Categoria: Lavoro

di Adriana Spera

La battaglia dei ricercatori dell'Ispra continua dopo circa tre settimane da quando sono saliti sul tetto del loro ente per denunciare una situazione che li vede da anni operare di fatto come lavoratori subordinati, seppure con contratti che variano di rinnovo in rinnovo con un alternarsi di borse di studio e assegni di ricerca, contratti di collaborazione, sempre portati avanti alle dipendenze del medesimo ente, sotto la spada di Damocle di un mancato rinnovo. Nei mesi scorsi non sono stati rinnovati i contratti a ben 250 ricercatori ed altri 200 rischiano la medesima sorte il 31 dicembre prossimo. Qualche giorno fa, finalmente i ricercatori Ispra, sostenuti da Usi/RdB, hanno ottenuto incontri informali con i presidenti delle commissioni Lavoro, Ambiente e Cultura, Scienza e Istruzione di Camera e Senato, dove hanno ribadito che la loro non è solo una vertenza di lavoro ma è una questione nazionale che investe direttamente il problema della ricerca e della protezione ambientale, che necessita di un serio investimento anche al fine di uscire da una situazione drammatica in cui si interviene sempre ex-post dopo le catastrofi anziché fare un monitoraggio ed una prevenzione continua per evitare gli attuali alti costi in termini di vite umane e di risorse. Il territorio romano sta sposando la causa dei lavoratori precari dell'Ispra, associazioni e movimenti stanno dando un loro fattivo sostegno ed anche i Municipi, come già avvenuto nel XVIII e nel XIX,  stanno approvando mozioni a favore di una rapida soluzione della loro vertenza.

Editoriale de Il Foglietto di Usi/RdB n. 43 del 9 dicembre 2009

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