Un biomarcatore misurabile nel sangue capace di rilevare il danno ai nervi periferici nella malattia di Charcot-Marie-Tooth di tipo 2A (CMT2A): è la principale scoperta di uno studio appena pubblicato su Scientific Reports, condotto dai ricercatori del "Centro Dino Ferrari" dell’Università degli Studi di Milano e del Policlinico di Milano, in collaborazione con l’IRCCS E. Medea di Bosisio Parini (Lecco). Per la prima volta, uno studio valuta in modo sistematico i biomarcatori sierici in una coorte di pazienti affetti da CMT2A, la forma assonale più comune di neuropatia periferica ereditaria, causata da mutazioni nel gene Mitofusina2 (MFN2).