28. 11. 2020 Ultimo Aggiornamento 27. 11. 2020

Guida ai green jobs

di Adriana Spera

Esce, dopo tre anni, sempre nei tipi di Edizioni Ambiente, una nuova edizione della Guida ai green jobs, di Tessa Gelisio, giornalista e conduttrice televisiva e Marco Gisotti, giornalista e divulgatore,  uno dei massimi esperti di green economy e green jobs, fondatore dell'agenzia di studi ambientali Green Factor è uno dei curatori del rapporto annuale “GreenItaly”.

Il libro è più che una versione aggiornata, un secondo volume del saggio inchiesta sui cambiamenti determinati dal binomio crisi economica e crisi ambientale nel mondo del lavoro.

Gli autori tornano ad indagare su alcuni settori e ne scandagliano di nuovi, cosicché dalla lettura si può avere una panoramica completa delle “mutazioni green” in atto nell'economia italiana.

Le interviste ai protagonisti di questa rivoluzione si alternano a schede che analizzano i vari settori dall'economia, al settore educativo.

Nel complesso, emerge una fotografia impietosa del paese a partire dall'assenza nel mondo politico di un'idea di politica economica atta a traghettarci fuori dalla crisi economica, l'assenza della politica con la P maiuscola.

L'economia viene trattata come trenta anni fa, mentre sta emergendo un tessuto industriale che si attrezza da sé rispondendo alla crisi con l'innovazione, il risparmio energetico nei processi produttivi. Insomma, si ha l'idea che vi sia in atto una sorta di mutazione genetica, che per sopravvivere vi sia chi pone in atto un adattamento alla crisi e l'adattamento è l'innovazione.

Impietoso poi il bilancio sul sistema educativo. Si esce dall'Università con una scarsa o nulla professionalità spendibile, cosicché, per entrare nel mondo del lavoro occorre fare corsi specialistici e tecnici, Master, spesso a pagamento. Gli Istituti tecnici superiori, a cui ci si può iscrivere dopo la scuola superiore, sono solo 59 in tutto il territorio nazionale e spesso non operano in sinergia con le imprese. L'Italia ha fatto il minimo sindacale di quanto previsto dalla legislazione europea di riferimento, specie nel settore della formazione-lavoro, e investe pochissimo in ricerca.

Non va meglio sul fronte dell'utilizzo delle fonti energetiche, un settore in cui si potrebbero sviluppare tanti nuovi lavori se solo ci fosse un piano energetico. Un'assenza che da una parte favorisce le grandi compagnie e dall'altra penalizza i consumatori. Continuando su questa strada non raggiungeremo mai una gestione democratica delle risorse energetiche e men che meno arriveremo all'autoproduzione di energia, che pure con le tecnologie oggi disponibili (pannelli solari, minieolico, ecc.) sarebbe possibile.

Infine, si utilizzano malissimo le risorse economiche per realizzare grandi e devastanti opere pubbliche. Molto maglio sarebbe se si impiegassero per mettere in sicurezza il territorio con interventi per arrestare il dissesto idrogeologico; per consolidare il patrimonio pubblico e privato, visto che si è in un territorio sismico; per porre in essere strategie per contrastare il mutamento climatico. In tal modo, si darebbe un sostegno, in tutti i settori, a tanta microeconomia locale, dall'agricoltura all'edilizia e, al contempo, si promuoverebbero nuove figure professionali. Entrerebbero in circolo risorse costanti nel tempo.

Il volume, arricchito da 125 schede sui lavori verdi più richiesti, risulta una lettura utile, in particolare, per orientare i giovani al lavoro e non solo per chi si interessa di economia.

Il mio nome è nessuno. Il giuramento

Il mio nome è nessuno. Il giuramento di Valerio Massimo Manfredi, Editore Mondadori, Milano, 2012, pp.353, euro 19,00.

Recensione di Roberto Tomei

Ulisse è senza dubbio un mito per tutto l'occidente, dunque sempre attuale. Alla sua figura, di notevole fascinazione, l'autore dedica un romanzo (di cui a breve si annuncia la seconda e ultima parte) che ha il pregio di farci incontrare gli eroi omerici come fossero ancora tra noi, vivi tra vivi.

Se nella seconda parte del libro ritroviamo un mondo che ci è noto, perché già descritto mirabilmente da Omero, di gran lunga più interessante è  la prima parte, dedicata alla formazione dell'eroe di Itaca, che si sviluppa sotto la guida del nonno, Antolico, ma soprattutto del padre, Laerte, che di navigazione se ne intendeva, avendo partecipato con Giasone alla ricerca del vello d'oro.

Molto belli sono anche i dialoghi di Ulisse con Eracle ed Aiace e la descrizione degli incontri con Atena.  Altrettanto ben ricostruite le tante figure femminili: Calipso, Circe, Nausicaa e, naturalmente, Penelope, personaggio meno monolitico e lineare di quanto la tradizione suole raccontare.

Giova molto al racconto la grande padronanza che l'autore mostra di possedere tanto della storia che dell'archeologia greca e troiana .(Roberto Tomei).

Privilegium

Privilegium di Michele Ainis, Editore Rizzoli, Milano, 2012, pp.149, Euro 17,00.

Recensione di Roberto Tomei

Il vocabolo latino che dà il titolo al libro significa lex privata, ossia una disciplina rivolta a una categoria di soggetti ben determinata, che crea una discriminazione rispetto alla generalità dei cittadini.

Poiché - come l'autore dimostra - nel nostro Paese di privilegi ce ne sono troppi ( si veda in calce al
volume l'indice delle categorie privilegiate), se si vuole "sbloccare" la situazione, non resta che avviare una rivoluzione pacifica che cancelli tutti i privilegi. Dopo tante deroghe( ce ne sarebbero 63.194 ! ) a vantaggio delle diverse corporazioni, si tratta insomma di inaugurare finalmente il tempo della regola.

L'impietosa (perché i responsabili del declino siamo tutti noi) analisi dei fallimenti del nostro sistema si conclude con l'indicazione di alcuni rimedi: 1°) divieto di più di due mandati in Parlamento, così da tagliare il ramo su cui"stanno inchiodati i professionisti del potere"; 2°) rafforzamento del referendum abrogativo tramite eliminazione del quorum; 3°) revoca anzitempo
degli eletti immeritevoli, ossia l'istituto del recall, esistente in alcuni stati dell'America, ma anche in Svizzera e Giappone; 4°) trasformazione del Senato in camera dei cittadini (in sostanza degli esclusi) designata per sorteggio, in modo da riflettere il profilo socio-demografico del Paese.

Una soluzione già prospettata da Aristotele, che diceva che l'elezione è tipica delle aristocrazie, il sorteggio delle democrazie.

Consapevole che non tutti saranno d'accordo su queste proposte, per trovare proseliti Ainis invoca
l'utopia come motore della storia, quell'utopia di cui "abbiamo più che mai bisogno per continuare la nostra storia collettiva". (Roberto Tomei)

L'Italia s'è ridesta

L'Italia s'è ridesta di Aldo Cazzullo, Editore Mondadori, Milano, 2012, pp.204, euro 15,90.

Recensione di Roberto Tomei

Nel 1957 era stato Guido Piovene a percorrere in lungo e in largo la penisola, raccontandola poi nel suo "Viaggio in Italia". Quasi sessant'anni dopo, Aldo Cazzullo ripete l'esperienza e scopre, naturalmente, un paese completamente diverso.

Nella crisi in cui si dibatte, certamente più incupito ma, a parere dell'autore, più unito di prima, come ha dimostrato il successo delle celebrazioni del 150° anniversario dell'unificazione.

Oltre alle grandi, Cazzullo visita anche le nostre "piccole capitali in crisi" e  ne rileva limiti e difetti, cogliendone al contempo gli aspetti positivi, i fattori di sviluppo, ma soprattutto i motivi di speranza.

E forse è proprio questo il tratto saliente del  libro, ossia di non negare la realtà, ma di trovarci sempre quel lato positivo che non riusciamo più a vedere.

L'attuale situazione del paese non appare poi così disperata, ma la prima cosa da fare, tra quelle incluse nel catalogo che conclude il volume, è quella di ritrovare fiducia in noi stessi: "Abbiamo imparato che amiamo l'Italia. Ora dobbiamo imparare a crederci. Nell'Italia, e in noi stessi". (Roberto Tomei)

Elogio dell'egoismo

Elogio dell'egoismo di Armando Torno, Editore Bompiani, Milano,
pp.123, euro 10,00.

Recensione di Roberto Tomei

Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe dal titolo, il libro non è
un'apologia dell'egoismo - di cui peraltro, in tempi come questi, proprio non
si sente il bisogno - ma una sorta di vademecum per allenarsi contro l'egoismo
degli altri, vivendo con saggezza il proprio, "cercando di renderlo ben
temperato".

Molto apprezzabile è il messaggio che l'autore intende trasmettere, cioè che
l'egoismo autentico non è la brama di ricchezza, ma il suo opposto: "la
capacità di non vendere noi stessi". Un "egoismo positivo" piuttosto raro,
risultando " più facile vendersi, trovare plausi e consensi che essere tutti di
un pezzo e subire critiche o affrontare problemi".

Di grande interesse il capitolo dedicato alle letture consigliate " per
convivere con l'egoismo e non soccombere". L'autore ha creduto bene di offrirci
qualche antidoto in più, in un mondo dove l'egoismo- come la stupidità- sta
senz'altro crescendo di giorno in giorno.

Il pamphlet di Torno si legge con vero piacere perché, oltre a possedere il
pregio della chiarezza, è condito da una leggera ironia. Questa, a mio parere,
raggiunge il suo culmine nel terzo capitolo-significativamente dedicato ai modi
per non perdere tempo - nel quale particolare attenzione viene riservata alle
riunioni di lavoro, occasioni da evitare con cura in quanto macchine per
perdere tempo in cui emergono più vanità che idee. (Roberto Tomei)

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