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Lunedì, 16 Mar 2026

HIVUn team di ricercatori, coordinato dal dottor Nicola Della Ca’ del Dipartimento di Chimica dell’Università di Parma, ha messo a punto un’efficace strategia per la preparazione di nuove molecole attive nei confronti del virus Hiv, responsabile dell’Aids.

L’importante risultato - si legge in un comunicato dell’Ateneo parmense - è stato raggiunto dopo anni di studi condotti dallo stesso Della Ca’ nel campo della catalisi, sotto la guida del professor Mirco Costa, di recente collocato in quiescenza.

L’attività di ricerca ha coinvolto altre istituzioni scientifiche italiane, in particolare, le Università della Calabria (prof. Bartolo Gabriele), di Roma Tor Vergata (dott.ssa Beatrice Macchi), di Messina (prof. Roberto Romeo ) e dell’Istituto di Farmacologia Traslazionale del Cnr (dott. Antonio Mastino).

I risultati delle ricerche sono stati oggetto di un brevetto - di cui sono titolari sia l’Università di Parma (per una quota del 40%) che le altre istituzioni coinvolte negli studi - che permetterà sia l’avvio dei test in vivo sulle molecole ottenute, sia la ricerca di molecole ancora più attive per il trattamento dell’Aids.

“Attualmente - sottolineano gli autori della ricerca scientifica - l’assenza di una terapia profilattica e la mancanza di vaccini in grado di trattare o di prevenire lo sviluppo dell’Aids accrescono l’esigenza di nuovi farmaci anti-Hiv, che siano efficaci, poco tossici e non concorrano alla formazione di forme resistenti. Le ricerche condotte hanno permesso di individuare una nuova classe di principi attivi, caratterizzati da una specifica attività anti-Hiv e da un grado di tossicità particolarmente basso, che potrà pertanto consentire di effettuare trattamenti anche prolungati, minimizzando gli effetti collaterali sul paziente. I test farmacologici condotti in vitro hanno dimostrato come le nuove molecole presentino un rapporto tra attività anti-Hiv e tossicità molto favorevole, anche superiore a quello di molecole antivirali attualmente presenti in commercio come Etravirina e Ripilvirina”.

Chissà se le nuove molecole nate da una ricerca pubblica serviranno a calmierare i costi delle cure anti-Hiv.

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