26. 11. 2022 Ultimo Aggiornamento 26. 11. 2022

Conti e gestione shock all’Agenzia spaziale italiana. Urge commissariamento

Categoria: Fogliettino

di Alex Malaspina

La Relazione della Corte dei conti sulla gestione finanziaria 2010 e 2011 dell’Agenzia spaziale italiana, si è abbattuta come un macigno sui vertici dell’ente pubblico nato nel 1988 per promuovere, sviluppare e diffondere la ricerca scientifica e tecnologica applicata al campo spaziale e aerospaziale.

Dalla lettura del corposo documento, reso pubblico dalla magistratura contabile lo scorso 20 febbraio, emergono aspetti molto preoccupanti nella gestione dell’Agenzia, che appare a un passo dal default.

Innanzitutto, il disavanzo finanziario, schizzato da 61,5 milioni alla fine del 2010 a 153,4 alla fine di dicembre 2011. Anche il conto economico è da brivido, avendo fatto registrare per il 2011 un profondo rosso di 183,3, a fronte di 154,4 dell’annualità precedente.

Anche in questo caso, come già avvenuto per l’Istituto nazionale di statistica, la Corte dei conti richiama la precisa disposizione di legge (art. 15 comma 1 bis del decreto legge 98/2011, convertito in legge 111/2011) in base alla quale "nei casi in cui il bilancio di un ente sottoposto alla vigilanza dello Stato presenti una situazione di disavanzo di competenza per due esercizi consecutivi, i relativi organi, ad eccezione del collegio dei revisori o sindacale, decadono ed è nominato un commissario".

Ma i rilievi dei magistrati contabili non si esauriscono alla gestione economico-finanziaria dell’ente presieduto da Enrico Saggese, riproposto al vertice dell’ente dal ministro Gelmini nell’agosto del 2011, e successivamente designato dal cda dell’Agenzia a presiedere anche la società partecipata Cira.

Anche questa incredibile vicenda, infatti, non è sfuggita all’attenzione della Corte dei conti, che nella Relazione al Parlamento scrive: “La deliberazione (di nomina di Saggese, ndr) è stata assunta con la partecipazione di due soli dei componenti del Collegio, in quanto uno dei tre membri presenti del Consiglio di Amministrazione si era allontanato per evidente conflitto di interessi. Sulla vicenda, a seguito di una segnalazione di questa Corte all’Amministrazione vigilante, è intervenuto il Ministro che, con nota del 12 aprile 2012 ha evidenziato che, in linea di massima, ‘sarebbe opportuno che, per quanto attiene la nomina degli organi di Governance delle società partecipate dall’Asi, le designazioni avvengano tra soggetti diversi da quelli che fanno già parte del Consiglio di Amministrazione, in qualità di Presidente o di Consigliere, dell’Agenzia stessa’. Inoltre ha suggerito ‘di procedere alle predette designazioni attraverso appositi avvisi pubblici: questa procedura, infatti, consente da un lato di garantire la piena applicazione del principio di trasparenza e, dall’altro, di poter effettuare le designazioni selezionando nell’ambito di un’ampia rosa di candidature, valutate in base all’elevata e qualificata professionalità’. Il Consiglio di Amministrazione con delibera del 13 novembre 2012, disattendendo le indicazioni espresse dal Ministro, ha designato il Presidente dell’Asi per la nomina a Presidente della società partecipata Cira. A tutt’oggi non si conoscono le determinazioni del Ministro in ordine a tale situazione”.

Abbondano, poi, altre censure su vicende amministrative dell’ente di viale di Villa Grazioli come consulenze, costruzione della nuova sede e indennità erogate al personale.

In tema di incarichi, leggesi nella Relazione che “A seguito di una ispezione disposta dal Ministero dell’Economia è stato contestato un incarico di consulenza giuridica affidato e reiterato nel corso degli anni ad un Avvocato Generale dello Stato, per problematiche  prevalentemente connesse al contenzioso e per tematiche legali in materia contrattualistica e normativa”.

Quanto alla edificanda nuova “casa” dell’Asi, la Corte segnala che “Per la realizzazione della nuova sede dell’Agenzia è stata stipulata nel 2004 una convenzione con l’Università di Tor Vergata per la concessione all’Asi del diritto di superficie. I lavori per la realizzazione della nuova opera sono stati realizzati per circa il 90%; le spese nel 2010 sono state di euro 29,4 mln e nel 2011 di 611,2 mln. L’Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici, in risposta ad una richiesta della Procura Regionale per il Lazio, con recentissima deliberazione n. 109 del 19 dicembre 2012, ha rilevato una serie di illegittimità ed irregolarità connesse all’affidamento ed alla conduzione dell’appalto”.

Anche l’erogazione di una indennità al personale è finita nel mirino dei giudici contabili, che così scrivono: “ Il personale di ruolo e quello a tempo determinato, equiparato per contratto al personale di ruolo, percepiscono uno speciale trattamento economico, prevedendo l’art.18 del regolamento del personale la corresponsione di un compenso pari al 30 per cento del trattamento retributivo fondamentale. La relativa spesa è stata nel 2010, per il personale a tempo indeterminato, di euro 785 mila, per quello a tempo determinato di euro 247 mila e per quello comandato di euro 18 mila. L’erogazione di tale trattamento, utile ai fini previdenziali e dell’indennità di anzianità, comporta la valutazione della professionalità, delle esperienze maturate e dell’impegno profuso dal personale per lo sviluppo di specifiche attività.  Va, peraltro, evidenziato che nel corso degli anni la concessione del compenso ha avuto una applicazione ampia e generalizzata senza alcun effettivo controllo sul conseguimento degli obiettivi programmati”.

Sempre vivo, poi, è l’annoso contenzioso con l’Università La Sapienza di Roma in merito alla gestione del Centro Spaziale di Malindi "Luigi Broglio, che nel 2010 ha visto l’ateneo della capitale ottenere un pignoramento nei confronti dell’Asi per ben 3 milioni di euro.

Le critiche non hanno risparmiato neppure la contabilità dell’ente, dal momento che – evidenziano i giudici – “Si sono, infine, rilevate alcune criticità sul piano della regolarità della contabilità economico-patrimoniale, avuto riguardo in particolare: - all’operato “ricalcolo” degli ammortamenti, pur in difetto delle circostanze eccezionali cui il mutamento del criterio di contabilizzazione deve intendersi subordinato; alla mancanza di corrispondenza fra la situazione dei conti di apertura dell’esercizio 2010, in relazione agli avanzi economici portati a nuovo, e quella emergente dal consuntivo 2009, con effetti incidenti, alla luce delle deduzioni formulate, in proposito, dall’Agenzia, non tanto sul patrimonio netto al 31/12/2010 quanto, piuttosto, sul risultato economico dell’esercizio 2010”.

Ce n’è abbastanza, insomma, perché l’Asi diventi una priorità assoluta non solo per colui che, a breve, sarà il nuovo titolare del ministero della Ricerca, ma anche per il Parlamento.


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