Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 23 Ott 2026

Zeeland Netherlands   EsaL'intrusione di sale nei fiumi rappresenta un pericolo per la disponibilità di acqua dolce nelle regioni costiere di tutto il mondo. Ricercatori e ricercatrici dell'Università di Utrecht e dell'Istituto di ricerca Deltares hanno condotto uno studio che mostra come questo processo nei prossimi decenni sia destinato ad aumentare a causa dei cambiamenti climatici.

Da una serie di analisi e osservazioni sul clima emerge che entro la fine del ventunesimo secolo ci saranno un aumento della siccità in molte regioni del mondo, l'innalzamento del livello del mare e contemporaneamente un abbassamento degli estuari. Il risultato, secondo questo lavoro, è che il livello di salinizzazione delle foci sarà due volte maggiore rispetto alla riduzione degli scarichi fluviali. L’effetto sarà dannoso soprattutto per la vegetazione e le attività umane lungo le aree costiere.

Tra gli autori della ricerca, anche Henk Dijkstra, professore di Fisica climatica a Utrecht e legato da un contratto di doppia affiliazione all’Università di Trento, in particolare al Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica.

Lo studio. Tecnicamente si chiama “intrusione salina”. È un fenomeno idrogeologico che si verifica lungo i litorali, dove l'acqua salata del mare, più densa, si infiltra nel sottosuolo, incuneandosi al di sotto dell'acqua dolce, più dolce, presente nelle falde acquifere sotterranee e penetrando nel suolo. Un processo spinto da una parte dall’innalzamento del livello del mare, dall’altra dalla riduzione del deflusso fluviale. Il rischio potenziale di un aumento dell'intrusione salina in seguito ai cambiamenti climatici è stato quantificato utilizzando studi di modellazione numerica.

Il gruppo di lavoro ha preso in considerazione diciotto sistemi fluviali in tutto il mondo (Nord e Sud America, Europa, Africa, Asia e Oceania). Ha determinato, attraverso modelli numerici, i cambiamenti nelle statistiche di intrusione salina sotto l'influenza dei mutamenti climatici e analizzato le statistiche.

Il risultato è che, per la maggior parte dei sistemi, i dati indicano che l'effetto combinato della variazione degli scarichi fluviali e dell'innalzamento del livello del mare porterà a un aumento dell'intrusione salina del dieci-venti per cento entro il 2100. Le conseguenze più preoccupanti interessano le zone costiere, dove l’acqua dolce rischia di scomparire. L'avanzamento dell’intrusione salina verso l’entroterra mette infatti a repentaglio la sopravvivenza degli ecosistemi ed è pericolosa anche per l'agricoltura, rendendo il terreno incoltivabile.

Il ruolo di UniTrento. Il professor Henk Dijkstra collabora da diversi anni con l’Ateneo di Trento dove è visiting professor. I suoi studi si inseriscono in un più ampio ambito di analisi condotte in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica, in particolare con il gruppo di ricerca guidato da Marco Toffolon, professore di Idraulica al Dicam. La squadra si occupa della comprensione delle dinamiche delle acque del Garda, determinanti per la qualità dell’ecosistema. Lavori che vedono l’impiego di strumentazioni all’avanguardia e modelli innovativi utili per capire l’impatto del riscaldamento climatico sul lago.

Nello studio, appena pubblicato su Nature Communications, è stato utilizzato il MicroCTD per misurare la turbolenza delle acque nel porto di Rotterdam. Si tratta uno strumento tecnologico fornito di sensori ad alta risoluzione che rileva le micro fluttuazioni di velocità, temperatura e conducibilità negli ambienti operativi di acque basse influenzate dalle maree. Lo stesso apparecchio è stato utilizzato per le misurazioni nel Lago di Garda condotte insieme a Marco Toffolon, Marina Amadori e Sebastiano Piccolroaz del Dicam.

«Questo studio è il primo a considerare gli effetti combinati della variazione della portata dei fiumi e dell'innalzamento del livello del mare sull'intrusione salina su scala globale», afferma Henk Dijkstra, che aggiunge – l'impatto sulla disponibilità di acqua dolce, sulla salute, sulla resa agricola e sulla qualità della vita nei delta può essere significativo e interessare milioni di persone. Bisogna tenerne conto nella gestione delle coste e nelle politiche di adattamento al clima».

(Fonte: UniTrento)

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Il conto del carovita lo pagano i più poveri e gli “sconti” alla pompa non funzionano

Poiché ci troviamo di nuovo nel bel mezzo di una crisi energetica – la seconda in pochi anni – che...
empty alt

Sanità, Corte dei conti: risorse e interventi per ridurre le liste di attesa

La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei...
empty alt

“Tortura e genocidio”, il contrastato Rapporto di Francesca Albanese

Tortura e genocidio. Rapporto della Relatrice Speciale sulla situazione dei diritti umani nei...
empty alt

La geometria che salva le foreste: come la disposizione degli alberi protegge la biodiversità

Quali specie rischiano maggiormente di sparire da un ecosistema? La risposta più logica...
empty alt

“Balcanica”, opera prima impegnata e militante di Nicola Sorcinelli

Balcanica, regia di Nicola Sorcinelli, con Matilda De Angelis (Greta), Prince Chughtai (Habib),...
Back To Top