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Lunedì, 24 Ago 2026

Comunicato stampa Usi-Ricerca

Dichiarazione della Segreteria nazionale di Usi-Ricerca, sindacato nazionale lavoratori della ricerca.

“Le dimissioni di Domenico Giardini da presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, di cui si è avuta notizia questa mattina, hanno stupito alcuni sindacati, tra i quali la Cgil,  che forse seguono molto da lontano le sorti dell’ente di Vigna Murata.

Il Foglietto della Ricerca, settimanale dell’Usi-Ricerca, sin dal 18 ottobre scorso, in un articolo dal titolo “ La giungla retributiva dei presidenti e dei direttori generali degli enti di ricerca” aveva scritto testualmente. “Una notazione a parte merita l’Istituto nazionale di  geofisica e vulcanologia (Ingv), dove da qualche settimana si è insediato Domenico Giardini. Se il direttore generale in carica, con 156 mila euro, non può certo lamentarsi, di diverso avviso sarebbe Giardini, docente presso l’Institute for Catastrophe Risk Management di Singapore, che, di fronte alla prospettiva di 112 mila euro lordi, avrebbe chiesto alla Gelmini un congruo incremento della indennità, ovvero la possibilità di trasferire l’attività accademica a La Sapienza di Roma, da dove però fanno sapere di non avere risorse per istituire una nuova cattedra”.

Nel corso di questi due mesi, le richieste di Giardini non hanno avuto accoglimento, nonostante il cambio di vertice al Miur, per cui sono maturate le odierne dimissioni.

La vicenda, che danneggia non poco l’Ingv e il personale tutto, tra cui quello precario che da anni attende la legittima stabilizzazione, denota la superficialità con la quale l’ex ministra Gelmini è giunta lo scorso agosto alla scelta dei presidenti degli enti di ricerca vigilati dal Miur, tra i quali l’Ingv, atteso che, evidentemente, non si è neppure preoccupata, prima di formalizzare gli incarichi, di comunicare ai prescelti il compenso annuo a loro spettante.

Se lo avesse fatto, probabilmente Giardini non avrebbe accettato l’incarico. L’uscita di scena di Giardini è destinata a determinare un vero caos istituzionale, essendo necessaria, per la sua sostituzione, una nuova selezione di candidati, che richiederà tempi non certo  brevi”.

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