27. 09. 2021 Ultimo Aggiornamento 27. 09. 2021

Fare stalking può costare molto caro

Categoria: Lavoro

di Flavia Scotti 

Nei giorni scorsi, il Tribunale Amministrativo Regionale della  Sicilia - Sezione Staccata di Catania - ha emesso una importante sentenza (n. 1289 del 29 aprile 2010, Pres. Campanella, Est. Messina), in materia di molestie (c.d. stalking).

Per i giudici amministrativi, ai fini dell'applicazione della misura dell'ammonimento da parte del Questore, prevista dall'art. 8 del decreto legge 23 febbraio 2009 n. 11, convertito in legge n. 38/2009,  non è necessario che si sia raggiunta la prova del reato, essendo sufficiente fare riferimento ad elementi dai quali è possibile desumere un comportamento persecutorio o gravemente minaccioso che ha ingenerato nella vittima un forte stato di ansia e di paura.

Diversamente opinando - scrivono i giudici togati - ovvero se si richiedesse alla vittima di fornire prove tali da poter resistere in un giudizio penale, la previsione dell'ammonimento avrebbe scarse possibilità di applicazione pratica, atteso che le condotte integranti lo stalking, per loro natura, si consumano spesso in assenza di testimoni.

E' legittimo - concludono i giudici - il provvedimento dell'ammonimento adottato dal Questore nei confronti di un dipendente pubblico, coniugato, che ha avuto una relazione sentimentale con altra dipendente e che, a seguito della rottura della relazione, ha compiuto degli atti dai quali può desumersi un comportamento persecutorio che ha comportato un "perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero … fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva", così come risulta da certificazioni mediche (attestanti "crisi ansioso-depressive con disturbi di insonnia").

Si tratta di una decisione che dovrebbe scoraggiare quanti, con comportamenti riprovevoli, sono dediti, nei confronti soprattutto delle donne, alla pratica violenta delle molestie, che l'Autorità giudiziaria dovrebbe punire con maggiore severità, qualora il ricorso all'ammonimento - finalizzato a porre fine alle azioni illecite - risultasse del tutto infruttuoso.


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