31. 10. 2020 Ultimo Aggiornamento 30. 10. 2020

Telefonia: Adusbef denuncia alle Procure i gestori che hanno accorciato il mese a 28 giorni

La riforma del calendario gregoriano, che ha allungato l’anno a 13 mesi per accorciare il mese a 28 giorni, oltre a configurare una truffa seriale di circa 1,2 miliardi di euro l’anno a danno delle famiglie e degli utenti dei servizi telefonici a fronte di lievi sanzioni per poco più di 1 milione di euro, ha avuto la complicità del governo e del Mise (solo oggi tardivamente, parla di pratiche commerciali scorrette).

Infatti, non solo hanno avallato tale prassi truffaldina, ma bloccano da 29 mesi la class action al Senato, che è l’unico deterrente per offrire azioni collettive di rivalsa contro i truffatori seriali, per evitare comportamenti fraudolenti di imprese, banche, assicurazioni ed offrire ai consumatori vessati e taglieggiati la possibilità di difendersi.

In tal modo, il prezzo comunicato dagli operatori per gli abbonamenti a Internet (e voce) di casa non si riferisce più a un mese ma precisamente a 4 settimane, col risultato che in un anno paghiamo 13 'mensilità' invece che 12, con un incremento dell'8,6% rispetto al passato, ed un aggravio tangibile, su un consumo medio telefonico, di ben 35 euro l'anno per ogni famiglia.

Adusbef, - che dopo aver presentato una petizione su Change.org  per cercare di bloccare l’indebita fatturazione aggiuntiva di un mese, ha presentato esposti-denunce alle maggiori Procure della Repubblica, ipotizzando i reati delittuosi di truffa ed appropriazione indebita - è impegnata a far restituire agli utenti frodati l’indebito lucro, frutto di inaccettabili fatturazioni truffaldine, che per gli ultimi 18 mesi ammonta ad almeno 1,8 mld, che devono essere restituiti o compensati agli abbonati.

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Fondatore di Adusbef


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