24. 04. 2019 Ultimo Aggiornamento 04. 04. 2019

Bandi creativi del Cnr: a chi serve quella figura professionale?

La lettera

Caro Direttore, come al solito Il Foglietto è fonte di preziosissime informazioni che, alcune volte, hanno veramente un qualche cosa di sbalorditivo. Mi riferisco alla lettera della dr.ssa agronoma Giuseppina Esposito, pubblicata sul numero di martedì 25 settembre 2012, che ha suscitato la  mia attenzione e di conseguenza la mia curiosità, motivo per il quale sono andato a leggermi il bando di cui, per la verità, non ero neanche a conoscenza.

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Anziché licenziare, meglio abolire gli incarichi esterni

La lettera

Caro direttore,

il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, prof. Elsa Fornero, rilascia dichiarazioni  sulla possibilità di licenziare i dipendenti pubblici, auspicando che nelle prossime modifiche normative sia previsto qualcosa di simile a quello che è stato fatto per i dipendenti privati.

Sorgono due domande: la materia di cui si occupa il prof. Ministro Fornero è così leggera da consentire divagazioni su temi di competenza di altro Ministro? E poi: perché il Ministro prof., prima di pensare a licenziare chi lavora, non suggerisce al Suo Collega che si occupa dei pubblici dipendenti di sopprimere le disposizioni che potrebbero favorire ingressi preferenziali, senza concorsi, di persone da gratificare con stipendi ad hoc?

L'art. 19.6 della legge base che oggi disciplina il pubblico impiego (decreto legislativo n.165 del 2001) permette di attribuire incarichi dirigenziali anche ad esterni all'Amministrazione, integrandone il trattamento economico con "una indennità commisurata alla specifica qualificazione professionale, tenendo conto della temporaneità del rapporto e delle condizioni di mercato relative alle specifiche competenze professionali".

E allora, da tecnici a politici il passo è breve, ma la fretta è cattiva consigliera, e, specie se il piatto piange, il silenzio è d'oro.

Lettera firmata - Roma

Sulle stanze del presidente le precisazioni dell’Istat

La lettera

L'articolo "Istat, un presidente con tre stanze presidenziali", pubblicato sul Foglietto del 3 luglio 2012 riporta alcune inesattezze. In primo luogo, le stanze a cui si fa riferimento nelle sedi di via Tuscolana e di viale dell'Oceano Pacifico non sono ad uso "esclusivo" del Presidente, ma a disposizione di tutti i direttori che, avendo i propri uffici altrove, abbiano bisogno di lavorare nelle due sedi sopra indicate.

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Crisi. Anche al Cnr servono tagli

Caro Direttore,

come, purtroppo, è ben noto il nostro Paese (e non solo il nostro) sta attraversando un periodo finanziario davvero difficile. L’economia vede un momento di gravissima contrazione che si riflette negativamente su tutti gli strati sociali costringendoci a sacrifici che impongono vere e proprie revisioni degli stili di vita personali.

Dall’altra parte il Governo, per fronteggiare la crisi, continua a imporre drastici tagli alla spesa pubblica e nuovi balzelli per noi italiani mentre il Parlamento proprio non ne vuole sapere di abolire il Rimborso pubblico ai partiti.

Fortunatamente in tutto questo doloroso caos finanziario leggo con piacere sul Il Foglietto del 22.5.2012 un lodevole “comportamento” che potrebbe fungere da buon esempio per altri casi futuri: la rinuncia ufficiale, da parte del Presidente del Cnr, di un consulente da 90.000 euro annui.

C’è una cosa, però, che in questo momento di ristrettezza economica stride e mi sorprende da parte del più grande Ente di Ricerca: l’erogazione di fondi (per centinaia di migliaia di euro all’anno) a favore delle cosiddette Attività Ricreative e Culturali per i dipendenti.

Come mai la Dirigenza del Cnr. non ha ancora deciso di sospendere, almeno fino a quando la crisi non rientra, tali erogazioni viste anche le difficoltà economiche in cui si battono quotidianamente molti Istituti? Penso che le settimane bianche ed i teatri possano aspettare tempi migliori. Lei cosa ne pensa?

Salvatore Patrizio - Cnr Napoli

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