- Dettagli
- di Redazione
Nel 2023 il livello complessivo di riciclo dei rifiuti da imballaggio in Italia è salito dal 70,7 al 75,3%, con un superamento degli obiettivi fissati dalla normativa Ue per il 2025 e il 2030 che fa presumere una partecipazione proattiva, nel settore, da parte delle imprese beneficiarie del credito d’imposta per l’acquisto di prodotti e imballaggi provenienti da materiali di recupero. È quindi raccomandabile l’attivazione di un sistema di monitoraggio che fornisca indicazioni sugli effetti di crescita apportati dalla misura nell’uso dei materiali riciclati, anche per valutare un eventuale ampliamento della dotazione finanziaria e la previsione di un finanziamento su base annuale.

Due giorni fa, a Chieti, nel bel Palazzetto dei Veneziani in centro storico, ho partecipato all'evento pubblico sul tema dell'acqua, organizzato da Italia Nostra, con la collaborazione dell'Università G. Dannunzio e con Lorenzo Colantonio, ex direttore del quotidiano Il Centro, come regista e moderatore. Interventi del professor Giustino Orlando, dell'Università e Orto Botanico, del geologo Fabio Colantonio che ha svolto un'eccellente relazione sulla geologia di Chieti e problematicità connesse, del presidente dell'ERSI Luigi Di Loreto e del sindaco Diego Ferrara.
Fornire uno strumento affidabile per individuare e quantificare il materiale non biodegradabile aggiunto in maniera fraudolente nel processo di produzione degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile. È questo il risultato di uno studio condotto da un team del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa, guidato da Erika Ribechini, professoressa ordinaria di Chimica, insieme al Marco Mattonai, Federica Nardella Marta Filomena. La ricerca, pubblicata sul Journal of Analytical and Applied Pyrolysis, è il frutto di una collaborazione con Biorepack, il consorzio nazionale per il riciclo organico delle bioplastiche compostabili.
Il Sistema Sanitario Nazionale dopo la pandemia risulta ancora segnato da forti disomogeneità territoriali e criticità gestionali, seppur avviato verso una fase di consolidamento.
Come emerge dall’indicatore sull’abusivismo edilizio curato dall’Istat in collaborazione con il Cresme nell’ambito del rapporto BES 2022, l’edilizia illegale è cresciuta nel nostro Paese del 9,1% rispetto al 2021, con un incremento che non si registrava dal 2004 (anno successivo all’ultimo condono edilizio), con una situazione definita “insostenibile” nelle regioni del Mezzogiorno.
