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Lunedì, 26 Ott 2026

Privilegium di Michele Ainis, Editore Rizzoli, Milano, 2012, pp.149, Euro 17,00.

Recensione di Roberto Tomei

Il vocabolo latino che dà il titolo al libro significa lex privata, ossia una disciplina rivolta a una categoria di soggetti ben determinata, che crea una discriminazione rispetto alla generalità dei cittadini.

Poiché - come l'autore dimostra - nel nostro Paese di privilegi ce ne sono troppi ( si veda in calce al
volume l'indice delle categorie privilegiate), se si vuole "sbloccare" la situazione, non resta che avviare una rivoluzione pacifica che cancelli tutti i privilegi. Dopo tante deroghe( ce ne sarebbero 63.194 ! ) a vantaggio delle diverse corporazioni, si tratta insomma di inaugurare finalmente il tempo della regola.

L'impietosa (perché i responsabili del declino siamo tutti noi) analisi dei fallimenti del nostro sistema si conclude con l'indicazione di alcuni rimedi: 1°) divieto di più di due mandati in Parlamento, così da tagliare il ramo su cui"stanno inchiodati i professionisti del potere"; 2°) rafforzamento del referendum abrogativo tramite eliminazione del quorum; 3°) revoca anzitempo
degli eletti immeritevoli, ossia l'istituto del recall, esistente in alcuni stati dell'America, ma anche in Svizzera e Giappone; 4°) trasformazione del Senato in camera dei cittadini (in sostanza degli esclusi) designata per sorteggio, in modo da riflettere il profilo socio-demografico del Paese.

Una soluzione già prospettata da Aristotele, che diceva che l'elezione è tipica delle aristocrazie, il sorteggio delle democrazie.

Consapevole che non tutti saranno d'accordo su queste proposte, per trovare proseliti Ainis invoca
l'utopia come motore della storia, quell'utopia di cui "abbiamo più che mai bisogno per continuare la nostra storia collettiva". (Roberto Tomei)

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