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Martedì, 25 Ago 2026

di Rocco Tritto

Con quasi due settimane di ritardo sulla tabella di marcia dettata dai sindacati confederali, il Cnr ci riprova a bandire i concorsi ex articolo 15 per dirigente di ricerca e primo ricercatore.

Dopo la pronuncia del Tar del Lazio, che lo scorso 28 agosto scorso, con ordinanze nn. 3391 e 3399, aveva sospeso l’efficacia dei precedenti bandi nn. 364.144 e 364.143, rispettivamente per la progressione di 117 unità di personale dal III al II livello del profilo di primo ricercatore e di 80 unità dal II al I livello di dirigente di ricerca, l’ente presieduto da Luigi Nicolais e diretto da Paolo Annunziato non ha atteso l’udienza di discussione nel merito, fissata per il 19 febbraio 2014, dei ricorsi proposti da un gruppo di dipendenti ma, dopo averli annullati, li ha riscritti e pubblicati lo scorso 2 ottobre (n. 364.172 e 364.173), fissando per il 31 dello stesso mese, sistema informatico permettendo, il termine per la presentazione delle domande.

La motivazione della bocciatura da parte del tribunale amministrativo dei precedenti bandi era stata molto chiara, come si evince dalla semplice lettura, in particolare, dell’ordinanza n. 3399, nella quale i giudici affermano che: “il ricorso appare assistito, ai sensi dell’art. 55 c.p.a., da sufficienti profili di fondatezza con particolare riferimento al difetto di motivazione dedotto in relazione ai principi di cui alla pronuncia dell’Adunanza Plenaria n. 14/2011, dato che l’Amministrazione non ha congruamente indicato nel provvedimento impugnato le ragioni per cui, in presenza di una graduatoria efficace cui ancora riteneva di attingere, ha comunque bandito un nuovo concorso”.

In pratica, l’ente di piazzale Aldo Moro non aveva spiegato, né con i bandi né con le memorie successivamente presentate innanzi al Tar, le ragioni per le quali avesse optato per nuove selezioni, pur in presenza di graduatorie di idonei ancora valide, tant’è che le stesse, qualche giorno prima di pubblicare i bandi poi censurati dal tribunale, erano state fatte scorrere, pur se per un limitatissimo numero di idonei, per di più con criteri, come nel caso dei dirigenti di ricerca (un idoneo per ogni singola graduatoria), che sembrano sfuggire alle regole della buona amministrazione che, se invece fossero state applicate, avrebbero dovuto tenere conto esclusivamente delle esigenze dell’ente, al fine di assicurare il buon andamento dell’attività della P.A.

I “nuovi” bandi non sembrano superare le censure mosse ai “vecchi” dal Tar, dal momento che si limitano a riportare pedissequamente il contenuto della decisione assunta dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (n. 14/2011), tempestivamente segnalata dal Foglietto con un articolo del 28 febbraio 2012, dal titolo Lo scorrimento delle graduatorie prevale sui nuovi concorsi, senza motivare in alcun modo perché l’ente ha scelto di bandire nuovi concorsi, in luogo dello scorrimento di graduatorie vigenti che, paradossalmente, non aveva deciso di ignorare, ma che aveva utilizzato in maniera minimale e, come già detto, con criteri appalesatisi del tutto irrazionali, frutto di un accordo con i sindacati confederali, con l’aggiunta di un’associazione professionale, dal quale si era dissociato soltanto Usi-Ricerca.

Dire che i “nuovi” bandi rischiano un altro cartellino rosso, al momento, non appare azzardato, tant’è che la pattuglia dei ricorrenti, che nel frattempo starebbe ingrossando le sue fila, è già segnalata sul piede di guerra.

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