18. 11. 2019 Ultimo Aggiornamento 05. 11. 2019

L'an e il quantum dell'inflazione

Categoria: Editoriali

Nel rivedere il paniere dei prodotti su cui è calcolata l’inflazione, l’Istat ha ritenuto di escludere a partire dal 2018 il canone Rai, nel presupposto che, come riporta il comunicato dell’Istat, “le normative hanno assimilato a una tassa da pagare attraverso la bolletta elettrica e non più legata all’acquisto di un servizio (e come tale, quindi, non ricompresa nel dominio di riferimento dei consumi delle famiglie)”.

Peccato che la normativa cui si fa riferimento è la Legge 208/2015 (legge di stabilità 2016) e che, come riportato a suo tempo dal Foglietto, il canone Rai doveva essere eliminato dal paniere dell’inflazione fin dal 2016.

In una recente intervista apparsa sul quotidiano La Repubblica, il responsabile dell’indagine statistica, additato come ‘l’uomo che decide quanto ci costa la vita’ ha dichiarato che “dal 2016, che è il nostro anno di riferimento perché noi aggiorniamo i pesi dei prodotti del paniere tenendo presenti i consumi di due anni prima, il canone Rai non è più un consumo, è una tassa, tant’è vero che si paga con la bolletta”.

A un funzionario pubblico che riveste un ruolo di tale responsabilità, non dovrebbe però sfuggire la differenza che in gergo giuridico si fa tra l’an debeatur e il quantum debeatur.

In altre parole, un conto è dire che si fa riferimento al 2016 per stabilire quanto un prodotto pesa all’interno del paniere e un altro è invece fare riferimento a due anni prima per decidere se deve far parte del paniere.

Come logica vuole, e come prevedono le stesse regole armonizzate europee, un prodotto va escluso dal paniere nel momento in cui si accerta che non fa più parte del dominio di riferimento degli indici dei prezzi al consumo e non dopo due anni.

La difesa d’ufficio del responsabile Istat non sembra, quindi, fugare i dubbi adombrati da Adusbef secondo cui il ritardo con cui l’ente di via Balbo si è ricordato di togliere dal paniere il canone Rai, potrebbe essere legato alla circostanza che sia nel 2016 sia nel 2017 la voce in questione era in diminuzione, rispettivamente del 12% e del 10%.

Come recita l'antico adagio, a pensar male si fa peccato ma …

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