Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 21 Apr 2026

Comunicato Usi-Ricerca

Tutto era pronto martedì scorso per la ratifica da parte del Senato accademico de La Sapienza della decisione assunta a maggioranza dal dipartimento di Scienze della Terra di assegnare una cattedra da ordinario, per “chiara fama”, a Domenico Giardini, presidente dell’Ingv, dimissionario a causa della indennità di carica ritenuta insufficiente.

Il placet del Senato, secondo fonti accreditate, sarebbe stato sufficiente al ministro Profumo per revocare l’accettazione delle dimissioni di Giardini (operative dal 1° marzo), in attesa del parere obbligatorio da parte del Cun (che non arriverebbe prima della fine di maggio) sulla proposta di assegnare una cattedra allo stesso Giardini, che risolverebbe tutti i suoi problemi.

Una procedura non molto lineare, destinata a provocare ulteriori polemiche in un ente strategico per la vita del paese, che per altri mesi continuerebbe a operare nell’incertezza dell’organo di vertice.

Ma a complicare ancora di più la faccenda è stato il preside della facoltà di Scienze che, nel corso della seduta del Senato accademico di due giorni fa, ha gelato il Magnifico Rettore Luigi Frati quando ha fatto notare che il Consiglio della sua facoltà non si era mai pronunciato sulla chiamata per “chiara fama” del professor Giardini.

Il rettore ha dunque aggiornato il Senato, dando un segnale di apertura nella direzione di un percorso di trasparenza e democrazia, in attesa della decisione del Consiglio della facoltà di Scienze, che si riunirà lunedì prossimo.

Il Consiglio, però, potrebbe riservare altre amare sorprese sia al ministro Profumo che alle altre forze in gioco, che si stanno spendendo non poco per Giardini.

Non è escluso, infatti, che il Consiglio ponga precise condizioni per la “chiamata” del presidente dimissionario dell’Ingv.

Due, in particolare: la rinuncia definitiva alla cattedra, che il medesimo ha presso l’Università di Zurigo, e l’accettazione del tempo pieno presso La Sapienza.

Come si vede, un vero rompicapo che rischia di far recedere il ministro Profumo dalla sua ostinazione a lasciare ad ogni costo Domenico Giardini sullo scranno più alto dell’Ingv, anche perché il Comitato Salamini ne aveva indicati diversi di scienziati in grado succedere a Enzo Boschi alla guida dell’ente di via di Vigna Murata.

Intanto, il tempo stringe e il 29 febbraio, termine ultimo per una eventuale revoca (che deve essere motivata) da parte del ministro dell’accettazione delle dimissioni di Giardini, è dietro l’angolo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“Bancarotta idrica globale”, il dramma del 75% della popolazione mondiale

L'interruzione dell'erogazione idrica potabile che abbiamo avuto per quattro giorni in Valpescara...
empty alt

"Nino", opera prima di Pauline Loquès, ricco di sfumature e di sottili trovate narrative

Nino, regia di Pauline Loquès, con Théodore Pellerin (Nino), Jeanne Balibar (La mère de Nino),...
empty alt

Licenziamento per simulazione di malattia: illegittimo senza valutazione medico-legale

Con ordinanza n. 8738/2026, depositata in data 8 aprile 2026, la Corte di cassazione (sez. Lavoro)...
empty alt

“"Vita mia”, film drammatico che conquista la partecipazione dello spettatore

Vita mia, regia di Edoardo Winspeare, con Dominique Sanda (Didi), Celeste Casciaro (Vita),...
empty alt

Wang Zhenyi, l’astronoma che amava la poesia

Wang Zhenyi visse in Cina tra il 1768 e il 1797. Nonostante la brevità della sua vita, lasciò...
empty alt

“Lo sguardo di Emma”, dolorosa storia di autodeterminazione e ribellione

Lo sguardo di Emma, regia di Marie-Elsa Sgualdo, Lila Gueneau (Emma), Grégoire Colin (Robert),...
Back To Top