31. 10. 2020 Ultimo Aggiornamento 31. 10. 2020

Decreto salva-banche: 130 mila piccoli azionisti sul lastrico

Il sistema bancario italiano, tra i più vessatori, opachi e costosi, che applica costi di gestione dei conti correnti pari ad una media annua di 318 euro, contro 114 nella Ue, tutelato in maniera aperta ed immorale dalla Banca d’Italia, che per interi decenni ne ha propagandato e garantito la solidità, si è svegliato bruscamente domenica 22 novembre 2015, con il Governo che ha emanato – sotto diretta dettatura – uno sconsiderato decreto legge (D.Lgs. n. 180/2015) in vigore dal giorno dopo, per il salvataggio delle prime (e non certo ultime) quattro banche italiane, che ha gettato sul lastrico, (bruciando i risparmi di una vita, a volte di 2 generazioni), almeno 130.000 azionisti di Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti.

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Antitrust infligge sanzioni per 6 milioni a 7 imprese di luce e gas per attivazione di forniture non richieste

Nel corso del mese di novembre, l’Antitrust ha chiuso sette procedimenti sulle modalità di offerta e conclusione dei contratti a distanza di energia elettrica e gas naturale nel mercato libero, ovvero quelli raccolti attraverso la rete degli agenti porta-a-porta e attraverso il canale telefonico (il cosiddetto teleselling). Le imprese interessate sono: Enel Energia, Eni, Acea Energia, Hera Comm, GdF Suez Energie, Green Network e Beetwin. Nel complesso, sono state irrogate sanzioni per oltre sei milioni di euro.

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Utili boom per Equitalia, società che toglie il sonno agli italiani

Il Gruppo Equitalia, incaricato dell’esercizio dell’attività di riscossione nazionale dei tributi e contributi, è a totale capitale pubblico (51% dell’Agenzia delle Entrate e 49% dell’Inps) ed è composto da Equitalia spa, Equitalia Giustizia e dai tre Agenti della riscossione presenti sul territorio nazionale (Equitalia Nord, Equitalia Centro, Equitalia Sud), esclusa la Sicilia, dove opera la spa Riscossioni Sicilia.

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Debito pubblico: con il Governo Renzi aumenta di quasi 4,5 miliardi al mese

debito pubblico italianoIl debito pubblico arrivato a 2.191,659 miliardi di euro a settembre 2015, con un incremento  che il ministro Padoan afferma in tutti i consessi internazionali di essere in calo (condizionando in tal modo la grancassa mediatica dell’informazione), continua ad aumentare con il Governo Renzi-Padoan, al ritmo di 4,447 miliardi di euro al mese, ed un gravame occulto di 1.417 euro su ogni cittadino in 19 mesi, di 3.520 su ogni famiglia.

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