29. 09. 2020 Ultimo Aggiornamento 28. 09. 2020

Conversione in legge del decreto 59: ennesimo regalo del governo Renzi alle banche

banche etruria carife marche banca carichietiLa conversione del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, recante disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione, sul quale è stata messa l’ennesima fiducia, rappresenta l’ennesima beffa per 130.000 famiglie espropriate da Bankitalia e dallo Stato con il famigerato decreto del 22 novembre 2015.

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Bond tossici: 130 mila famiglie truffate. E anche bistrattate dal governo

banche etruria carife marche banca carichietiOltre al danno subito dall'esproprio criminale del risparmio da parte di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti, 130.000 famiglie devono anche subire l'insulto di essere state avide speculatrici perché, come ha detto nei giorni scorsi il premier Matteo Renzi, "Quelli delle 4 banche vogliono il rimborso totale dei loro soldi che non ci potrà essere, perché signori, queste diecimila persone, hanno messo dei soldi in operazioni a rischio. Vediamo di essere chiari: questi signori prendevano il 7-8% di interessi, avevano assunto delle obbligazioni subordinate, molto a rischio, ma che gli rendevano molto. Diciamo le cose come stanno".

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Lannutti batte Consob in Cassazione. Annullata maxi multa da 100 mila euro

Nel pomeriggio di ieri, le agenzie di stampa e l’Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari Finanziari e Assicurativi (Adusbef) hanno dato notizia dell’annullamento da parte della Corte di Cassazione della sanzione di 100 mila euro comminata dalla Consob nel 2009 a Elio Lannutti, presidente di Adusbef, dopo averlo accusato di turbativa di mercato, a seguito di alcune dichiarazioni rilasciate ad ottobre 2007 sui titoli Unicredit.

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Derivati. Corte dei conti quantifica danno di 3,8 mld, dopo la denuncia di Adusbef e M5S

derivati2Il 1° ottobre 2015, il presidente Adusbef e 90 tra deputati e senatori del M5S, avevano depositato un esposto denuncia alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica di Roma, per denunciare il rifiuto della Direzione Generale del Debito Pubblico di far accedere agli stessi tutti i contratti derivati che impegnano lo Stato italiano nei confronti di note banche d'affari, opponendo il riserbo in conseguenza di generici, pretestuosi e comunque illegittimi motivi di opportunità.

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