24. 10. 2019 Ultimo Aggiornamento 16. 10. 2019

Campi Flegrei e Goliardia

Categoria: L'angolo di Boschi

Nel 2012, nella rivista Journal of Applied Volcanology, Paolo Papale e Warner Marzocchi, insieme ad altri due ricercatori dell'INGV, pubblicarono un lavoro dal titolo: "Operational Eruption Forecasting (OEF) at risk volcanoes: the case of Campi Flegrei".

 

Abbiamo già incontrato nelle pagine del Foglietto l'acronimo OEF. Allora però significava: Operational Earthquake Forecasting (previsione operativa dei terremoti). Qui invece la E sta per Eruption, eruzione.

Semplificando si può dire che ci troviamo di fronte a un metodo di previsione "doppio", perché prevede operativamente terremoti ed eruzioni: due piccioni con una fava: il massimo!

Leggendo il lavoro si viene a sapere che nel 1984 la probabilità di un'eruzione ai Campi Flegrei raggiunse il 40% e che a partire dal 2000 la probabilità è costantemente attorno al 10%, un'enormità se si pensa alla terrificante dimensione dell'evento aspettato e temuto.

L'affermazione va presa seriamente, considerando i ruoli che Papale e Marzocchi rivestono.

Il primo è stato nominato dall'attuale CdA dell'INGV a capo di tutta la ricerca vulcanologica dell'Istituto, che in Italia ha di fatto il monopolio nel settore.

ll secondo, sempre su indicazione del CdA attuale, credo sia responsabile degli studi sulla pericolosità e si pone come il padre o il promotore di questo OEF, apprezzato dai vertici dell'INGV e da qualche funzionario della Protezione Civile, ma altrove abbandonato perché considerato inutile se non addirittura dannoso.

In ogni caso, ai Campi Flegrei abbiamo evidentemente una probabilità ufficiale tutt'altro che trascurabile di un'eruzione terrificante.

A tutto ciò si aggiunga che, sempre nel 2012 , il direttore dell'Osservatorio Vesuviano dell'INGV, Giuseppe De Natale, scrisse in modo deciso tale da escludere ogni fraintendimento:

".... Chiudo con una affermazione che, credetemi, purtroppo è vera. Se domani si calcolasse che la probabilità di un’eruzione del Vesuvio (o peggio ancora dei Campi Flegrei) è dell’ 1% nel prossimo mese, bisognerebbe senz’altro evacuare almeno 700.000 persone. Evacuare, nient’altro; perché al contrario che per i terremoti, per le eruzioni non serve alcuna altra precauzione; e l’1% di probabilità in un mese di una catastrofe di proporzioni bibliche è un valore follemente inaccettabile. Con buona pace del ‘protettore civile’ o del ‘politico’ di turno che deve prendere la decisione.

Questo vuol dire che in Italia, invece di ‘tranquillizzare’ continuamente la popolazione, servirebbe ben altro; servirebbe una vera educazione al rischio, che permetta tra l’altro di decidere un’evacuazione gigantesca con bassissima probabilità che la catastrofe si avveri, senza rischiare la ‘carriera’ e la stessa ‘vita’."

De Natale pronunciò queste affermazioni nell'ambito di una lunga serie di esternazioni scritte per criticare la pena, a suo avviso troppo clemente, inflitta alla conclusione del processo aquilano. A più riprese e con impegno invocò la fucilazione; non essendo possibile, auspicò almeno la condanna per associazione a delinquere. E non scherzava!

L' Operational Eruption Forecasting stabilisce che abbiamo una probabilità di un'eruzione ai Campi Flegrei dell'ordine  del 10% o forse addirittura maggiore, e quindi ci troviamo ad avere "il peggio ancora", seguendo la locuzione di De Natale, e quindi una probabilità netta di "una catastrofe di dimensioni bibliche". L'affermazione è, ripeto, del direttore dell'Osservatorio Vesuviano cioè della struttura scientifica che, al massimo della tecnologia esistente, esegue il monitoraggio continuo dei vulcani campani e tiene aggiornata costantemente la Protezione Civile su i loro comportamenti.

Tutte queste attività - OEF, monitoraggio ... -  sono interamente finanziate con soldi pubblici e sono da considerare ufficiali con tutti i risultati e le conclusioni che ne discendono.

Il Mattino di Napoli il 13 settembre scorso ha dedicato al lavoro di Papale e collaboratori e a questo OEF grande risalto, dopo aver "scoperto" l'altissimo livello di pericolosità che veniva prospettato dai ricercatori INGV nella loro pubblicazione

Con buona pace di De Natale è stato smentito o per lo meno edulcorato per tranquillizzare la popolazione, che peraltro sembra ormai non agitarsi più che tanto di fronte a voci catastrofiche incongrue. Oppure la cosa viene ignorata perché banalmente non si è in grado di gestire l'evacuazione di 700.000 persone come prudenzialmente e con decisione suggerisce il direttore del Vesuviano.

Chi lo ha fatto,  per tranquillizzare ha sicuramente pronunciato le opportune solite frasi di circostanza del tipo: "in fondo si tratta di analisi statistiche".

Un giorno questi "tranquillizzatori" seriali, per i quali il De Natale avrà già invocato pene severissime, forse scopriranno che qualunque affermazione scientifica è necessariamente "statistica"... Rivedranno a quel punto tutte le loro convinzioni? O continueranno a ritenere, quando fa loro comodo, che "statistico" è sinonimo di "sbagliato" o di "inaffidabile"?

Affronteranno il dilemma se togliere ogni credito all'OEF o se spostare in varie parti d'Italia 700.000 persone, come il responsabile del Vesuviano propone con convinzione?

E per quanto tempo eventualmente questa precauzione dovrebbe durare?

Forse nessuno, nemmeno il direttore del Vesuviano, conosce con quali metodi stabilire preventivamente la durata di un esodo che sarebbe, questo sì, di "proporzioni bibliche".

Una sola cosa è certa: abbiamo a che fare con tre o più ricercatori dello stesso ente che professano con dovizia di argomentazioni, magari a loro insaputa, opinioni diametralmente opposte su una questione delicatissima che riguarda la sicurezza di un'intera regione, anzi di una intera nazione. Una questione su cui il vertice dell'Istituto si guarda bene dall'esprimere una qualunque opinione!

Sembra che si parli o si scriva secondo il momento o la convenienza, forse immaginando o, peggio, con la consapevolezza che quanto scrivano o dicano non ha assolutamente alcuna rilevanza.

Ma è giusto che dobbiamo far dipendere la nostra sicurezza da simili personaggi e simili metodi?

Che cosa ci sta succedendo?

Non so come, ma per un'involontaria associazione d'idee, mi torna ancora una volta in mente il Presidente Mario Monti che nel giugno del 2012 "algidamente" preconizzava in diretta televisiva un improbabile forte terremoto nel ferrarese, alla presenza dei vertici della Grandi Rischi e dell'INGV, dopo che i rischi seri e terremoti veri erano stati del tutto ignorati una ventina di giorni prima, quando sarebbe servito.

Mario Monti che prevede i terremoti.

L'OEF che prevede eruzioni e sismi; come abbiamo notato prima, la E è bisvalida come le figurine di una volta. Per ogni catastrofe che cominci per E possiamo avere un OEF?

Il direttore del Vesuviano che sembra cercare l'occasione per poter mandar via da Napoli 700.000 residenti e che, contemporaneamente, invoca la pena di morte per i membri della Grandi Rischi precedente .

I vertici dell'INGV sembrano scarsamente interessati a possibili tragedie, perché intenti da mesi a massacrarsi vicendevolmente, scambiandosi veri e propri anatemi, per poi rappacificarsi in un crescendo alternante che sfugge ad ogni razionalità ...

Tutto questo in me provoca paradossalmente una grande allegria perché mi riporta indietro nel tempo quando, poco più che ragazzo, dalla bellissima Arezzo arrivai nella bellissima Bologna per frequentarne la splendida Università.

Bologna, a quei tempi era l'ultimo baluardo e l'indiscussa capitale mondiale della Goliardia.

Ebbi così la possibilità di vivere gli ultimissimi anni della Goliardia: i più divertenti della mia vita. Era una continua serissima gara a chi le sparava più grosse e più bizzarre ... senza limiti!

*Geofisico


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