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Lunedì, 24 Ago 2026

Idefix era l’Ibis Eremita che migrava "contromano", l’unico tra decine di esemplari reintrodotti in natura dal progetto “Reason for hope” che, invece di volare a nord per la stagione calda, puntava a sud verso il golfo del Gargano.

Per cinque stagioni riproduttive, Idefix ha trascorso un’estate “controcorrente” tra Manfredonia e Peschici, tornando a Orbetello in autonomia e al momento giusto mentre i suoi conspecifici rientravano dai quartieri riproduttivi della Baviera.

Ma quest’anno, giunto nel grossetano a pochi chilometri dalla meta, dev’essere successo qualcosa che lo ha ricondotto sui propri passi, indietro a meridione, di nuovo verso L’Aquila: il segnale si perde il 30 luglio nei pressi di Bisegna (Aq), dove Idefix è stato ritrovato morto 5 giorni dopo a 1.600 metri di quota. Lì, alle Gole del Sagittario in pieno Abruzzo, nidifica una coppia di aquila reale.

“L’ipotesi che abbiamo seguito è stata proprio quella della predazione” spiega Caterina Spiezio, responsabile del settore ricerca e conservazione del Parco Natura Viva di Bussolengo, unico partner italiano del progetto cofinanziato dall’Unione Europea e guidato dai ricercatori austriaci del Waldrappteam.

“È già successo che durante le migrazioni guidate dall’uomo - prosegue Spezio - un’aquila attaccasse anche tutto il gruppo di 30 uccelli e immaginiamo che, in questo caso, Idefix non abbia potuto nulla da solo. Ma ci piace pensare che questo esemplare, nato allo zoo di Vienna nel 2013 e poi reintrodotto in natura, abbia trascorso e concluso la sua vita da ‘animale selvatico’. Idefix, infatti, fu uno degli esemplari che presero parte alla migrazione guidata dall’uomo nel 2013, con lo scopo di memorizzare la rotta di migrazione al seguito di un ultraleggero a motore occupato da due mamme adottive umane. Già allora, alle porte del Centro Italia, si staccò dal gruppo e puntò verso la Francia, per essere poi recuperato in auto e portato ad Orbetello. L’anno dopo iniziò la sua personale interpretazione di migrazione”.

“Idefix - conclude Spiezio - ci ha permesso di osservare l’eccezione tra tanti Ibis Eremita che al contrario, hanno migrato nella giusta direzione e si sono riprodotti, permettendo alla propria specie di tornare a volare nei cieli d’Europa dopo 400 anni dall’estinzione. E poi ci ha consentito di parlare del progetto, accendendo i riflettori su un animale di cui si era persa la memoria”.

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