22. 08. 2019 Ultimo Aggiornamento 11. 08. 2019

Se i precari sono l’Italia peggiore, noi siamo dalla loro parte

di Cristiano Fiorentini

Lo scatto d’ira del ministro Brunetta e la frase che ha utilizzato per insultare i precari, in occasione del convegno sull’innovazione, rendono perfettamente il pensiero del Ministro rispetto a quei lavoratori che continuano ad essere fondamentali affinché le pubbliche Amministrazioni, per lo più tutte sotto organico, riescano a fornire servizi ai cittadini.

E già, proprio così, quando si parla di precariato nel pubblico impiego non si parla esclusivamente di diritti negati (diritto al lavoro, al futuro, etc), ma si parla anche di Stato Sociale e di servizi ai cittadini.

D’altronde la missione di Brunetta, neanche tanto nascosta, era proprio quella di destrutturare la pubblica amministrazione, ridurne le competenze e metterla al servizio dell’impresa. E allora giù colpi sulla scuola e sull’università pubblica, sulla sanità, pubblica, sulla ricerca pubblica e chi più ne ha più ne metta.

Ma torniamo all’insulto, “voi siete l’Italia peggiore”. E qual è secondo il ministro quella migliore? Quella delle banche che hanno provocato la crisi e la stanno facendo pagare ai lavoratori, ai giovani, alle famiglie? Oppure gli imprenditori alla Marchionne che mettono sotto ricatto intere città con lo spauracchio della delocalizzazione? Quella è l’Italia “migliore” con la quale immaginiamo stia il ministro Brunetta.

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Gli ispettori affondano il Cnr di Maiani. Il Foglietto aveva visto giusto

di Rocco Tritto

Prima che Filippo D’Alterio e Patrizia Padroni, dirigenti dei Servizi Ispettivi della Ragioneria generale dello Stato, l’11 maggio del 2010 mettessero piede a piazzale Aldo Moro per effettuare una verifica amministrativo-contabile a carico del Cnr, era stato Il Foglietto di Usi/RdB a denunciare il contenuto di molteplici atti e provvedimenti di dubbia legittimità adottati dal più grosso ente di ricerca italiano.

Ora, tutti gli articoli del nostro settimanale sono stati legittimati dai risultati dell’ispezione ministeriale, contenuti in una Relazione di 104 pagine, con 83 documenti allegati.

La Relazione è già stata trasmessa dal Ragioniere Generale dello Stato Mario Canzio sia al Miur che alla Corte dei Conti, avendo ravvisato ipotesi di danno erariale.

Il Foglietto, a differenza di qualche altro sindacato che dopo avere ignorato per anni ciò che accadeva al Cnr ora grida demagogicamente allo scandalo, è in grado di documentare la sua azione di vigilanza, di denuncia e di tutela dei diritti dei lavoratori, a partire dalla inquietante vicenda della Fondazione Monasterio di Pisa, mettendo a confronto il contenuto dei suoi numerosi articoli (ben 18) con quanto riportato nella Relazione degli Ispettori.

Possiamo affermare e dimostrare (cosa che Il Foglietto farà anche nelle prossime settimane), senza tema di smentite, che la gran parte delle irregolarità rilevate dagli Ispettori erano state già messe a fuoco da Usi/RdB, senza che nessuno, ma proprio nessuno, dei sindacati di stanza al Cnr, trovasse da obiettare.

Mai come in questa vicenda, appare opportuno rammentare ai nostri  lettori che il vecchio aforisma “diffidate delle imitazioni” è tuttora valido. E non è caduto in prescrizione.

Lo stralcio della Relazione sulla Fondazione Monasterio/Cnr

Gli articoli del Foglietto sulla Fondazione Monasterio/Cnr: [1], [2], [3], [4], [5], [6], [7], [8], [9], [10], [11], [12], [13], [14], [15], [16], [17], [18]

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