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- di Redazione
Un biomarcatore misurabile nel sangue capace di rilevare il danno ai nervi periferici nella malattia di Charcot-Marie-Tooth di tipo 2A (CMT2A): è la principale scoperta di uno studio appena pubblicato su Scientific Reports, condotto dai ricercatori del "Centro Dino Ferrari" dell’Università degli Studi di Milano e del Policlinico di Milano, in collaborazione con l’IRCCS E. Medea di Bosisio Parini (Lecco). Per la prima volta, uno studio valuta in modo sistematico i biomarcatori sierici in una coorte di pazienti affetti da CMT2A, la forma assonale più comune di neuropatia periferica ereditaria, causata da mutazioni nel gene Mitofusina2 (MFN2).

Un importante studio coordinato da
L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non colpisce direttamente il tumore, ma aiuta il sistema immunitario a riconoscerlo e combatterlo, con risposte che possono portare all’eradicazione della malattia anche in fase avanzata, come avviene in alcuni pazienti con melanoma e in alcune forme di tumore al polmone.
A poche settimane dall’autorizzazione degli enti regolatori europei all’utilizzo nella pratica clinica dell’elettrocatetere transvenoso da defibrillazione più piccolo al mondo, lunedì 23 marzo 2026 sono stati eseguiti i primi due interventi in Italia – tra i primi a livello internazionale – con questo dispositivo di ultima generazione.
La demenza di Alzheimer è la più frequente tra le malattie neurodegenerative e, con l’aumento dell’aspettativa di vita, il numero di pazienti è in costante crescita. Uno dei fattori determinanti della malattia è l’accumulo nel cervello di proteine “spazzatura”: forme alterate della proteina amiloide, normalmente presente, che però non vengono eliminate in modo adeguato perché si aggregano in maniera nomala.
