 agosto, il Funzionario, vista la prima localizzazione e sapendo che in genere non è mai precisa, doveva immediatamente pensare alla zona sismica più vicina, cioè a Casamicciola. Della sismicità di Casamicciola, tutt'altro che rara, il Funzionario avrebbe dovuto sapere almeno l'essenziale. Poteva, comunque, disporre istantaneamente delle informazioni necessarie. Dopo la stima automatica, entro pochi minuti, avrebbe quindi dovuto fornire una soluzione quasi definitiva, utilizzando un modello crostale adatto alla zona e non usare quello con profondità focale prefissata a 10 km. Invece, si è limitato ad inviare la stima automatica che all'OV, per il tempo trascorso dalla scossa, probabilmente è stata interpretata come quella ufficiale definitiva.

Non sono ancora riuscito a capire quando e come si è arrivati alla soluzione corretta, quella che pone l'ipocentro proprio sotto Casamicciola a meno di 2 km di profondità, che è stata poi riportata il 25 agosto alla Commissione Grandi Rischi e narrata il 26 agosto dal presidente INGV.

Sospetto che ci si sia arrivati con gli stessi ragionamenti che, in maniera indipendente l’uno dall’altro, abbiamo fatto Gianluca Valensise, Giuseppe Luongo, per tanti anni direttore OV, e io, senza strumenti e senza dati sottomano, nei primi momenti dopo il terremoto.

Ho praticamente descritto l'organizzazione e il funzionamento della sorveglianza sismica in Italia. È il frutto di decenni di esperienze, di faticoso impegno e grandi sacrifici dei ricercatori, dei tecnici e degli amministrativi dell'ING, poi divenuto INGV.

Ovviamente, il sistema funziona perfettamente solo se coloro che ne sono ai vertici hanno le competenze e la volontà, anzi l'entusiasmo, di farlo funzionare. Il sistema è semplice. Il CNT, Centro Nazionale Terremoti, si interessa a tutti i terremoti che si verificano sul territorio nazionale. All'OV il compito più delicato, quello della sorveglianza di una zona estremamente antropizzata e caratterizzata da vulcani pericolosissimi. L'Osservatorio Etneo di Catania si occupa, oltre che dell'Etna, dei vulcani delle isole Eolie. Tre sale operative funzionanti 24 ore su 24 per tutti i giorni dell'anno, che dovrebbero essere presidiate da persone esperte, costantemente impegnate a collaborare e a discutere in maniera costruttiva per il bene del Paese e dell'INGV. È pleonastico aggiungere che ai vertici di queste strutture dovrebbero esserci sempre i sismologi e i vulcanologi migliori sul piano scientifico e sul piano emotivo.

A mio giudizio, neanche uno della attuale filiera decisionale INGV per i terremoti ha le competenze del sismologo operativo. E questo ripropone il problema serissimo di conoscere le vere ragioni per cui due esperti di altissimo livello e grande esperienza, come Salvatore Mazza e Alberto Delladdio, alcuni mesi fa si siano dimessi proprio dai vertici del CNT.

Al solito, non è dato conoscere il giudizio della Commissione Grandi Rischi (CGR), riunitasi il 25 agosto per discettare del terremoto di Casamicciola. Ormai la conosciamo: o muta o dedita a esternazioni incongrue tipo "Vajont" o "faglie silenti". Per quanto qui esposto, è evidente che la relazione presentata alla CGR, disponibile su @ingvterremoti è gravata da gravi lacune e loop logici sul reale svolgimento dei fatti.

Chissà se la CGR se ne è accorta o ha preferito non accorgersene!

Se Valensise, la sera del terremoto, avesse potuto rivolgersi con autorevolezza e tempestività agli organi della Protezione Civile, alle radio e alle televisioni, così come ha potuto fare con la giornalista di Repubblica, probabilmente l'esodo dei turisti e le cancellazioni delle prenotazioni alberghiere non ci sarebbero stati.

Note a margine

Per le mie prese di posizione sul terremoto di Casamicciola, per interposta persona, mi stanno arrivando da vari personaggi INGV messaggi che oscillano fra la supplica, l'insulto e l'accusa. Forse Qualcuno si atteggia a mia vittima e c'è chi gli si aggrega in modo servizievole per tornaconto. Personaggi che, un tempo decisamente impegnati a parole a lottare per la meritocrazia e contro le mafie e le ingiustizie, adesso, forse perché invecchiati, mi invitano al poco elegante "vogliamoci bene".

L'accusa più irritante che mi rivolgono è che con le mie dichiarazioni danneggerei i precari. Un metodo classico di distogliere l'attenzione dai veri colpevoli del disastro: fare leva sui più deboli ... sempre poi dimenticati in tempi di pace. Che io possa esser accusato di danneggiare i precari è semplicemente ridicolo, dal momento che, durante la mia presidenza dell’INGV, sono stato l’unico a cercare soluzioni occupazionali stabili, avendo l’ente le necessarie risorse finanziarie ma mancando un idoneo strumento normativo che permettesse l’ampliamento delle allora, vigenti e vincolanti, famigerate “piante organiche”.

In ogni caso, spero sia nota a tutti la Legge 8.11.2013, n. 128 (entrata in vigore due anni dopo la scadenza del mio mandato), che all'articolo 24 recita: "Per far fronte agli interventi urgenti connessi all'attività di protezione civile, concernenti la sorveglianza sismica e vulcanica e la manutenzione delle reti strumentali di monitoraggio, l'INGV è autorizzato ad assumere, nel quinquennio 2014-2018, complessive 200 unità di personale ricercatore, tecnologo e di supporto alla ricerca, in scaglioni annuali di 40 unità di personale, nel limite di una maggiore spesa di personale pari a euro 2 milioni nell'anno 2014, 4 milioni nell'anno 2015, 6 milioni nell'anno 2016, 8 milioni nell'anno 2017, 10 milioni a partire dall'anno 2018".

All'INGV non sanno rendere esecutiva una legge scritta appositamente per loro e la colpa sarebbe mia che non ci metto piede da più di sei anni! Sarò cattivo: trovo questa improvvisa sollecitudine per i precari vergognosamente pretestuosa.

Cinque anni fa, l’allora presidente, senza uno straccio di spiegazione, mise in mezzo a una strada ben dodici borsisti e contrattisti e nessuno all'INGV batté ciglio! Non era mai successa una cosa simile in 29 anni di storia dell'ente ma ... tutti zitti e "appecoronati", come dicono a Roma. Che delusione!

A tale proposito, desidero riprendere qui un periodo della sgradevole lettera di Alessandro Amato (reperibile nella mia pagina Facebook con la mia replica) condivisa da suoi anonimi colleghi, inviatami sempe tramite Facebook il 31 agosto: "Ritengo inoltre che non sia questo (Facebook, Twitter, ecc.) il luogo adatto a fare discussioni scientifiche, anche se da tempo è purtroppo divenuto la sede preferita per celebrare processi sommari. Posso solo dire che la sorveglianza sismica continua a essere affidata a persone preparate e serie, come quando eri tu Presidente. Le informazioni sono state trasmesse alle autorità competenti nei modi e nei tempi previsti dai protocolli di comunicazione, e a quanto ne so hanno permesso di compiere gli interventi in maniera tempestiva ed efficiente".

A mio parere, Facebook e Twitter sono splendidi luoghi per fare informazione e discussioni scientifiche. Non è un caso, per esempio, che @INGVterremoti abbia un discreto successo. Dopo che ho lasciato l'INGV sei anni fa, non sono mai stato invitato a nessuno dei tanti incontri e convegni che l'INGV ha organizzato. Quindi, spero che mi sarà almeno consentito di discutere dove mi capita e dove più mi piace. Peraltro, non è obbligatorio seguire Facebook e Twitter e, pertanto, mi sembra molto ridicolo definire, come ha fatto Amato, "da rabbrividire" il mio tweet del 21 agosto.

Se si considera Twitter come luogo non adatto alla scienza perché preoccuparsi? Perché redarguirmi? In ogni caso, chiedo ancora: dove ho sbagliato? Amato e i suoi dicono che su Twitter ho celebrato un processo sommario. Stanno però rimediando loro, sempre sui social, facendo arringhe appassionate in difesa del presidente dell'INGV, del direttore della Struttura Terremoti, del direttore del Centro Nazionale Terremoti, del Funzionario in turno la sera del 21 agosto nella sala sismica di Roma e del direttore dell'Osservatorio Vesuviano. Si noti che nessuno di essi può essere definito un esperto sismologo operativo. Un caso? Una necessità? Una scelta strategica ben precisa?

Se il presidente INGV, il legale rappresentante dell'ente, il 22 agosto, 20 ore circa dopo il terremoto, al Tg2 in diretta dalla sala sismica, afferma che il terremoto è avvenuto in mare a qualche km di distanza dalle coste di Ischia e ci fa sapere di aver anche individuato la faglia sottomarina che lo ha generato indicandola con una freccetta rossa su un grafico apposito, chiedo ad Amato "quali informazioni sono state trasmesse alle autorità competenti e quando?" Amato e la direttrice OV stanno indipendentemente dicendo che è possibile una riorganizzazione più "efficiente e più tempestiva" della Protezione Civile senza la collaborazione dell'INGV? Si arrivi alle conseguenze logiche delle proprie affermazioni. Si pensa forse che in una delle zone più pericolose della Terra siano accettabili le incongruenze alle quali abbiamo assistito dal 21 al 26 agosto? Nessuno sente il dovere etico di giustificare gli errori di un ente che costa circa 60 milioni annui alla Comunità e trarne poi le ovvie conseguenze?

Concludendo, scopro nei miei confronti, da parte di Amato e dei suoi anonimi colleghi, malanimi di origini antiche, mai completamente sopiti. Forse dovuti al fatto che "ai miei tempi" la vita in Istituto era molto meno “dolce” …

E sì, perché come diceva il grande Goethe, “Nulla è più terribile di un’ignoranza attiva”.

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