30. 10. 2020 Ultimo Aggiornamento 29. 10. 2020

Rottamazione cartelle esattoriali: un condono, con disparità di trattamento

Sotto la propaganda dell'abolizione di Equitalia (che risorge come l'Araba Fenice sotto le mentite spoglie di Agenzia della riscossione, con l'Agenzia delle Entrate ancor più vessatoria) e della convenienza alla rottamazione delle cartelle, si sprecano menzogne dozzinali per ingannare i contribuenti.

Nel provvedimento di rottamazione delle cartelle esattoriali, che è sostanzialmente un condono, vi è una evidente disparità di trattamento tra chi non ha ricevuto l'iscrizione a ruolo e la relativa cartella, per non aver pagato il suo debito con l'Agenzia delle Entrate, al quale è consentito ora di beneficiare della cancellazione delle sanzioni e degli interessi di mora, e chi invece, ha aderito alle richieste dell'Agenzia delle Entrate, formulate tramite avviso bonario, per cui non è stato iscritto a ruolo il suo debito, quindi, è obbligato a saldarlo per intero.

Il provvedimento che dovrebbe consentire di non pagare interessi di mora, sanzioni ed eventuali maggiorazioni degli enti locali sulle cartelle ricevute entro il 31 dicembre 2016, con l'obbligo di farne richiesta entro il 31 marzo 2017, con risposta entro il 31 maggio 2017, prevede di poter estinguere il debito fiscale, in cinque rate, tre delle quali (pari al 70% dell'importo) entro fine 2017. Le rimanenti due entro il 30 settembre del 2018.

I contribuenti, che non hanno problemi di liquidità, possono ottenere sconti anche del 40% del dovuto, gli altri devono valutare se è più conveniente chiedere  un prestito alle banche, ammesso che riescano ad ottenerlo, per pagare le cinque rate, oppure tenersi la cartella esattoriale così com’è ed estinguere il debito (interessi di mora e sanzioni comprese) nelle 72 rate mensili previste dalla rateizzazione di Equitalia.

La rottamazione delle cartelle, ideata per incassare circa 1,4 miliardi appostati nella legge di bilancio, invece di aiutare i contribuenti onesti che non hanno avuto possibilità di pagare, per sopraggiunte impossibilità economiche, li continuerà a vessare o gettandoli nelle grinfie delle banche, sempre che abbiano accesso al credito, oppure costringendoli a pagare gli elevati interessi di mora applicati da Equitalia.

Elio Lannutti

Presidente di Adusbef


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