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- di Redazione
I funghi del genere Trichoderma sono tra i principi attivi di natura biologica più diffusi in agricoltura sostenibile per contrastare le malattie delle colture e ridurre l’impiego di agrofarmaci di sintesi.
Da uno studio condotto all’Università di Pisa arriva un innovativo approccio di economia circolare che risponde a due delle sfide oggi più sentite a livello globale: l’urgenza della transizione energetica verso fonti rinnovabili e la crescente problematica dello spreco alimentare. L’obiettivo della ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Environmental Chemical Engineering, è ambizioso ma concreto: trasformare gli scarti del pane, uno dei rifiuti alimentari più abbondanti al mondo (quasi un milione di tonnellate all’anno), in un biocarburante sostenibile. Lo studio, finanziato nell’ambito del progetto PNRR NEST, nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale (professoressa Anna Maria Raspolli Galletti, Dr. Sara Fulignati e Dr. Lorenzo Bonaldi) e il Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni (professor Stefano Frigo, Dr. Marco Francesconi e Dr. Luca Miglino).
Lo stress è una componente inevitabile della nostra quotidianità, ma la capacità di gestirlo non dipende solo da risorse individuali. Le ricerche epidemiologiche in ambito psicologico e medico suggeriscono che il supporto sociale sia associato a un migliore stato di salute fisica e mentale e a una maggiore longevità.
Uno studio coordinato dalla Sapienza, pubblicato sulla rivista Cell Death & Differentiation del gruppo Nature, ha individuato nuove vie molecolari coinvolte nell’insorgenza e nella progressione del tumore al seno triplo negativo, una delle forme più aggressive di carcinoma mammario. Questa patologia tende ad avere una progressione molto rapida e può ripresentarsi a distanza di tempo, nonostante le terapie farmacologiche.
Un nuovo studio preclinico guidato dalle Università di Padova e Milano, pubblicato sulla rivista «Pharmacological Research», apre nuove prospettive per la cura delle malattie metaboliche, dimostrando che la somministrazione cronica di dosi molto basse e non psichedeliche di psilocibina – una sostanza psichedelica naturale presente in alcuni funghi – produce significativi benefici metabolici in modelli di obesità, diabete di tipo 2 e steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD), senza coinvolgere i meccanismi cerebrali responsabili degli effetti psichedelici.
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