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Giovedì, 19 Feb 2026

di Alex Malaspina

E vabbé che non c’è due senza tre, ma quando è troppo, è troppo. Al Cnr sembra che si stia davvero esagerando in tema di procedure concorsuali a dir poco “originali”.

Dopo il bando per radiologo-ragioniere e quello per tecnico esperto (almeno da quattro anni) in campo edilizio, in possesso però di diploma di maturità classica, questa settimana un lettore ci ha segnalato un’altra chicca, degna di arricchire il poco invidiabile campionario dei concorsi stravaganti che si può sfogliare, si fa per dire, a piazzale Aldo Moro.

Si tratta del bando IFC-005-2012-PI, apparso in G.U. n. 34 del 4 maggio 2012. In quel di Pisa, sede dell’Istituto di Fisiologia Clinica (Ifc), si è avvertita la necessità di assumere un operatore tecnico di VIII livello, a tempo determinato (per un anno). Sin qui, nulla di strano. Anzi.

Sta di fatto, però, che i requisiti richiesti dal bando in questione stridono non solo con il titolo di studio previsto (diploma di scuola media), ma anche e soprattutto con la declaratoria delle mansioni per lo specifico profilo di cui al Dpr n. 171/1991, che è la disciplina normativa per gli enti di ricerca.

Stando a tale declaratoria, infatti, al dipendente con la qualifica di “operatore tecnico” compete la “esecuzione di operazioni di lavoro tecnico-manuali per l’installazione, manutenzione, conduzione e riparazione di impianti, macchine, arredi, manufatti, strumenti e apparecchiature, controllandone lo stato di efficienza ed assicurandone la regolare funzionalità”.

Sennonché il bando dell’Ifc, lungi dal fare riferimento alle predette attività, richiede, oltre alla conoscenza della lingua inglese e di quella francese, anche di elementi di informatica di base. Senza trascurare poi che il candidato, per poter partecipare alla selezione deve dimostrare “esperienza almeno annuale presso enti di ricerca in ambito tecnico-amministrativo di supporto all’attività scientifica su rendicontazioni, reportistica tecnico amministrativa di Progetti Multicentrici complessi (sic!), comprovata da attestati di partecipazione a corsi appositamente dedicati (doppio sic!)”.

Ma non è finita se è vero, come è, che è richiesta altresì “certificata esperienza nella predisposizione di supporti tecnici elettronici per l’inserimento di dati economico-finanziari e tecnico-scientifici per la presentazione di domande di finanziamento in ambito nazionale e europeo”. Forse neppure  per il direttore generale si arriva a chiedere tanto.

Certo è che la premiata sartoria concorsuale del Cnr, che sembra non avere nulla da invidiare alle griffe più rinomate, non si ferma mai. Neppure per far raffreddare gli aghi.

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