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Martedì, 25 Ago 2026

Nel comunicato Istat del 22 settembre 2014 in cui si presentavano i nuovi conti nazionali secondo il Sec 2010 si indica un valore dell'indebitamento netto per il 2013 di -45.358 milioni di euro (cfr. tav. 18).

Lo stesso dato è stato preso a riferimento dal Mef nella Nota di aggiornamento al Def 2014, pubblicata il 1 ottobre 2014.
Nel comunicato Istat del 3 ottobre 2014 con i nuovi conti e aggregati economici della Pubblica Amministrazione il valore dell'indebitamento netto del 2013 sale a -45.958 milioni di euro (cfr. tav. 1).

La differenza, 600 milioni esatti, è dovuta a una rettifica delle entrate. Più in particolare, le imposte dirette sono passate da 241.797 a 241.497 milioni di euro (300 milioni esatti) e le imposte in conto capitale da 4.431 a 4.131 milioni di euro (300 milioni esatti).

Secondo l'Istat, "Ciò è dovuto all'aggiornamento di alcune informazioni prima delle scadenze previste dalla notifica a Eurostat dei dati riguardanti la Procedura per i Deficit Eccessivi".

Si dà il caso, però, che la notifica a Eurostat debba avvenire entro il 30 settembre, mentre la Nota di aggiornamento al Def, che contiene un valore sbagliato dell'indebitamento netto, è stata diffusa nel pomeriggio del 1° ottobre e mai rettificata. Si potrebbe ritenere, quindi, che l'Istat non abbia comunicato al Ministero dell'Economia l'errata corrige. E' pur vero che, trattandosi di rettifiche sulle imposte, le informazioni errate potrebbero essere state fornite all'Istat dal Dipartimento delle Finanze del Ministero stesso.

Ma una domanda sorge spontanea. Se si tratta di un errore materiale, come appare molto probabile visto che la correzione, per ben due voci, ha interessato solo la cifra delle centinaia, salvando quella delle decine e delle unità, non era meglio ammetterlo candidamente anziché ricorrere a improbabili motivazioni?

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