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Domenica, 22 Mar 2026

di Roberto Tomei

Nemmeno ha fatto in tempo a dare la sua benedizione al sito archeologico di Pompei, che l’Unesco già ci rimprovera per come lo trattiamo, diffidandoci dal continuare a comportarci come abbiamo fatto sinora.

C’è chi dice che quando un paese, come il nostro, di beni storico-artistici e archeologici ne ha tanti, finisce per non badarci poi troppo. Forse è come avviene per la libertà, che si apprezza soltanto  quando ci viene tolta.

Sta di fatto che il Louvre da solo incassa più di tutti i nostri musei messi assieme e che, da qualche anno, perdiamo colpi dal punto di vista dell’afflusso turistico dall’estero, che va silenziosamente quanto inesorabilmente scemando.

E’ in questo contesto, tutt’altro che rassicurante, che ci è sembrato doveroso tornare, per un opportuno aggiornamento, sulla vicenda del Museo geofisico dell’Ingv di Rocca di Papa.

Ci eravamo lasciati con la notizia dell’incredibile allontanamento dalla direzione scientifica del Museo di Calvino Gasparini [1 - 2], già dirigente di ricerca dell’Ingv, universalmente conosciuto come ideatore e anima del museo stesso.

La nomina di un commissario, nella persona di Massimo Ghilardi, attuale dg dell’Ingv, al vertice dell’importante istituzione e fiore all’occhiello del comune di Rocca di Papa, aveva fatto storcere la bocca a più di qualcuno.

A distanza di poche settimane dal passaggio di consegne, Il Foglietto ha voluto verificare lo stato dell’arte.

Non senza sgomento, abbiamo appreso che il neo commissario-direttore scientifico del Museo vi si sarebbe recato pare una volta sola, accompagnato dall'onnipresente Pasquale De Santis, consulente storico dell’ente.

Quella che era la guida che col suo sapere illuminava le menti dei visitatori, soprattutto delle scolaresche, avviandole alla conoscenza di una materia - è il caso di dirlo - assai magmatica, non pare così che abbia avuto un erede all’altezza della tradizione, soprattutto della situazione.

Sta di fatto che ora, sotto la “guida” del commissario, le sorti del Museo sono nelle mani di alcuni giovani  volenterosi facenti capo a due cooperative.

Il Comune, da parte sua, continua ad assicurare la copertura delle spese per l’illuminazione e il rifornimento idrico, oltre alle opere di manutenzione. E dire che Calvino Gasparini, animato da un singolare quanto encomiabile spirito di servizio, si era dichiarato disponibile a continuare il suo impegno per il Museo a titolo del tutto gratuito.

A sentire gli abitanti della ridente e ubertosa cittadina dei Castelli romani, si coglie il dispiacere per il precipitare degli eventi e la forte preoccupazione che l’uscita di scena dell’ormai mitico Gasparini possa aprire le porte addirittura alla chiusura del Museo.

Se ciò avvenisse, sarebbe un grave smacco sia per l’Ingv che per tutto il Paese. Cioè per l’Italia intera e non solo per Rocca di Papa.

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