15. 12. 2018 Ultimo Aggiornamento 16. 11. 2018

Una minaccia al superiore gerarchico costa il licenziamento a un dipendente dell’Università Roma Tre

Con sentenza 6 novembre 2017, n.26273, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, confermando la precedente sentenza n.4299/2015 della Corte d’Appello di Roma, ha rigettato il ricorso di un dipendente dell’Università Rona Tre, che aveva impugnato il licenziamento comminatogli per aver rivolto grave minaccia al superiore gerarchico in presenza di terzi, ingenerando un clima di timore nell’ambiente di lavoro per le eventuali conseguenze derivanti dalle sue intemperanze.

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Il dipendente subordinato a un collega di qualifica inferiore ha diritto al risarcimento danni

Con ordinanza n. 24356/17, depositata il 16 ottobre 2017, la Corte di Cassazione – Sezione Lavoro – ha accolto il ricorso proposto da un dipendente pubblico che aveva chiesto il risarcimento del danno biologico da inabilità temporanea per sindrome ansioso-depressiva, provocata dalla posizione di subordinazione ad un collega con qualifica inferiore.

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Il Senato accademico nega l’emeritato all’ex Rettore: ok da parte del Tar

Di emeritato ci siamo già occupati in passato su questo giornale, commentando alcune sentenze dei giudici amministrativi. Il fatto che questi vengano, come nel caso di cui ci occuperemo tra poco, ancora chiamati a dirimere una controversia relativa alla mancata attribuzione di questo riconoscimento non fa che confermare quanto da noi detto e ripetuto, l’essere cioè il titolo in questione il più ambito in ambito accademico, dove è da tutti percepito come il coronamento di una carriera prestigiosa.

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Sorpresa: gli incentivi per funzioni tecniche possono far “dimagrire” il salario accessorio

La Sezione regionale di controllo per la Liguria della Corte dei conti ha ravvisato la necessità di un’interpretazione uniforme della normativa disciplinante gli incentivi tecnici, ai fini del rispetto dei limiti di spesa del personale e, pertanto, ha rimesso al Presidente della stessa Corte dei conti la valutazione dell’opportunità di deferire alla Sezione delle autonomie o alla Sezioni Unite la seguente questione di massima di interesse generale: «se gli incentivi tecnici di cui al comma 2 dell’art. 113 del d.lgs. n. 50 del 2016, debbano essere ricompresi nel computo della spesa rilevante ai fini del rispetto … del tetto di spesa previsto dall’art. 1, comma 236, della legge n. 208 del 2015».

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Legge 104: cambio di sede al lavoratore, anche se non convive con il congiunto disabile

Il lavoratore ha diritto a essere trasferito in un’altra città, ai sensi dell’art. 33, comma 5, della legge 104/92, per assistere il padre disabile, in condizioni di gravità, anche se non convive con lui. La scelta può essere effettuata non solo al momento dell’assunzione ma anche nel corso del rapporto di lavoro. Questo diritto va, comunque, fatto valere contemperando le esigenze organizzative del datore di lavoro, che ha l'onere di provare le circostanze ostative al suo esercizio.

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