25. 09. 2020 Ultimo Aggiornamento 25. 09. 2020

Ora anche Deutsche Bank dà lezioni all’Italia

Deutsche Bank, la banca tedesca a rischio sistemico con una colossale esposizione in derivati di 55.000 miliardi al 30 settembre 2016, ossia 15 volte il Pil della Germania ed oltre 2.000 volte la sua capitalizzazione in borsa, con il sistema bancario tedesco che pone il maggior grado di rischi di contagio esterno in proporzione ai rischi interni (seguono Francia, Regno Unito e Usa), si permette di dare lezioni all’Italia, che rappresenta il principale fattore di rischio per la stabilità dell’Eurozona, superiore a quello posto dalla Francia, che pure tra due mesi andrà alle urne per eleggere il nuovo presidente, secondo un report agli investitori di Marco Stringa, senior economist della banca teutonica.

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I salvataggi di Mps e di altre banche con i soldi dei contribuenti favoriscono gli speculatori? Urgono chiarimenti

mps bancheL’azzardo morale dei banchieri e di Bankitalia per salvare Mps, che costerà 20 miliardi di euro di delega in bianco, graverà per 333,3 euro pro-capite per ognuno dei 60 milioni di italiani, incrementando il debito pubblico, che a novembre 2016 è arrivato a 2.229,4 mld di euro, con un aumento di 123 mld col governo Renzi, non può avere ombre su speculatori che tanto per cambiare, sono favoriti.

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L’Aci sanzionata dall’Antitrust per 3 milioni per violazione del codice del consumo

I veti di Confindustria e degli altri potentati economici, degli ex monopolisti elettrici e del gas, di banche, assicurazioni e delle sedicenti autorità di vigilanza, che hanno bloccato al Senato una buona legge sulla class action (primo firmatario l’on. Alfonso Bonafede) dopo che era stata approvata 15 mesi fa dalla Camera dei deputati all’unanimità, rendono i consumatori più vulnerabili, impossibilitati ad azionare rivalse collettive verso comportamenti fraudolenti dei fornitori di beni e/o di servizi.

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Banche: Abi mette in liquidazione Pattichiari.it sito che ingannava utenti-risparmiatori

Patti Chiari 1 e 2, un costosissimo sito di informazione predisposto dall’Abi, Associazione bancaria italiana, allegramente finanziato dagli istituti di credito per reclamizzare con la massima affidabilità, ossia la bollinatura della tripla “A” alcuni rischiosissimi bond quali Lehman Brothers ed altri 57 titoli tossici di istituti di credito già falliti o salvati da interventi pubblici, viene finalmente messo in liquidazione.

Il tutto, nonostante l’operazione gattopardesca e camaleontica di restyling, denominata Patti Chiari 2, presieduta dal prof. Filippo Cavazzuti, reclamizzata nella conferenza stampa del 27 aprile 2009 a Milano, che, oltre a coinvolgere 13 associazioni di consumatori nel protocollo di intesa con l’Abi-Patti Chiari, tutte iscritte al CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori Utenti), istituiva un pomposo comitato di Consultazione, presieduto dal Prof. Pippo Ranci, con  il Prof Guido Alpa, gli avv.Ettore Battelli e Luciano Fanti, il dottor Stefano Godano ed il dottor Giustino Trincia; il  prof. Paolo Legrenzi, l'avv. Maria Stella Anastasi, i prof. Marco Gambaro, Paolo Onofri, Lorenzo Sacconi e la dott.ssa Anna Vizzari.

Adusbef e Federconsumatori - dopo aver denunciato il sito ‘fraudolento’ istituito dall’Abi, finanziato dalle banche per  ricostruire la reputazione perduta dopo la lunga catena di scandali e crack finanziari ed industriali, che avevano disseminato un milione di vittime del risparmio tradito - si erano rifiutate di essere complici di un’intesa contro i diritti di risparmiatori utenti ed avevano chiesto alla stessa Abi lo scioglimento di Patti Chiari 1 e 2 e di mettere mano al portafoglio, non per prezzolare i consensi, ma per risarcire le decine di migliaia di vittime di Patti Chiari, truffate da un sito che reclamizzava come affidabili gli investimenti con sottostante Lehman Brothers ed altri 57 titoli tossici, pubblicizzandoli con la massima affidabilità fino 15 settembre 2008, ossia due giorni dopo il fallimento della stessa Lehman Brothers.

Con quattro anni di ritardo, dunque, l’Abi  mette in liquidazione il portale Pattichiari.it nato nel 2003 per migliorare la reputazione degli istituti di credito crollata ai minimi dopo i tanti casi – Cirio, Parmalat e Tango bond in testa – di risparmio tradito, come emerge da una comunicazione pubblicata sullo stesso sito: “Il consorzio PattiChiari ha per oggetto la gestione ad esaurimento delle attività nonché l’esercizio di servizi ad esse connessi”.

La credibilità di Patti Chiari, criticata già all’atto della sua nascita da associazioni che si battono per la tutela dei diritti di utenti-risparmiatori-investitori, Adusbef in testa, viene irrimediabilmente minata lunedì 15 settembre 2008: mentre nella mattinata la Lehman Brothers dichiara il fallimento, sul portale Pattichiari.it ancora nel primo pomeriggio venivano pubblicizzati come sicuri ed affidabili i  14 titoli emessi dalla banca, con i bond Lehman segnalati, con un rating A+, nella lista “Obbligazioni a basso rischio e a basso rendimento”, stilata periodicamente dal consorzio, procurando così un gravissimo danno a decine di migliaia di risparmiatori. Il tutto mentre lo stesso sito giudicava come ad alto rischio i titoli di stato italiani come i Btp.

Solo il 28 ottobre 2008, Patti Chiari decide di sospendere il servizio e, quindi, la pubblicazione delle “Obbligazioni a basso rischio e a basso rendimento”, per rilanciare con la complicità di accademici ed associazioni di consumatori Patti Chiari 2, al quale aderiva l’82% degli istituti bancari italiani, il cui destino era già stato segnato sia dalle denunce di inaffidabilità e da citazioni  nei Tribunali nelle cause risarcitorie sui bond Lehman, che dalla conseguente defezione di 50 banche dal Consorzio, con il colpo di grazia finale inferto dall’Antitrust, che segnalava  l’esigenza di aumentare: “tasso di mobilità della clientela, introducendo un termine massimo di 15 giorni per il trasferimento del conto corrente e prevedendo un risarcimento al cliente in caso di ritardi addebitati alla banca”, auspicando anche lo sviluppo di motori di ricerca indipendenti dalle banche “che consentano al consumatore un più agevole confronto tra i servizi bancari offerti dai diversi operatori”.

Adusbef e Federconsumatori, soddisfatte dalla pur tardiva decisione, stigmatizzano i comportamenti collusivi che hanno prodotto danni enormi ai tanti risparmiatori ingannati e raggirati dall’Abi e dalle banche.

Elio Lannutti - Presidente Adusbef

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