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Martedì, 27 Ott 2026

di Alex Malaspina

Nel giugno scorso, l'Ingv ha trasmesso gli schemi del regolamento di organizzazione e funzionamento e del regolamento del personale ai ministeri della  Funzione pubblica, dell'economia e della ricerca.

Quest'ultimo, che ha già formulato le sue osservazioni, non si è limitato ad avanzare rilievi solo formali ma ha bacchettato pesantemente l'ente di via di Vigna Murata, rilevando, in via preliminare, come l'organizzazione delineata risulti "estremamente articolata e complessa, prevedendo una pluralità di organismi, anche a livello decisionale, che potrebbero comportare una sovrapposizione di competenze, con conseguente possibile riduzione dell'efficienza dell'attività dell'ente".

In particolare, tra l’altro, il Miur: esclude che il Consiglio scientifico possa avvalersi di esperti per valutare l'attività scientifica delle strutture, trattandosi di un compito attribuito al Consiglio stesso; precisa  che l'allocazione delle risorse finanziarie deve restare in capo al Cda, quale responsabile della programmazione; sottolinea come l'attribuzione alle Sezioni di un livello di responsabilità amministrativa superiore a quello delle Strutture di afferenza sarebbe incoerente con la prescrizione che riserva a queste compiti di programmazione, coordinamento e verifica; esprime forti perplessità circa la creazione di tutta una serie di organismi all'interno delle Sezioni, in quanto potrebbero appesantire l'attività amministrativa e gestionale dell'ente; rammenta che per la partecipazione dell'ente a società, consorzi e fondazioni occorre l'autorizzazione ministeriale, come peraltro recita anche lo Statuto.

Quanto al Regolamento del personale, il Miur: osserva che il  Collegio di Istituto, che non compare tra gli organi statutari, non può gestire la programmazione di fabbisogno del personale; precisa che l'emanazione dei bandi di concorso, in ossequio alla distinzione tra indirizzo politico e gestione amministrativa, è di competenza del dg e non del presidente; evidenzia che le assunzioni a tempo determinato, per la loro natura di contratti di lavoro dipendente, devono osservare le medesime modalità generali, rispetto al trattamento economico e all'applicazione delle norme contrattuali, di quelle a tempo indeterminato.

Alle già "pesanti" censure del Miur, in gran parte coincidenti con i rilievi fatti dall’Usi in occasione del confronto preventivo sul documento con l’amministrazione, potrebbero presto aggiungersene ulteriori, anche da parte degli altri due ministeri vigilanti.

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