olimpiadi roma 2024Secondo Gavin Poynter, professore di Scienze sociali alla East London University e direttore del centro di ricerca universitario LERI, “Le Olimpiadi vengono spesso presentate come opportunità di rigenerazione per la città che le ospita, ma finiscono invece col diventare uno spreco di risorse pubbliche e un ottimo affare solo per le speculazioni private".

Ebbene, in un Paese come l’Italia, divorato da corruzione ed illegalità, con il più imponente debito pubblico, pari a 2.248,8 mld di euro (cresciuto con l’attuale Governo al ritmo di 5 mld al mese), che rappresenta una pesante ipoteca sul futuro dei giovani, viene da chiedersi a chi e a cosa servono le Olimpiadi, di recente giudicate: “fantastiche” dal presidente Renzi, “perché porterebbero soldi alle periferie”.

Se le Olimpiadi o gli eventi sportivi Mondiali possono essere funzionali alle classi politiche ed economiche per appagare il delirio di onnipotenza di immarcescibili saltimbanchi e per molti affari per gli imprenditori, esse spesso vengono utilizzate come potenti armi di distrazione di massa, i cui costi ricadono solo in minima parte sulle televisioni che trasmettono gli eventi sportivi, mentre nella grandissima parte a farsene carico sono le famiglie, già duramente provate dalle gravi crisi economiche, che da anni non risparmiano alcun Paese.

Roma, che non si è ancora ripresa dai mondiali di Nuoto del 2009 che hanno lasciato debiti e macerie ancora tutte da smaltire - dopo le inchieste della magistratura sui “grandi eventi”, le “cricche degli appalti” con  imprenditori e funzionari pubblici coinvolti, il palazzetto delle vele di Calatrava a Tor Vergata (250 milioni di euro per un cumulo di cemento e un ammasso di ferro che potrebbe costare alla fine circa 700 milioni di euro), i 26 milioni di euro per la piscina di Ostia; i 13 milioni di Valco San Paolo o la piscina costruita su suolo pubblico con fondi privati, poi offerta in concessione al Circolo Aniene - ha veramente bisogno delle Olimpiadi?

Come si può verificare dalle tabelle elaborate da Adusbef e da un recente studio della Oxford University, quasi tutte le edizioni dei giochi, oltre a portare debiti, hanno visto raddoppiare il budget iniziale previsto, in media di un + 176%, a partire dalle Olimpiadi di Toronto, del 1976: nonostante l’allora sindaco Jean Drapeau avesse detto che «i giochi olimpici non possono perdere soldi», i costi - inizialmente stimati in 250 milioni di dollari – superarono i due miliardi, al punto che il governo locale fu costretto ad istituire una tassa speciale sui tabacchi per ripagare i debiti, in particolare per la costruzione dello stadio olimpico, tassa cancellata dopo trent’anni, nel 2006.

Tutte le edizioni successive a quella del 1984 hanno generato ingenti perdite per le amministrazioni pubbliche locali e nazionali. In Spagna, il governo, la città e la regione di Barcellona (sede delle Olimpiadi 1988) ci rimisero oltre 6 miliardi di dollari. Ad Atene, il rosso delle casse pubbliche, dopo le Olimpiadi 2004 che batterono tutti i precedenti record di costi, è stato di oltre 10 miliardi (su spese complessive di 15), contribuendo non poco al disastro dei conti del paese. A Pechino – dove i Giochi del 2008 batterono il record di spesa appena stabilito da Atene – il costo netto per le casse pubbliche è stato addirittura di oltre 26 miliardi di dollari.

Adusbef, impegnata da anni a diffondere politiche economiche sostenibili ed una riduzione del debito pubblico, che non ha condiviso notoriamente alcunché del governo tecnico presieduto dal senatore Mario Monti dalla fine del 2011, ritenne (e, a maggior ragione, ritiene oggi) sacrosanta la decisione di far rinunciare Roma alla candidatura Olimpica.

Per offrire un segnale di serietà e rigore nella gestione dei conti pubblici, per evitare che si possa continuare a giocare sulla pelle dei giovani, mentre il Paese non è ancora uscito dalla gravissima crisi economica, etica e morale che da anni lo perseguita, si reiteri quella decisione.

lannutti ridottoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Presidente di Adusbef

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