30. 10. 2020 Ultimo Aggiornamento 29. 10. 2020

Conversione in legge del decreto 59: ennesimo regalo del governo Renzi alle banche

banche etruria carife marche banca carichietiLa conversione del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, recante disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione, sul quale è stata messa l’ennesima fiducia, rappresenta l’ennesima beffa per 130.000 famiglie espropriate da Bankitalia e dallo Stato con il famigerato decreto del 22 novembre 2015.

Si tratta di un ulteriore regalo alle banche che hanno ottenuto il passaggio automatico della proprietà dei beni immobiliari delle imprese alla banca, in caso di ritardi nel pagamento, saltando la procedura giudiziaria davanti al tribunale, che ha così il solo compito di nominare un perito per stimare il valore dell'immobile, eliminando qualsiasi tutela da calcoli errati di interessi o rate o abusi del contraente forte, facendo così ritornare indietro la legislazione ai tempi del far west.

Oltre al danno subito dall'esproprio criminale del risparmio da parte di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti, le predette 130.000 famiglie devono anche subire l’offesa di essere stati avidi speculatori, niente di meno che dal premier non eletto Matteo Renzi, il quale di recente ha detto: "Quelli delle 4 banche vogliono il rimborso totale dei loro soldi che non ci potrà essere perché, signori, queste diecimila persone, hanno messo dei soldi in operazioni a rischio. Vediamo di essere chiari: questi signori prendevano il 7-8% di interessi, avevano assunto delle obbligazioni subordinate, molto a rischio, ma che gli rendevano molto. Diciamo le cose come stanno".

Dei bond emessi dalle 4 banche, il cui ammontare il decreto del Governo Renzi ha azzerato, solo in due casi si arrivava a rendimenti di poco superiori ai Btp, mentre nella stragrande maggioranza dei casi, anche per precise responsabilità della Consob e del presidente Vegas, da dimissionare subito per giusta causa, che - su precisa richiesta dell’Abi, delle banche e di Assonime - ha abrogato gli scenari probabilistici, per evitare che il risparmiatore fosse consapevole di quante possibilità di guadagno o di perdita avesse quell’investimento, mentre la stragrande maggioranza dei rischiosissimi bond subordinati, erano ad altissimo rischio e basso rendimento.

Infatti, il 30 ottobre 2013, Etruria emette un bond subordinato con cedola al 5%, nello stesso periodo Intesa Sanpaolo (la prima banca italiana) ne emette uno simile con rendimento effettivo del 6,75 e mentre Banca Intesa vende agli investitori istituzionali, la Banca Etruria del signor Boschi, vende lotti minimi da mille euro negli sportelli ai clienti che si fidavano della stessa banca.

Nello stesso periodo, un Btp decennale rendeva lo 0,81% in più dei bond Etruria: dov'era allora la speculazione? Casi simili ce ne sono a bizzeffe: a maggio 2013 Carichieti emette un bond con cedola al 5%, Unicredit al 6,37%; CariFerrara il 14.12.2013, emette un bond al 3,30% lordo, i tassi Btp decennale rendevano il 4,30%; Banca Marche il 1 giugno 2007 emette un bond all'1,18%, i Btp rendevano il 4,30%; Etruria il 28.9.2007 un bond decennale al tasso del 2,50% a fronte di Btp decennali del 4,30%.

Solo in 2 casi su 15 emissioni, i tassi sui bond emessi da Banca Marche (commissariata il 27 agosto 2013), l'8.11.2012 ed il 12.12.2012 al tasso del 6% ed il 28.6.2013 al tasso del 12,50, i rendimenti erano superiori ai Btp.

Affermare che i risparmiatori truffati siano speculatori avidi che prendevano il 7/8% di interessi è un falso grave ed un gratuito insulto alle famiglie truffate ed espropriate dal governo, costrette a passare sotto le forche caudine di 35mila euro di reddito o ad un massimo di 100mila euro di patrimonio mobiliare, oltre a dover fornire una miriade di documenti contabili già  in possesso delle banche, per avere l'80% dei rimborsi previsti da un beffardo decreto del governo, che prevede di indennizzare, con quegli stessi criteri umanitari paventati dal ministro Padoan ma poi esclusi, non tutti gli espropriati di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara, ma soltanto coloro che hanno effettuato acquisti diretti delle obbligazioni subordinate nelle banche.

Oltre ad aver subito una vera e propria truffa con l'esproprio del loro risparmio, il governo impone dunque ulteriori ed umilianti gironi infernali a quel 6% dei risparmiatori (circa 8 mila su 130 mila), che potrebbero essere indennizzati soltanto se hanno acquistato obbligazioni subordinate prima del 12 giugno 2014, presumendo che dovessero conoscere ciò che Consob e Bankitalia non conoscevano.

A carico di costoro, inoltre, potrebbero gravare costi, commissioni e spese di vario genere

Complimenti ad un governo che, invece di tutelare il risparmio, difende gli interessi delle banche, umiliando, vessando e beffando tantissimi risparmiatori, colpevoli di aver sacrificato una vita per far fronte a una vecchiaia più serena.

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Presidente Adusbef

 


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