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Martedì, 25 Ago 2026

Redazione

Stefano Gresta, nato a Senigallia il 19 settembre 1956, è il nuovo presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), nominato oggi, dopo lunga gestazione, dal ministro della Ricerca Francesco Profumo.

Succede a Domenico Giardini che in via di Vigna Murata è rimasto per sei mesi, prima di rassegnare le dimissioni.

Gresta è un fisico che ha iniziato la propria carriera come collaboratore esterno presso l’Istituto di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Catania, dove ha proseguito la sua attività fino a diventare professore ordinario di Geofisica della Terra solida.

Già nel cda dell’Ingv dell’era Boschi, è stato confermato ad agosto scorso dal ministro Gelmini e, dopo le dimissioni di Giardini, nella qualità di consigliere anziano, è diventato facente funzioni di presidente.

Sui possibili rischi sismici del Ponte sullo Stretto di Messina, Gresta ha sempre tranquillizzato tutti. In particolare, il 18 ottobre del 2003, in occasione del workshop su ''Faglie e attivita' sismica nell' arco regionale Calabro - Peloritano'', promosso a Taormina dall'Ingv, dichiarò che ''le indagini geologiche e geofisiche eseguite nell'area che dovra' ospitare il Ponte sullo Stretto indicano valori di sollevamento medio di qualche millimetro all'anno; questo significa che il fenomeno potrebbe diventare rilevante per il Ponte solo tra qualche centinaio di anni, proprio per effetto cumulativo dei lenti sollevamenti''.

Gresta aggiunse che ''il Ponte sara' costruito per resistere alle massime sollecitazioni previste per l'area''.

Alla domanda su che cosa accadrebbe nel caso in cui dovesse verificarsi un evento sismico confrontabile con quello che nel 1908 rase al suolo la citta' di Messina, Gresta rispose che ''e' improbabile il ripetersi di un evento sismico come quello del 1908 ma, se dovesse accadere, le deformazioni associate renderebbero impraticabili le altre strutture, come per esempio la viabilita' ordinaria, ma il ponte rimarrebbe in piedi''.

Gli abitanti di Messina e i favorevoli alla costruzione del Ponte sullo Stretto ora, più che mai, possono dormire sonni tranquilli.

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