Categoria: Recensioni

Cristina di Svezia (1629-1689) è annoverata tra le più grandi personalità europee. Era nata per sorprendere a cominciare dai primi istanti di vita quando venne presa per maschio perché affetta da ipertrofia clitoridea.

Regina a sei anni, orfana dell'eroe leggendario Gustavo Adolfo il Grande, fu educata in stile virile con lo scopo di esserne degna erede. Quando diciottenne assunse il potere, era un prodigio di cultura, di acume politico e rinnegava la sua femminilità.

Le fonti ricordano Cristina come una giovane assetata di sapere che parlava sette lingue, conversava in latino e corrispondeva con studiosi di tutta l’ Europa. La regina partecipava vivamente anche alle discussioni filosofiche che si tenevano a corte e collezionava con passione manoscritti matematici e scientifici, cercando di invitarne gli autori a palazzo.

Nel 1649, "la Minerva del Nord" chiamò a Stoccolma il filosofo francese René Descartes come insegnante di filosofia e matematica. Ma Cartesio, obbligato a conferire con lei ogni mattina alle cinque in punto, non resse il rigido inverno scandinavo e morì nel febbraio del 1650 per una polmonite.

Per dieci anni, la regina Cristina seppe affrontare gli affari di stato con rara competenza, rafforzando la potenza svedese. Deludeva però tutti coloro che a corte premevano perché si sposasse, insistendo sulle necessità dinastiche. Pur di non piegarsi all'odiato sacramento, nel 1654 rinunciò alla corona in favore del cugino Carlo Gustavo e si fece cattolica.

Lasciò il trono per amore della libertà rifiutando di maritarsi e abiurando la religione luterana si conquistò, come celebre convertita, un posto di primo piano nella Roma barocca, dove si stabilì dal dicembre 1655, accolta cordialmente da Papa Alessandro VII.

Caso unico nella storia di regina senza Stato, percorse l'Europa con la sua corte eterogenea in cerca di potere e solidità economica, sempre pronta ad abbracciare le grandi cause del suo secolo, dalla tolleranza religiosa alla resistenza contro l'avanzata islamica, osando contrapporsi perfino al più assoluto dei sovrani, Luigi XIV re di Francia.

Tentò anche di diventare regina di Napoli e di Polonia, ma la prova fallì e si stabilì a Roma definitivamente.

Protettrice di artisti e scienziati, fondò un'importante Accademia da cui nacque l'Arcadia. La sua dimora, fissata a palazzo Riario, diventò un raffinato cenacolo dove Pietro Bollori curò una pinacoteca che accoglie tra le altre opere di Raffaello, Tiziano e Rubens e dove Arcangelo Corelli fu maestro dei concerti.

Cristina morì nell'aprile del 1689 ed è sepolta in San Pietro.

Greta Garbo l'ha interpretata magnificamente nel film La regina Cristina, (diretto da Rouben Mamoulian nel 1933), rendendone mirabilmente le contraddizioni.

Per saperne di più: “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie", pag. 250, Ledizioni, Milano 2020. Anche in versione e-book.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice su " Donne e scienza", collabora con l'Università delle donne di Milano
https://www.facebook.com/sara.sesti13

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