23. 10. 2017 Ultimo Aggiornamento 20. 10. 2017

Ecco quando l’assegnazione di nuovi compiti è indice di demansionamento

Con un ricorso al Tar Marche, un lavoratore dipendente sosteneva l’illegittimità del provvedimento con il quale l’amministrazione aveva mutato il suo incarico che, a suo dire, rappresentava un demansionamento, atteso che sarebbero mutate in pejus le proprie condizioni lavorative sia in relazione alle mansioni di provenienza, sia in relazione alle mansioni normativamente previste per la qualifica ricoperta.

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Il comportamento diseducativo di un dipendente giustifica il licenziamento

E' giustificato il licenziamento di un lavoratore per la sua reazione scomposta con ingiurie, minacce di scontro fisico rivolte al datore di lavoro, in presenza di colleghi ed estranei, con grave danno all'immagine del datore di lavoro stesso, nonché per il particolare "disvalore ambientale" riconoscibile nella condotta addebitata, in quanto idonea ad assurgere per i dipendenti più giovani a modello diseducativo e disincentivante dall'adempimento degli obblighi di lavoro e di reciproco rispetto.

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Diritto di accesso anche a “nominativi” e “importi percepiti”

Il Tar Lazio, sez. III bis, con sentenza n.9176 del 1° agosto 2017, ha dato un ulteriore contributo alla definizione del contenuto e dei limiti del diritto di accesso ex lege 241/90. Nella fattispecie, l’interessato ha impugnato il diniego dell’Istituto Ipssor Tor Carbone, che non gli aveva consentito l’accesso ai documenti circa la valutazione comparativa dei destinatari del bonus docenti con le relative attività valutate e le somme riconosciute.

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Redditi dei dirigenti pubblici on line: sì o no? Deciderà la Consulta

Gli incarichi dei dirigenti pubblici, per quanto riguarda la pubblicazione dei redditi e delle situazioni patrimoniali, non sembrano equiparabili a quelli dei titolari di incarichi politici. E’ questo il dubbio espresso dal Tar Lazio, sez. I quater, che, con ordinanza 19 settembre 2017, n.9828, ha rinviato la questione all’esame della Corte Costituzionale, che dovrà decidere sulla legittimità o meno dell’art.14, comma 1 bis e comma 1 ter del Dlgs, n.33 del 2013.

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C'è mobbing solo se i comportamenti ostili sono sistematici e reiterati nel tempo

L’orientamento della Corte di Cassazione in materia di mobbing non accenna a mutare se è vero, come è, che i comportamenti del datore di lavoro o del superiore gerarchico - che finiscono per assumere forme di ostilità, da cui può conseguire la mortificazione morale e l'emarginazione del dipendente, con effetto lesivo per il suo equilibrio fisiopsichico e del complesso della sua personalità, per poter essere censurabili nelle aule di giustizia - devono essere sistematici e protrarsi nel tempo.

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Comunicazione verbale tra due candidati giustifica l’esclusione dal concorso

Colta a conferire con un’altra candidata il giorno della seconda prova scritta del concorso per notaio, una candidata è stata immediatamente esclusa dalla procedura selettiva. Il ricorso proposto dall’esclusa al fine di evitare il maturare di una inidoneità (conseguente all’esclusione), onde vedersi garantita la possibilità di accedere ad ulteriori tre procedure concorsuali per la nomina a notaio, è stato respinto dal Tar, che ha considerato, senza mezzi termini, le argomentazioni sviluppate dalla ricorrente a sostegno della propria richiesta “non meritevoli di alcun margine di apprezzamento” (Tar Lazio, sez. I, 5 giugno 2017, n.6520).

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