Giornale on-line fondato nel 2004

Mercoledì, 23 Set 2026

Tra i primati di cui non si può vantare, l’Italia annovera anche quello della più bassa incidenza di laureati rispetto alla popolazione. Tanto per essere precisi quanto impietosi, su cento persone tra 25 e 34 anni, solo 24 hanno una laurea (titolo di studio terziario), a fronte di una media Ocse e dell’Unione Europea del 41 e 38, rispettivamente.

Il basso numero di quelli che si indirizzano all’università dopo gli studi secondari, i pochi che si iscrivono in età matura e i tanti che abbandonano dopo essersi iscritti sono evidenze che rimandano a tutta una serie di problematiche, principalmente: la scarsa efficacia del sistema universitario, la carenza di risorse per aiutare i meno abbienti, l’offerta formativa poco attraente, la debolezza degli incentivi a laurearsi a fronte di un mercato del lavoro che non premia in modo significativo (come invece avviene in altri paesi) i laureati.

Senza pretesa alcuna di voler fornire una spiegazione esaustiva dell’insuccesso del nostro sistema universitario, un recente studio “Immatricolazioni, percorsi accademici e mobilità degli studenti italiani” di Ilaria De Angelis, Vincenzo Mariani, Francesca Modena e Pasqualino Montanaro, edito da Bankitalia, ci offre un quadro aggiornato delle recenti tendenze operanti nel sistema stesso.

In estrema sintesi, la dinamica delle immatricolazioni ha registrato un andamento “flettente” dalla seconda metà degli anni duemila, con il venir meno della riforma del 3+2, la crescente incidenza di giovani stranieri sulla popolazione e i modesti tassi di immatricolazioni. Tra la fine degli anni 2000 e il 2013 è diminuita però anche la propensione a immatricolarsi dei giovani italiani, in concomitanza col calo del reddito familiare, la crescita delle tasse universitarie, la riduzione del sostegno del diritto allo studio e la razionalizzazione dell’offerta di corsi sul territorio.

Secondo gli autori dello studio, occorre dunque trovare risorse da dedicare alla questione, tanto più che coloro che beneficiano del sostegno ottengono mediamente risultati migliori.

In particolare, il calo del tasso di immatricolazione ha inciso di più nel Mezzogiorno, che ha risentito dell’accresciuta mobilità geografica, soprattutto dei giovani con più solide condizioni economiche. Il dato confortante, però, è che nell’ultimo biennio le immatricolazioni sono tornate a crescere sui livelli prossimi a quelli della metà degli anni duemila.

Nel complesso, negli ultimi anni si registrano anche meno abbandoni, ma questo non è vero per i più giovani, in particolare per quelli coi risultati accademici più modesti. E’ invece crescente la quota di studenti che terminano il primo anno conseguendo oltre 40 crediti formativi, soglia che fa ben sperare in termini di probabilità di finire gli studi e in tempi ragionevoli.

Trovano conferma, invece, gli ampi divari territoriali sia in termini di probabilità di abbandono che in termini di crediti, col Nord che vanta risultati migliori, seguito dal Centro e dal Mezzogiorno. La forbice si allarga se si considera la localizzazione geografica degli atenei anziché la residenza degli studenti, coerentemente con l’indicazione che gli studenti con una migliore formazione di base sono anche quelli tra i quali si riscontra la più alta mobilità.

Al Miur e a Palazzo Chigi hanno, dunque, di che riflettere.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“Punto Zero”, il mondo anomico della ricerca

Punto Zero, di Verena Mira - Edizioni Progetto Cultura - maggio 2026 – pp.138, euro 13,00.
empty alt

Grace Chisholm e William Henry Young. Una coppia matematica

Nel corso della storia della matematica, le collaborazioni di lunga durata sono rare. Quella tra...
empty alt

“Nessun dolore”, Gianni Amelio torna con una storia che non è ancora accaduta

Nessun dolore, regia di Gianni Amelio, con Alessandro Borghi (Davide), Valeria Golino (Elsa),...
empty alt

Dieta ricca di grassi altera metabolismo e memoria

Può una dieta ricca di grassi promuovere alterazioni nel cervello prima ancora che compaiano...
empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
Back To Top