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Martedì, 27 Ott 2026

di Biancamaria Gentili

Con un vero blitz, Nunzia Di Girolamo, ministro delle politiche agricole (che ha la vigilanza sull’Inea) ha commissariato l’istituto, esautorando il presidente Tiziano Zigiotto, suo ex compagno di partito, che sarebbe dovuto rimanere in carica fino al 2015.

Si è trattato, probabilmente, di uno degli ultimi provvedimenti adottati dall’esponente politico del Nuovo centro destra di Angelino Alfano, prima che, per le note vicende beneventane in materia di Asl, maturasse la decisione di rassegnare le dimissioni da ministro.

Forse, a quel punto, Zigiotto si sarà consolato pensando: chi di dimissioni ferisce, di dimissioni perisce.

Di Zigiotto, ex consigliere regionale del Veneto del Pdl, Il Foglietto ebbe a occuparsi con alcuni articoli, il primo dei quali datato 24 settembre 2010, scoprendo, tra l’altro, che nel curriculum di colui che, per volontà dell’allora ministro delle politiche agricole, il berlusconiano Giancarlo Galan, era approdato al vertice dell’ente di ricerca in agricoltura, si faceva riferimento anche a un passato di calciatore professionista, che, però, non si è mai riusciti a accertare.

Il Foglietto del 23 novembre 2010 svelò anche le attività imprenditoriali agricole dell’ex calciatore.

L’articolo finì addirittura in un libro, scritto alla fine del 2011 da due cronisti de Il venerdì di Repubblica,  Paolo Casicci e Alberto Fiorillo, dal titolo Scurriculum. Viaggio nella demeritocrazia (Aliberti editore).

L’espulsione di Zigiotto dal vertice dell’ente di via Nomentana è stato come un fulmine a ciel sereno, al punto da provocare la risentita reazione del Partito democratico che, per bocca del vice presidente della commissione agricoltura della Camera Massimo Fiorio, ha dichiarato: “L’Inea viene commissariato e lo veniamo a sapere solo spulciando il sito internet istituzionale”.

Secondo alcune fonti, la Di Girolamo, a seguito di segnalazioni e interrogazioni parlamentari, avrebbe disposto un’ispezione ministeriale, all’esito della quale sarebbero emerse presunte irregolarità gestionali, tali da spingerla a commissariare l’ente; secondo altre, invece, i motivi sarebbero stati di natura politica.

A subentrare a Zigiotto, è stato Giovanni Cannata, nato a Bari 66 anni fa, ordinario di economia e politica agraria all’Università del Molise, di cui è stato Rettore. Nel suo curriculum si legge che dal 1999 al 2003 ha fatto parte del consiglio direttivo del Cnr.

Nella veste di commissario straordinario è affiancato, dal 31 gennaio, da un direttore generale ad interim, Gerardo Delfino, dirigente di ricerca in forza all’Inea della Basilicata.

Il commissariamento dell’ente, però, potrebbe essere di brevissima durata se è vero, come è, che il governo lo scorso 31 gennaio ne ha preannunciato la soppressione.

Le strutture e il personale dell'Inea, allo scopo di realizzare “gli obiettivi di razionalizzazione della spesa pubblica e di spending review”, finirebbero nel Cra che, dopo aver incorporato l'Inran e l'Ense, si appresta così a diventare il carrozzone degli enti di ricerca.

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